12 ottobre 2017

Da papà Paolo alla fidanzata Kate: tutti insieme per Marco Simoncelli

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Il difficile ritorno del papà Paolo nei luoghi lontani che videro le ultime gare e l’ultimo giro di Marco Simoncelli nel 2011. Così, insieme a lui e alla Squadra Corse Sic 58, al “trittico” partecipano anche mamma Rossella, la sorella Martina e la fidanzata Kate. Insieme per essere più forti

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A sei anni da quel 23 ottobre 2011 di Sepang, Malesia, la famiglia di Marco Simoncelli torna in pista proprio là, in quei luoghi dove il Sic prima ne costruì altri pezzi, poi terminò il suo sogno. Quest’anno il babbo di Marco, Paolo, è impegnato nel campionato della Moto3 con la sua “Squadra Corse Sic 58”. E, come in Qatar e al Mugello, per riuscire a superare l’emozione del ritorno sui luoghi così importanti del suo passato, ha avuto bisogno di portare con sé tutta la famiglia. Sono già in Giappone mamma Rossella, la sorella Martina, la fidanzata Kate. Come una volta, per superare insieme quest’ultima prova, forse la più dura.

A Motegi nel 2011 il Sic finì quarto dopo essere stato penalizzato da un “ride through” per essersi mosso prima del via, altrimenti quella volta sarebbe stato secondo. Il lunedì successivo provò il prototipo della Honda MotoGP col motore 1000 per il 2012, anziché 800 com’era. Non poteva parlare di quel test, ma gli si leggeva negli occhi la soddisfazione per un mezzo che avrebbe penalizzato meno la sua struttura più alta e pesante degli altri piloti. Dopo il Giappone, allora, c’era una settimana di “vacanza” che Marco passò con Kate e Paolo nelle Filippine, prima di arrivare a Phillip Island in Australia.

In quella gara, su un circuito e in un luogo che amava molto, ottenne quello che resta il suo miglior risultato in MotoGP: secondo dietro a Casey Stoner, imbattibile a casa sua, dopo un duello fantastico con Andrea Dovizioso negli ultimi giri con pista bagnata e le slick. Poi venne la Malesia, un circuito importante per Marco, un luogo che amava, dove aveva vinto il campionato della 250 nel 2008, ma che ha spezzato il suo sogno, la sua vita, ha messo la parola fine.

Per Paolo, il padre sempre presente a tutte (sì, proprio tutte) le gare disputate da Marco fin dalle minimoto, tornare da solo in quei luoghi lontani, ma sempre presenti, vicini nel suo dolore, nei suoi ricordi sarebbe stato impossibile. Con tutta la famiglia invece no. Certo la decisione di portare il Team Sic58 al mondiale implicava tutto questo. Ma la scelta di partire con quest’altro sogno è stata presa –ne sono sicuro- dopo l’assicurazione che in queste tappe lontane, fino al dolore di Sepang sarebbe stata presenta tutta la famiglia. Perché anche Marco, sempre così legato agli affetti e ai valori importanti, vorrebbe così.

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