MotoGP, GP Thailandia. L'incognita pista (che sorride alle Ducati)

MotoGp

Francesco Berlucchi

Il Chang international circuit , la novità 2018 nel calendario del Motomondiale, può rappresentare l’ago della bilancia per tenere viva la speranza Mondiale in casa Ducati. Il vantaggio di Marquez – ben 72 punti su Andrea Dovizioso – è enorme a sole cinque gare dalla fine del campionato. Ma la pista di Buriram, simile a quella austriaca di Spielberg, può contribuire a tenere vivo il sogno. Ecco perchè

Non sono bagagli qualsiasi quelli che il paddock prepara al termine del GP di Aragona. È tempo di preparare le casse, per spedire tutto il materiale dei vari reparti corse, moto comprese, dall’altra parte del mondo. La novità, quest’anno, si chiama Thailandia.

Una premiere assoluta, che da questa stagione aggiunge al calendario del Motomondiale una tappa nel Sud-est asiatico prima del tradizionale trittico tra Giappone, Australia e Malesia.

La MotoGP sceglie Buriram, una cittadina di 30.000 abitanti a 400 km a nord-est di Bangkok. Il primo test la Dorna lo aveva già fatto nel marzo 2015, quando la Thailandia iniziò ad ospitare il campionato del mondo Superbike sul Chang international circuit.

Un circuito giovanissimo, inaugurato nel 2014, che ha ovviamente ottenuto i più elevati standard di grado A per la FIM e ​​di grado 1 per la FIA. Il test, la MotoGP lo ha fatto invece nello scorso febbraio: velocissime le Honda di Marc Marquez e di Dani Pedrosa, gran sorpresa la Yamaha di Johann Zarco su un tracciato che preoccupa non poco Valentino Rossi.

«In Thailandia sarà difficile – ha commentato il pilota della Yamaha al termine del GP di Aragona –. Nei test siamo andati abbastanza male, però ad esempio Zarco è stato molto veloce all’inizio dell’anno: quindi vedremo. Ma non è una delle piste migliori per noi».

La pista ricorda quella austriaca di Spielberg, soprattutto nel primo settore. Disegnata da Herman Tilke, lunga poco più di 4 km e mezzo e non particolarmente larga (solo 12 metri), può essere il tracciato giusto per mettere in evidenza tutte le doti della Desmosedici.

Con le sue dodici curve, di cui 7 a destra e solo 5 a sinistra, il lato preferito da Marquez, Buriram ha lunghi rettilinei , fino a 1000 metri di lunghezza, che piaceranno tanto al Desmo. Perché i 72 punti di vantaggio di Marquez sono una certezza, ma per continuare a sognare bisogna volare a Bangkok.

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