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06 aprile 2018

GP del Bahrain 2018: l'analisi tecnica delle prove libere del venerdì

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Ferrari SF71-H in Bahrain (foto: Sutton Images)

Le prove libere 2 disputate sul tracciato del Bahrain ci hanno mostrato una Ferrari veramente competitiva. Kimi Raikkonen il pilota più veloce, con appena 11 millesimi di secondo su Vettel. Mercedes con mappatura motore poco spinta? Red Bull si conferma terza forza. Attenzione ai passi gara, i tre top team sono tutti vicini. Ecco l’analisi tecnica completa della prima giornata in pista a Sakhir. GP in diretta esclusiva su Sky Sport F1 HD canale 207 e con SkyQ l'incredibile definizione del 4K HDR

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HAMILTON, LA PENALITA'

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Mercedes in “safe mode”? Mappatura motore poco aggressiva?

La Mercedes, considerata da tutti come la favorita alla vigilia, non è riuscita a tenere il passo della vettura di Maranello. Bottas è stato il più veloce in casa anglo-tedesca staccato dal connazionale della Ferrari di oltre mezzo secondo. Hamilton, invece, è riuscito a fare ancora peggio rispetto al compagno di squadra accusando un gap di circa 650 millesimi. Il quattro volte campione del mondo non è riuscito a sfruttare al massimo il proprio primo giro veloce ed è stato costretto ad effettuare un secondo tentativo, dove, nella parte terminale del terzo settore ha trovato il traffico della Haas di Magnussen. Il secondo tentativo però non è redditizio su questo tracciato visto che gli pneumatici perdono parecchio in competitività tra il primo e il secondo tentativo di giro veloce. Toto Wolff non sembra essere preoccupato delle prestazioni della Rossa viste quest’oggi perché, secondo i dati GPS del team anglo-tedesco la Ferrari, durante le simulazioni di qualifica, ha utilizzato una mappatura della power Unit piuttosto aggressiva mentre, Mercedes, ha girato in “save mode”. Ricordiamo che, su questa tipologia di tracciato, 10 cv di potenza equivalgono a circa 0,29 s al giro.

Red Bull si conferma terza forza (il traffico non ha aiutato…)

Analizzando i dati delle simulazioni di qualifiche la terza forza sembra essere la Red Bull che, con Ricciardo, era stata la più veloce nella prima sessione di prove libere. Il pilota australiano non è apparso molto soddisfatto del comportamento della RB14 nella seconda sessione. Il calo della temperatura della pista non ha portato grossi benefici al team di Milton Keynes che ha evidenziato una mancanza di equilibrio sulla vettura del pilota australiano. Il distacco di 9 decimi accusato da Ricciardo nei confronti di Raikkonen non è del tutto veritiero a causa del traffico incontrato nel suo giro veloce che gli ha fatto perdere decimi preziosi.

Il fine settimana per Verstappen, invece, era iniziato nel peggiore dei modi visto che, nelle FP1, è stato costretto a parcheggiare a bordo pista la sua RB14 per dei problemi elettrici che gli hanno fatto saltare l’intera sessione. I problemi sono stati successivamente risolti ed ha potuto girare con costanza nella seconda sessione. Rispetto a quello che si era visto in Australia la Red Bull sembra pagare molto, su questo tracciato, il deficit di potenza che separa la Power Unit Renault da Mercedes e Ferrari.

L’analisi del giro ideale: Vettel con ancora del margine

Se andiamo ad analizzare l’ideal lap che è la sommatoria dei best sector realizzati da ciascun pilota possiamo notare che Vettel non è riuscito a realizzare il giro perfetto ed aveva il potenziale per essere il più veloce.

Se esaminiamo il miglioramento prestazionale dei piloti dal 1° stint effettuato con gomme soft (ad eccezione di Hamilton con gomme Medie) al secondo, realizzato con gomme super soft, possiamo notare che gli unici piloti che hanno migliorato sensibilmente sono stati: Raikkonen (872 millesimi) e Verstappen (645 millesimi). Non consideriamo importante il miglioramento di Hamilton perché la differenza di mescola, secondo le stime Pirelli, avrebbe dovuto portare un miglioramento di circa 1,2 s mentre, il pilota inglese, ha migliorato il proprio tempo di appena 787 millesimi. Quasi nullo, invece, il miglioramento di Vettel (2 decimi), Bottas e Ricciardo.

Simulazione gara

In simulazione di gara i dati immagazzinati ci dimostrano che le prestazioni tra i tre top team sono molto più equilibrati rispetto a quelli emersi durante la simulazione di qualifica. La Red Bull, che in condizione di poco carburante è sembrata essere piuttosto distante dalla Ferrari ha girato, su gomme “rosse” con un ottimo passo. I grafici in basso ci dimostrano, però, che il long run di Ricciardo e Verstappen è stato più breve rispetto a quello di Ferrari e Mercedes.

La Mercedes, nonostante il setup non abbia soddisfatto appieno i due piloti, è sembrata essere competitiva in condizione di gara dimostrando velocità e un degrado degli pneumatici in linea con quello degli avversari.

In casa Ferrari, come spesso succede, hanno differenziato il lavoro tra i due piloti. Raikkonen ha utilizzato, inizialmente, le gomme super soft mentre Vettel si è concentrato sulle soft. Il grafico lineare in basso ci dimostra che Vettel è partito piuttosto forte nella sua simulazione ma, dopo pochi giri, i tempi si sono allineati a quelli degli avversari che stavano girando con gomme “rosse” a dimostrazione che, sulla Ferrari del pilota tedesco, il degrado è stato piuttosto evidente.

Nel secondo stint, Bottas e i due piloti della Red Bull hanno girato con gomme soft, Vettel con Super Soft ed Hamilton con le medie. Questo stint, rispetto al primo, è sempre meno indicativo perché è influenzato dalla durata del primo. Chi ha accorciato la prima fase di simulazione (come ha fatto la Red Bull) è sicuramente penalizzato dal maggior quantitativo di benzina. Su questo tracciato 10 kg di carburante “pesano” al giro quasi 2 decimi di secondo.

Calcolando che tutti i team siano partiti con il massimo quantitativo di benzina consentito per regolamento (105kg) la Red Bull, all’inizio del secondo stint, aveva, rispetto a Bottas, circa 18 kg di benzina in più a bordo che equivalgono a circa 4 decimi al giro.

Hamilton, con gomme medie, è riuscito a tenere un passo discreto e questa tipologia di gomma potrebbe diventare utile in gara visto che, il pilota inglese, causa la sostituzione del cambio sarà penalizzato di 5 posizioni sulla griglia di partenza.

Il più veloce, in questo ultimo stint, è stato Sebastian Vettel che ha potuto beneficiare di una Ferrari “scarica” di benzina e delle gomme super soft. Per Raikkonen, invece, la sessione si è conclusa in anticipo e non è riuscito a portare a termine il suo long run con gomme soft. Il problema avuto dal pilota finlandese è stato durante il pit stop quando si è fermato ai box per sostituire le gomme “rosse” con le “gialle”. I meccanici, in questa fase, non hanno fissato correttamente la gomma anteriore destra costringendolo a parcheggiare la sua SF71H a bordo pista.  

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