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Wrc, Rally di Grecia: Ogier nell'olimpo

Motori

Gabriele Cogni

©Ansa

Il nove volte campione del mondo vince il testa a testa con Neuville e firma un successo che all’Acropoli gli mancava dal 2011. Tutta la stagione live su Sky e in streaming su NOW

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Per tutto il fine settimana Ogier ha ripetuto lo stesso mantra: concentrarsi su di sé e stare fuori dai guai. Una filosofia rafforzata dalla grande esperienza e dall’enorme talento del francese che è riuscito ad evitare le forature il venerdì, ha aumentato la pressione sul leader Neuville il sabato ed ha poi completato il sorpasso in vetta la domenica. Il successo arriva quindici anni dopo il primo trionfo ellenico: Ogier all'Acropoli aveva infatti già vinto nel 2011, dopo un altro duello epico, quella volta con il connazionale Loeb. Nonostante la sconfitta, Neuville e Hyundai lasciano la Grecia con un’importante conferma: la i20 è competitiva su terra e può combattere ad armi pari con la Yaris. Una dimostrazione di competitività per niente scontata dopo i gap di performance visti tra le due vetture su asfalto ed una garanzia che, con la seconda parte di stagione tutta su sterrato, lo spettacolo e le sfide nel Wrc non mancheranno. Il belga è stato vittima di una doppia foratura sulla penultima prova della gara che non gli ha permesso di lottare per la vittoria fino all’ultimo metro. Dietro ai due capofila di Hyundai e Toyota è invece successo di tutto. Problemi tecnici e forature a ripetizione hanno dato molti scrolloni alla classifica. Alla fine, dopo innumerevoli colpi di scena tipici dell’Acropoli, a chiudere sul terzo gradino del podio è stato Takamoto Katsuta, davanti a McErlean (al miglior risultato in carriera) e Pajari

Si riaprono i giochi

Una vittoria, quella di Ogier, che pesa doppio per il significato che assume nella classifica piloti. Evans, leader iridato, ha infatti vissuto un weekend nero, finendo solo settimo dopo una gara iniziata in salita il venerdì – quando il gallese ha dovuto aprire la strada – e continuata peggio con varie forature che lo hanno privato della possibilità di risalire in classifica. Così, il magro bottino del gallese spalanca un varco per Ogier che, grazie anche ai punti massimi conquistati nel Super Sunday e nella Power Stage, in un solo fine settimana riduce da 61 a 33 i punti dalla vetta, confermandosi la mina vagante della stagione. Per Toyota è la conferma che, anche quando Hyundai vola sulla terra, l'esperienza del numero uno resta un'arma capace di spostare gli equilibri, soprattutto pensando agli verso gli ultimi sette appuntamenti tutti sullo sterrato.

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