F1, GP d'Australia 2019: l'analisi delle prove ufficiali

Formula 1

Cristiano Sponton

La Mercedes, che dopo i test di Barcellona non appariva come la favorita per l'esordio Mondiale, nel sabato di Melbourne ha dimostrato crescita e forza. Eppure sembrava la Ferrari la monoposto candidata alla pole. Ecco cos'è successo. Il GP d'Australia è in esclusiva su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201)

GP AUSTRALIA, LA CRONACA LIVE

La stagione 2019 è iniziata con la pole numero 84 di Lewis Hamilton che solo nel suo ultimo tentativo è riuscito ad avere la meglio sul compagno di squadra, Valtteri Bottas. Una Mercedes che, dopo i test di Barcellona, non veniva indicata come la favorita ma in questo fine settimana ha dimostrato che la W10 è un ottima macchina che è cresciuta piano piano e i primi segnali di luce si erano già intravisti nelle ultime due giornate di test invernali. Ma se Mercedes è stata la sorpresa la vettura che ha maggiormente deluso è stata senza dubbio la Ferrari SF90. La scuderia di Maranello si era presentata sul circuito di Melbourne come la vera favorita ma, sia oggi che ieri, la vettura ha profondamente deluso rimediando un gap dalla Mercedes che è in linea con quello del 2018. Positiva la prestazione della Red Bull che è riuscita a portare Verstappen in quarta posizione mentre Gasly, a sorpresa, è uscito addirittura nel Q1. Non è stato, fino ad ora, un fine settimana molto semplice per il pilota olandese della Red Bull che è stato costretto a disputare le FP3 con un nuovo chassis dopo che, nella giornata di ieri, era stata riscontrata una perdita nel serbatoio del carburante che ha costretto gli ingegneri a sostituire il telaio.

Dietro ai top team si sono qualificate le due Haas con Grosjean che è riuscito a precedere Magnussen dimostrando che la VF19 è una vettura che ha tutte le carte in regola per lottare per il quarto posto nella classifica costruttori. Sorprendente la qualifica di Lando Norris che è riuscito a qualificare la sua McLaren all’ottavo posto risultando il migliore tra i motorizzati Renault. Team ufficiale Renault che non è riuscito a portare nessuno dei suoi due piloti nella top 10 a dimostrazione che la vettura francese ha bisogno di un’importante miglioramento prestazionale per permettere ai suoi due alfieri di poter lottare con la Haas.

Top 10 al via con gomme soft

In Q2 non ci sono state sorprese in quanto tutti i piloti hanno cercato la qualificazione utilizzando il compound più morbido. L’evoluzione della pista c’è stata ma il gap prestazionale tra la media e la soft si è attestato intorno ai 8-9 decimi e nessuno ha tentato l’azzardo di qualificarsi con questa mescola per riuscire ad effettuare una prima parte di gara piuttosto lunga per poi sfruttare la soft quando la pista sarà molto gommata.

Mercedes fa la differenza nei primi due settori

Analizzando i “best sector” dei top 6 possiamo notare che, tutti, ad eccezione di Bottas, si sono avvicinati al loro Ideal Lap. Il pilota finlandese aveva la possibilità di migliorare il proprio tempo di 1 decimo che non gli avrebbe comunque permesso di portare la sua W10 in pole position.

Se analizziamo le prestazioni della SF90, confrontate con quelle della Mercedes W10, possiamo notare che, parte del gap, è stato accusato nei primi due settori mentre, nel terzo, il distacco è stato appena superiore al decimo. Melbourne è un tracciato cittadino semi permanente e l’unico settore che presenta curve da media alta velocità è proprio quello terminale dove la Rossa si è comportata egregiamente a dimostrazione che la vettura “made in Maranello” ha del potenziale che oggi non è stato espresso. La vettura è sembrata essere troppo sottosterzante e questo fattore ha messo in crisi i due piloti specialmente nei primi due settori. Ma, prima di trarre conclusioni troppo affrettate sulle performance delle varie monoposto, dovremo aspettare il GP del Bahrain e della Cina che daranno delle indicazioni molto più importanti rispetto a quelle fornite da questo tracciato.

Gomme in finestra, la forza della W10

Durante i test si erano spese delle parole di troppo sulla Mercedes che era descritta come una vettura “sbagliata” tanto che alcuni vociferavano di una vettura B per il Gp di Barcellona. Invece, già nella seconda sessione dei test invernali, si era capito che la nuova creatura di James Allison aveva parecchio potenziale che, durante i test, non si era visto del tutto a causa della basse temperature della pista catalana che non garantivano uno sfruttamento “in finestra” dei nuovi pneumatici Pirelli. Qua in Australia con termiche molto più elevate la W10 ha dimostrato che se le gomme sono nel giusto range di funzionamento ha un grosso potenziale e oggi lo si è visto. Anche a livello di potenza sembra sia stato fatto un bel passo avanti anche se questo fattore lo capiremo meglio su circuiti in cui i cavalli faranno veramente la differenza. Mercedes che parte con i favori del pronostico anche per la gara ma visto quanto successo nel 2017 e nel 2018 la corsa non sarà così scontata perché basta una Safety Car o una Virtual Safety Car per sconvolgere l’andamento di una gara che sulla carta sembra avere un finale già scritto.