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02 aprile 2019

Formula 2, Mick Schumacher: analisi della gara di esordio in Bahrain

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Il Gran Premio del Bahrain ha rappresentato la gara di esordio di Mick Schumacher in Formula 2. Dal paragone con Leclerc, che debuttò a Sakhir due anni fa, a quello con il padre Michael, sette volte campione del mondo, tutti gli occhi erano puntati sul pilota del team Prema

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Mezzo pieno o mezzo vuoto? Come lo vogliamo giudicare il primo bicchierino con il quale Mick Schumacher ha brindato al suo debutto in Formula 2? O meglio, più facile, come lo consideriamo questo tanto atteso debutto, soddisfacente o insoddisfacente? A Sakhir due anni fa aveva già debuttato anche Charles Leclerc, riportando subito pole e vittoria. Paragoni? No. Leclerc arrivò in F2 forte del titolo GP3 conquistato l'anno prima e dei test su una F1 - una Haas - li aveva già fatti proprio in quella stagione, guidando per quattro GP nel primo turno delle libere del venerdì. Mick arriva in categoria cadetta come campione di F3 Europa a tre anni dal debutto in monoposto, in attesa del primo test F1 (salendo su una SF 90 e sull’Alfa Romeo Racing) programmato dopo il primo week end agonistico. Momenti di carriera diversi, strade differenti, obiettivi comuni. Leclerc sfacciato, Mick prudente. Oltretutto Mick porta su di sé il peso di un cognome difficile, a tratti ingombrante, che suscita emozioni e autorizza suggestioni. Un ottavo e un sesto posto al debutto in Formula 2, con una partenza al palo in Sprint Race che ne ha messo alla prova saldezza di nervi e capacità di difendere. Per ora sappiamo che si è ben comportato, che è abituato a crescere nel corso del campionato (e lo ha dimostrato lo scorso anno) e che Corinna Betsch è tornata a soffrire al muretto dei box. Già a Baku, in Azerbaijan sarà chiamato a dimostrare i primi progressi sulla sua Prema di F2. Intanto a Sakhir in mattinata, prima che un vero e proprio acquazzone interrompesse la sessione, ha provato la Rossa della massima serie, ha vinto la battaglia dell’attenzione attirando più fotografi di Fernando Alonso che tornava su una McLaren, ha superato l’emozione della prima volta e senza esagerare.

Schumi secondo nei test in Bahrain

In mattinata ha chiuso a 2”7 dalla Haas di Grosjean e davanti alla Toro Rosso di Kvyat (76 partenze in F1) e Russell (rookie in F1 su Williams e campione in carica della F2). Ma ancor meglio ha fatto alla ripresa dei test dopo la pioggia, chiudendo la giornata con il secondo miglior tempo in assoluto  (1.29.976) a poco meno di sei decimi da Verstappen, segnando un tempo perfettamente allineato alle libere di di F1 di sabato scorso, superiore di poco meno di due secondi dal tempo col quale Charles Leclerc è partito in Bahrain dalla pole position. Un risultato per Mick decisamente incoraggiante, ma non bisogna correre troppo. Intanto domani salirà anche sull’Alfa Romeo. Se papà Michael avesse potuto essere con lui oggi, di sicuro lo avrebbe abbracciato e tra un consiglio e l'altro gli avrebbe sussurrato "importante è non arrendersi mai". Ora tocca a Mick lottare e mettere a frutto ogni piccola chance. Mentre Michael, nel silenzio più riservato, corre ancora la sua gara più importante il cui traguardo è tornare presto tra noi e accanto a Mick che sta incamminandosi timido sulle sue orme. Senza strafare, senza proclami, senza paura.

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