Misano, il Gran Premio dei piloti romagnoli

MotoGp

Paolo Lorenzi

Misano World Circuit Marco Simoncelli (foto: twitter official account)

Soprattutto in Moto2 e Moto3 la loro presenza è numerosa e agguerrita. E anche chi viene da fuori, come Morbidelli, Baldassarri, Fenati, Bagnaia e Bulega, è ormai considerato romagnolo d’adozione. Il più celebre resta però Valentino Rossi, il più rimpianto è invece Marco Simoncelli

Misano, nel cuore motociclistico della Romagna, è il gran premo di casa per molti piloti italiani. L’ultimo a vincere qui è stato il riminese Bastianini in Moto3, nel 2015. Ma quest’anno i romagnoli in lizza per un podio sono molti. Tra i candidati c’è di sicuro il veterano Mattia Pasini, in gran forma e reduce dal secondo posto in Moto2 a Silverstone. E poi una sfilza di giovani in Moto3, da Romano Fenati, romagnolo d’adozione, ad Andrea Migno, Niccolò Antonelli, Nicolo Bulega da Reggio Emilia, ma fiorito alla scuola di Valentino Rossi.

Attenzione però agli stranieri, si fa per dire, come Franco Morbidelli, leader della Moto 2, originario di Roma, ma da anni trapiantato sulla riviera adriatica. O il piemontese Pecco Bagnaia, già tre volte a podio quest’anno, e allevato nella “cantera” romagnola della VR46 Academy, come d’altronde il marchigiano Lorenzo Baldassarri vincitore a Misano nel 2016 in Moto2. Lo stesso Fabio Di Giannantonio, romano di nascita ma cresciuto nella famiglia faentina del Team Gresini, è un romagnolo acquisito.

Perché, comunque la si guardi, il meglio dell’Italia a due ruote matura al sole della Riviera. Basterebbe ricordare il capofila di questa lunga famiglia di piloti, capitanata da Valentino Rossi. Il più famoso ma di certo non l’unico, oggi affiancato da Andrea Dovizioso. In tempi meno recenti hanno onorato la loro “stirpe romagnola” piloti come Marco Melandri, Manuel Poggiali, Loris Capirossi e naturalmente Marco Simoncelli, il cui ricordo riaffiora con nostalgia ad ogni gran premio di San Marino.