MotoGP, Honda e Ducati al lavoro per il 2019

MotoGp

Paolo Lorenzi

All’indomani del Gran Premio di Aragon la Casa giapponese e quella italiana erano in pista a provare l'evoluzione dei loro prototipi. Obiettivo: il 2019, come per le nuove Moto2 motorizzate Triumph

IL RACCONTO DELLA GARA DI MOTOGP

LA CLASSIFICA - IL CALENDARIO

Duelli a distanza, nel segreto dei box, con un obiettivo ben chiaro: il 2019. La Honda da un lato, il giorno dopo la gara di Aragon, la Ducati dall’altro, in test privati a Valencia. Si lavora per rifinire la trasferta extraeuropea ma soprattutto per la prossima stagione. Spettatore interessato, a distanza, Jorge Lorenzo, che oggi corre con la Rossa ma l’anno venturo salirà sulla quattro cilindri giapponese. Guidata, per ora, dal solo Marquez, che ha capito da tempo la pericolosità delle moto bolognesi. La HRC sta correndo ai ripari, per colmare il gap evidenziato in alcune aree, forse la trazione o la velocità di punta, chissà che cosa stanno sviluppando i tecnici HRC. Che sanno di dover lavorare con largo anticipo perché nella sempre più competitiva Motogp di oggi, gli equilibri sono spesso precari. E con i motori congelati a inizio stagione, guai a chi sbaglia il componente principale.

Il propulsore, che guiderà anche la svolta della Moto2, dal 2019 dotata del tre cilindri Triumph, al posto dell’attuale quattro cilindri Honda. Ad Aragon, l’indomani del Gran Premio, ha debuttato la MV Agusta affidata a Lorenzo Lanzi, in contemporanea con il test di Alex De Angelis sulla Nts. Aumenteranno sia la potenza che la coppia, secondo le prime indiscrezioni, ma l’altro aspetto importante è l’elettronica che seppure in forma semplificata metterà alla prova le capacità dei piloti della media cilindrata. Preparandogli meglio al salto nella massima categoria. La MotoGP, il traguardo più ambito.

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