Antonelli è diventato grande: tanto è cambiato dalla vittoria in Cina a quella in Giappone
IL COMMENTODDalla prima vittoria in carriera a Shanghai alla seconda in Giappone, è come il pilota italiano della Mercedes se avesse guadagnato dieci anni in soli dieci giorni. La consapevolezza di sé si è trasformata in estrema tranquillità e lo si è visto in tutto: postura, parole e soprattutto costruzione del fine settimana. È un altro Kimi. Il Mondiale torna dal 1° maggio a Miami: tutto live su Sky e NOW
Ancora ragazzino e divertito, ma solo quando si tratta di scappare da una doccia di bollicine. Con la bandiera italiana a fargli orgogliosamente da mantello per volare verso qualcosa di alto e sconosciuto ma per cui ha lavorato sodo fin da bambino. E’ tornato un po’ innocente solo in quel momento Kimi Antonelli. Per il resto dalla prima vittoria in Cina alla seconda in Giappone, è come se avesse guadagnato dieci anni in soli dieci giorni. La consapevolezza di sé si è trasformata in estrema tranquillità e lo si è visto in tutto: postura, parole e soprattutto costruzione del fine settimana.
Non perfetto: la partenza rimane ancora qualcosa da migliorare e il mese di pausa fino alla prossima gara servirà anche a questo. La fortuna gli ha sorriso con la safety car ma anche questo è motorsport: essere nel posto giusto al momento giusto e costruirsi un gran risultato. I tempi che ha stampato uno dopo l'altro dopo la ripartenza sono da incorniciare, da manuale ma soprattutto da campione con talento.
Vola alto Kimi, ma nemmeno nei suoi sogni più grandi c'era la testa della classifica Mondiale nove punti sopra il navigato compagno Russell dopo tre gare, riscrivendo un sacco di record. Un pilota non ancora ventenne non era mai stato in testa al campionato e per trovare un italiano con due vittorie consecutive bisogna rispolverare immagini in bianco e nero con Ascari nel 1953. Ed è solo l’inizio. La strada e il campionato sono ancora lunghi ma la certezza è che Kimi non scapperà dalle sue responsabilità.