F1, Gp Miami: la gara vista dalla pista degli Usa

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Mara Sangiorgio

Mara Sangiorgio

La McLaren insegna: la scuderia che non vinceva dal 2021, capitanata da Lando Norris al suo primo successo in F1, ha avuto un percorso di crescita con coraggio e consapevolezza che l'ha portata alla vittoria a Miami. Applaude anche la Ferrari, che attende gli sviluppi a Imola per vivere un Mondiale diverso. Tutto il Mondiale è in diretta su Sky e in streaming su NOW

GP MIAMI, HIGHLIGHTS

La McLaren insegna. Impressionante e solida, soprattutto nella strada intrapresa dalla scorsa stagione. Capitanata da un ragazzino, che ormai non è più ragazzino a 24 anni, che con merito al suo 110^ gran premio è riuscito a vincere la sua prima gara in Formula Uno e salire sul gradino più alto del podio davanti a Verstappen e Leclerc. Il primo e sudato sigillo di Norris è il successo di tutta una squadra che non vinceva dal 2021: c’era ancora la coda della pandemia ed era stato Ricciardo a Monza a portarla alla vittoria. Da allora è cambiato tutto. E’ anche la prima vittoria da team principal di Andrea Stella, che al team britannico ha portato tranquillità, metodo e un’organizzazione invidiabile. E il percorso di crescita lo si vede nei risultati in pista sin dall’anno scorso. Consapevolezza e coraggio la McLaren li ha dimostrati anche a Miami, con una macchina rivista in ogni angolo nonostante il poco tempo a disposizione visto il fine settimana con la Sprint.

 

La prima vittoria di Lando è stata applaudita e accolta come una boccata d’aria fresca da tutti. Ma per tutti, Ferrari compresa, è stata una lezione. La Rossa a Miami si è ben comportata: ha trovato terreno fertile e amico e i risultati si sono visti sia in qualifica che sul passo. Un po’ sfortunata nella tempistica dell’ingresso della safety car in gara guarda però al bicchiere mezzo pieno. Ora per tenere il passo degli avversari e non solo gli aggiornamenti che arriveranno a Imola servono come l’aria. Per provare a vivere un mondiale che può essere anche diverso.