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08 aprile 2018

Formula 1, intervista esclusiva di Carlo Vanzini a Sebastian Vettel: "Obiettivo i 7 titoli di Schumi"

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L'intervista esclusiva al pilota della Ferrari, che taglia in Bahrain il traguardo dei 200 GP. A Carlo Vanzini racconta: "Mi sento ancora giovane? Se fai qualcosa e ti senti vivo, è questa la sensazione che hai". GP del Bahrain in diretta esclusiva su Sky Sport F1 HD canale 207 e con SkyQ l'incredibile definizione del 4K HDR. Gli approfondimenti in Reparto Corse F1 ogni lunedì alle 14.30 su Sky Sport24 (canale 200)

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VETTEL, ALLE ORIGINI DEL MITO

QUI TEMPI E DISTACCHI

Sebastian Vettel si racconta. Vincitore delle prime due gare della stagione, il 30enne pilota tedesco della Ferrari in Bahrain ha tagliato il traguardo dei 200 Gran Premi. In questa chiacchierata con noi ha parlato dei suoi obiettivi, delle sue sensazioni, delle curiosità e anche tutti i "riti" che anticipano il momento di scendere in pista. E Seb non finisce mai di stupire...

200 GP ti senti vecchio o ancora giovane?
 "Mi sento giovane, amo ancora quello che faccio. Amo entrare in macchina, guidare, le sensazioni al volante, le gare in particolare: sono ancora molto eccitato di svegliarmi la mattina del Gran Premio. Tutto questo è una grande parte della mia vita. Se fai qualcosa e ti senti vivo, ti senti giovane".
 
Qual è stato il gran premio più eccitante?

"Penso alla prima vittoria con la Toro Rosso, ero molto giovane, e poi alla prima volta che ho vinto il Mondiale, è sempre la prima volta. La prima volta con la Ferrari in Malesia. La prima volta che ho vinto a Monaco. Ricordarle tutte e scegliere è un po' difficile. In carriera c'è sempre un mix di fortuna e bravura, le cose accadono per un motivo. Se guardi l'ultima gara, siamo stati fortunati ad avere la virtual safety car, altrimenti non avremmo potuto vincere. Poi però abbiamo fatto tutto per bene, strategia perfetta, insomma il massimo perché accadesse".

Le gare più divertenti?

"Le gare più divertenti sono quelle in cui parti da dietro, metti giù tutto e spingi dall'inizio alla fine: ti senti più vivo perché devi fare tanti sorpressi, lotte, devi sudartela fino alla fine. Ho dei bei ricordi, penso ad Abu Dhabi nel 2012, quando da ultimi siamo arrivati terzi: è stata una bella rimonta. Poi il Brasile, tutto quello che può capitare in una carriera noi lo abbiamo vissuto in una gara folle".

Quali sono le tue monoposto preferite?

"Se guardi al passo puro e semplice, la macchina dello scorso anno era quella con il maggior carico, veramente incredibile, poi quella del 2013 era una bestia. E ancora, quella del 2010 era velocissima, eravamo un team giovane, abbiamo fatto tanti errori ma la macchina era fenomenale".

Pensi a superare il record di presenze in F1?

"Non credo, 122 gare sono circa 6 anni in più, ma alla fine gli ultimi dieci anni sono passati così. Se fai qualcosa che ti piace il tempo vola senza che te ne accorga, ma non sono particolarmente interessato al record di gara. Piuttosto, penso a quello di Schumacher di 7 titoli. Le 91 vittorie? Non credo, quel numero mi sembra impossibile".
 
Quanti chilometri hai fatto a piedi in carriera?
"Il giro di pista a piedi è molto utile, ci sono sempre dei piccoli cambiamenti. Conosco le piste, ma è una routine. Mi prendo circa un'ora di tempo per parlare con gli ingegneri della gara passata e di quella che arriva, è un dialogo aperto, prepari ogni curva e la analizzi bene, mi piace stare all'aperto e fare questo giro".
 

Quanti caschi hai usato e il tuo preferito?
"Credo di aver usato circa 110 caschi diversi, in genere quello di Singapore era uno dei più belli perché facciamo sempre qualcosa di speciale, ma anche per il Gran Premio di Germania ne abbiamo fatti tanti. Talmente tanti che non saprei, dovrei guardare a casa".

Li hai tutti, li tieni a casa, contenta tua moglie? 
"Noi ci ridiamo, ma 100 caschi occupano tanto spazio, la maggior parte sono appesi perché un paio di anni fa li ho messi sul muro, altri no per problemi di spazio. E' un bel problema da avere".

Pensi di fare un museo? 
"No, non sono tipo da museo".

Hai sempre dato un nome alle macchine qual è il nome più pazzo? 
"Penso che il nome della macchina sia divertente da decidere insieme ai meccanici, per sedersi al tavolo e fare qualcosa di nuovo. Se poi è una bella stagione te lo porti dietro tutto l'anno". 

L'hai scelto con i meccanici?
"Sì, la decisione la prendiamo tutti insieme".

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