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WRC, Rally Cile: la Toyota conquista il 10° titolo costruttori

rally cile

Gabriele Cogni

Sugli sterrati cileni dominano le Yaris Rally1 con Solberg che firma il terzo successo iridato in carriera davanti ad un velocissimo Ogier. La foratura di Evans nel finale riapre i giochi per il titolo piloti

Con il trionfo di Solberg e il successo delle GR Yaris, Toyota conquista il titolo costruttori 2026. Si tratta del decimo alloro nella storia del team giapponese, un traguardo storico che eguaglia il record assoluto di Lancia, rimasto imbattuto dal 1992. Toyota raggiunge così le dieci corone iridate conquistate dal marchio torinese tra il 1974 e il 1992, nell'era leggendaria di Stratos, 037 e Delta HF Integrale. Trentaquattro anni dopo, nell'ultima stagione delle vetture Rally1, i giapponesi si issano sul tetto del mondo accanto al mito italianoUn incrocio del destino perfetto, dato che proprio quest'anno Lancia è tornata nel WRC (nella categoria WRC2) con la nuova Ypsilon Rally2 HF.

Solberg domina, Evans sfortunato

Per Evans doveva essere il fine settimana della fuga, si è trasformato nel fine settimana della beffa. Oliver Solberg controlla dal primo all'ultimo chilometro il Rally del Cile, dodicesima prova del WRC, e porta a casa il terzo successo in carriera — il secondo del 2026 dopo Monte Carlo — chiudendo con autorità davanti a tutti sugli insidiosi sterrati del Bio Bio. Ma la storia della gara la scrive un attimo di dramma: nella penultima speciale, la Carampangue 2, Elfyn Evans — leader del campionato ed in quel momento secondo assoluto e al comando del Super Sunday — fora e deve fermarsi in prova per sostituire lo pneumatico. Un'emorragia di tempo che lo scaraventa fuori dal podio, fino alla quinta piazza, alle spalle proprio del suo rivale per il titolo Pajari. Ne approfitta Sébastien Ogier, che eredita la seconda posizione, completando la doppietta Toyota; completa il podio Adrien Fourmaux, che rende meno amaro il weekend per Hyundai (Neuville ritirato e Lappi mai competitivo).

Un Mondiale apertissimo

Evans era arrivato in Cile forte di venti punti su Pajari — 216 contro 196 — ma con l'inerzia tutta dalla parte del finlandese, reduce da tre vittorie consecutive tra Estonia, Finlandia e Paraguay. Questo era il weekend in cui il gallese poteva finalmente ricostruire un margine di sicurezza: la seconda posizione assoluta e il comando del Super Sunday valevano un bottino pesantissimo, quasi la spallata decisiva alla corsa iridata. La foratura della Carampangue 2 cancella tutto in una manciata di curve. Scivolato dietro Pajari nell'ordine d'arrivo, Evans raccoglie le briciole mentre Solberg incassa a piene mani, e il vantaggio in classifica si assottiglia: Pajari ora è a -17, Solberg a -21. A due gare dalla fine — Sardegna e Arabia Saudita —, ci sono ancora 70 punti sul piatto e per Evans l’ombra dell’ennesimo titolo di vice-campione si fa sempre più ingombrante.

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