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Rockets, Paul: "Io e Harden a caccia del titolo"

NBA
Chris Paul con la nuova maglia Rockets (Foto Getty)

Chris Paul e James Harden puntano a diventare il miglior backcourt della Lega, con l'obiettivo dichiarato di mettersi un anello al dito il prima possibile; magari già tra nove mesi

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Nell’estate delle rivoluzioni figlie della caotica estate 2017 in NBA, anche gli Houston Rockets puntano con forza a conquistare una posizione in alto nella lista tra quelle che più di tutte si sono rifatte il look in vista della nuova regular season. A partire dai vertici, visto che l’ormai ex-presidente Lesley Alexander ha portato a termine poche settimane fa una cessione storica da 2.2 miliardi di dollari in favore di Tilman Fertitta, diventato così il proprietario ad aver sborsato il maggior numero di verdoni nella storia della NBA per acquistare una franchigia. “Un vincente nato”, lo ha definito Trevor Ariza in apertura del Media Day che ha dato ufficialmente il via alla stagione dei Rockets; pronti a stupire soprattutto grazie all’aggiunta in squadra di Chris Paul, uno dei colpi più importanti nella storia della franchigia. “Siamo in ansia di vederli tutti insieme sul parquet e di capire se può funzionare”; questo il pensiero ricorrente all’interno dello staff della squadra texana, curioso di veder sbocciare in campo quanto di lecito è giusto aspettarsi almeno a guardare la forza del roster sulla carta: “Negli ultime mesi hanno spesso giocato insieme e si sono allenati in palestra in giro per tutti gli States. Per quello che ho potuto vedere io, e soprattutto per quanto sottolineato anche da D’Antoni, è una soluzione che potrà funzionare alla grande anche in campo”, racconta convinto Daryl Morey, il deus-ex-machina che è riuscito a mettere insieme quello che si candida a essere il miglior backcourt della Lega. “Funzionerà al 100%”.

Harden: “Una fortuna avere CP3 al proprio fianco”

A dettagliare una convinzione che è la speranza di molti ci ha poi pensato poi coach D’Antoni, che dovrà cucire per entrambi il miglior vestito tecnico che potrà garantirgli la collocazione migliore sul parquet: “Entrambi sono fortemente motivati a mettersi a disposizione della squadra per far sì che tutto questo funzioni”; parole di rito e che sanno moilto di pretattica, come quelle pronunciate dai due diretti interessati. “È una fortuna averlo al proprio fianco sul parquet – sottolinea Harden -. Non è soltanto un giocatore a cui poter affidare la palla per essere libero di agire anche senza dover star lì a palleggiare, ma è una point guard di primissimo livello che può generare ancor più gioco rispetto a quanto non facessi io”. Il Barba ha poi provato a glissare su quanto successo in chiusura della passata stagione, travolto assieme a tutta Houston dagli Spurs. “Che cosa hanno detto?”, ha commentato sorridente Harden facendo finta di non aver letto le pesanti critiche arrivate in primis contro di lui: “Ovviamente ho giocato malissimo; non siamo riusciti a conquistare il titolo e questo è stato molto frustrante”. Adesso però a pronunciare la parola championship assieme a lui c’è anche un altro All-Star, pronto a scendere in campo al suo fianco: “Sono venuto qui con un unico obiettivo in mente, quello di vincere il titolo e la parte divertente di tutto questo è quella di essere assieme a James Harden che ha la mia stessa ambizione”. Difficile quindi essere più chiaro di così per Paul. L'obiettivo è fissato dunque, adesso bisognerà soltanto fare di tutto per raggiungerlo.