Superbike, l'analisi di Max Temporali: "I piloti sono come farfalle"

MotoGp

Max Temporali

A Magny-Cours Rea ha vinto ufficialmente in quinto titolo consecutivo. Un successo nato tra i problemi in casa Ducati: il team italiano e Bautista sono andati allo scontro, finendo per perderci entrambi. Un errore nella strategia, perché in fondo i piloti sono come le farfalle

REA, QUINTO TITOLO MONDIALE DI FILA

LO SPECIALE SUPERBIKE

Gestire i piloti è difficile e delicato. Credo che il Mondiale di Rea e la sconfitta di Bautista siano figli di ciò che è successo in casa. Se Ducati ha infilato le prime 11 vittorie della stagione, è perchè la coppia poteva funzionare. Hanno massacrato Rea e Kawasaki, rendendoli impotenti di fronte a una moto tecnicamente avanti rispetto alle altre, con un Alvaro che sembrava di un altro pianeta. Eppure in Kawa non hanno mollato e sono rimasti uniti, senza mai trovare colpevoli in casa, ma fuori, puntando il dito contro le super prestazioni della moto italiana. Restare insieme è stata la mission della squadra, e mentre Rea rafforzava così le sue motivazioni, Bautista perdeva la testa. A Misano è iniziata la crisi con la trattativa per il 2020 e l’offerta economica di Ducati, che mortificavano il valore che Bautista riconosceva a sé stesso.

I piloti sono fanciulli in cerca di attenzioni che servono ad alimentare la convinzione di essere i migliori: non devi mai smettere di farglielo credere, se vuoi che diano il loro meglio. Ci vuole astuzia, “modo” e strategia, ma in Ducati ho visto una situazione precipitare, con una squadra attenta e protettiva nei confronti di Alvaro, che non è bastato a filtrare le tensioni con Ducati. Se attacchi un pilota prima del via, lo perdi: è come toccare le ali a una farfalla. A Magny Cours eravamo a nove manches dalla fine del campionato quando l’ingegner Domenicali ha deciso di assumere una posizione pubblica e contraria alle dichiarazioni di Bautista.

Ne aveva diritto e sentiva forse il dovere di chiarire, ma, se l’obiettivo di tutti era e rimane vincere il più possibile da qui al Qatar, per il bene dell’azienda e per i tifosi, dico che il momento per smentire Bautista è stato forse inopportuno, per altro “colpito” ulteriormente dal tweet di risposta a Redding che mi è parso (volutamente) di poco tatto. Immagino il peso che avrà Alvaro nel tenersi addosso questa casacca, come per Ducati averlo come bandiera. Che piaccia o no, Bautista è oggi un pilota in rosso e dovrebbe essere "cullato" al meglio, perché ottenga il massimo fino alla fine, consapevoli di essere di fronte a un’atleta con una testa che può essere forte come il granito, o delicata come la seta. Perché così sono i piloti e nella situazione di oggi ci perdono tutti.

Arriva sempre primo

Ricevi live da SkySport le breaking news sui principali eventi sportivi. Per accettare le notifiche devi dare il consenso nel successivo popup.

Ricevi le notifiche

Fai login per ottenere il meglio subito.

Accedi con il tuo Sky ID o registrati in pochi istanti.