Moto3, GP Misano 2018. La prima volta di Dalla Porta

MotoGp

Paolo Lorenzi

Lorenzo Dalla Porta vince la gara di casa a Misano, Martin secondo al photo finish, Di Giannantonio terzo chiude il podio. Bezzecchi, caduto, quando era in lotta per la vittoria, lascia a Martin la leadership del mondiale con 8 punti di vantaggio. Con ancora sei GP da correre la sfida è ancora apertissima

CLASSIFICA MONDIALE MOTO3

Per ritrovare un toscano vincitore bisogna tornare ad Andrea Ballerini (vincitore in Australia nel ‘2003) ma soprattutto ad Alex Gramigni. Fior di pilota, quest’ultimo, campione del mondo nel 1992. Classe 125. Stessa categoria d’esordio di Lorenzo Dalla Porta, 21 anni di Prato. Ha vinto in Romagna, l’ultimo gioiello dell’Academy, alla sua 48esima gara, numero che porta stampato sulla carena. Un segno del destino, forse, per chi ama la cabala. Per chi resta alla realtà della pista Dalla Porta ha fatto una gara quasi perfetta. Il quasi lo aggiunge lui alla fine, ai microfoni di Sky (“ho commesso qualche sbavatura…”) perché la sua gara è sembrata in realtà un esempio di grinta ed intelligenza. Da campione consumato. Con ritmo, con determinazione, con la freddezza che serviva per resistere a Di Giannantonio, che l’ha attaccato all’interno dell’ultima curva (bravo lui a incrociare, Dovizioso insegna), a mettersi in carena e allungare su Martin che per pochi cm ha rischiato di “rubargli” la prima vittoria in carriera.

Il team Gresini ne piazza quindi due sul podio e con lo spagnolo si riprende la testa del campionato. Un regalo di Marco Bezzecchi, caduto a poche curve dal traguardo. Un erroraccio sui cui il romagnolo farà bene a riflettere, dal momento che è il terzo della stagione. La prima volta è accaduto a Le Mans, quasi una fotocopia di quest’ultimo: come allora l’irruenza nel momento decisivo l’ha fatto sbagliare e come allora alle sue spalle c’era Martin che in Francia è rimasto coinvolto nell’incidente. Qui allo spagnolo è andata meglio: una toccatina che non ha compromesso il duello finale. Anche ad Assen Bezzecchi ha perso il controllo della KTM a poche curve dalla fine, quando era in quarta posizione. E come in Olanda la caduta gli è costata la testa del campionato. Se il finale di gara resta l’aspetto da migliorare, in compenso cuore e coraggio sono le sue qualità più evidenti. E oggi Marco l’ha dimostrato. C’è ampio margine di crescita, a voler trovare un aspetto positivo, in un consuntivo pesantemente passivo.

In classifica Bezzecchi adesso paga otto punti di distacco da Martin. Nulla è compromesso con sei gare ancora da correre. Un incidente al termine del primo giro ha tolto subito di scena Bulega, Canet, Sasaki, Bastianini e Masia che ha innescato la caduta, finita bene, nonostante lo spavento. Un bel rimpianto per entrambi: Nicolo poteva concludere degnamente un week end partito bene. Enea aveva la possibilità di puntare al podio, sulla sua pista, dove ha vinto il suo primo gran premio nel 2015. Per la cronaca, la terza migliore prestazione italiana è di Dennis Foggia, partito ventesimo e arrivato settimo.

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