Rossi, Simoncelli, Bagnaia: Sepang ci ricorda la grandezza dei piloti italiani

MotoGp
Antonio Boselli

Antonio Boselli

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Quella di Sepang è una pista dove si incrociano tanti ricordi, tra gioie e dolori. Qui Rossi vinse il Mondiale nel 2009, ultimo italiano a trionfare in MotoGP. Qui Morbidelli vinse il titolo in Moto2 nel 2017, nell’anno successivo fu invece Bagnaia a conquistare il Mondiale della classe intermedia. Qui Dovizioso trionfò in 125 nel 2004. Qui Simoncelli si aggiudicò il titolo in 250 nel 2008: tre anni dopo quella festa, il Sic perse la vita proprio sull’asfalto malese

GP MALESIA, LA GRIGLIA DI PARTENZA

È sempre stata una gara particolare. In Malesia, negli ultimi 13 anni si sono incrociate alcune delle storie più intense del Motomondiale, alcune bellissime, altre tragiche. A Sepang Valentino Rossi vinse il Mondiale nel 2009, ultimo pilota italiano a vincere in top class. Era il suo nono titolo, a cui sono seguiti i successi in Moto2 di Franco Morbidelli nel 2017 e di Pecco Bagnaia nel 2018. Entrambi si sono laureati campioni del mondo in Malesia, proprio come Andrea Dovizioso, che a Sepang vinse il Mondiale 125 nel 2004. Anche Marco Simoncelli conquistò il Mondiale 250 in Malesia nel 2008. Quelle immagini del Sic, le braccia tese, quel viso sognante, sono ancora impresse nei nostri cuori per un giorno così bello e così lontano dal 23 ottobre 2011. Tre anni dopo quella festa, il Sic perse la vita in un terribile incidente sull’asfalto malese. Domenica saranno passati esattamente 11 anni da quel giorno, qualunque sia il risultato è già bello solo il fatto che ci sia un pilota italiano, Pecco Bagnaia, in lotta per il Mondiale per ricordare quanto era forte il Sic e quanto siano forti i piloti italiani. A Sepang e non solo.