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NBA, Golden State risponde a un quarto da 47 punti con un quarto da 47 punti: Philadelphia crolla 124-116

NBA

Gli Warriors concedono ai Sixers 47 punti nel primo quarto e vanno sotto di 24 a inizio ripresa, ma con un parziale di 47-13 nella terza frazione costruiscono la 12^ vittoria stagionale. Steph Curry da solo batte i Sixers con 20 dei suoi 35 punti nel terzo quarto, supportato dai 27 di Kevin Durant: non basta la tripla doppia sfiorata da Ben Simmons

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Quando una settimana fa i Philadelphia 76ers sono usciti sconfitti dal campo dei Golden State Warriors, si sono mentalmente segnati sul calendario la data di ieri in cui avrebbero potuto restituire con gli interessi quanto subito. E almeno per un tempo ci sono riusciti, eccome: grazie a un primo quarto da 47 punti (il più alto mai concesso da Golden State negli ultimi 25 anni), Joel Embiid, Ben Simmons e soci sembravano veleggiare verso una vittoria di assoluto prestigio, dominando a piacimento i campioni in carica che non riuscivano nemmeno a eseguire un semplice schema. A questo proposito, sono stati emblematici delle difficoltà i due timeout chiamati da Steve Kerr – il primo per fermare il primo allungo dei Sixers, il secondo dopo appena 8 secondi per uno schema eseguito male rispetto a quanto disegnato (“Colpa mia, dopo quattro palleggi mi sono dimenticato cosa dovessi fare” ha ammesso Steph Curry). Errori che di solito gli Warriors non commettono, ma che hanno lasciato libera a Philadelphia per chiudere il primo tempo in vantaggio di 22 lunghezze, facendo esplodere i cori “Trust The Process” sugli spalti del Wells Fargo Center. Le cose sembravano poter continuare così anche nel secondo tempo dopo che una splendida combinazione Saric-Simmons-Embiid aveva firmato il massimo vantaggio sul +24, ma da quel canestro in poi gli Warriors hanno realizzato un incredibile parziale di 47-13, trasformando uno svantaggio di 22 punti in uno di 10 a fine frazione. Protagonista assoluto uno Steph Curry capace di battere da solo tutti i Sixers con 20 dei suoi 35 punti finali, a cui ha aggiunto anche 5 rimbalzi e 5 assist e a cui hanno fatto seguito i 27 di Kevin Durant, i 17 di Klay Thompson e i 14 di David West, di cui 8 nell’ultimo quarto per mantenere il vantaggio. “Non eravamo concentrati nel primo tempo: è stato necessario essere messi in imbarazzo per farci entrare in partita” ha detto coach Kerr dopo la vittoria numero 12 della stagione a fronte di 4 sconfitte.

La gara a due facce di Philadelphia

Ai giovani Sixers rimane l’amaro in bocca di non aver saputo mettere al tappeto un avversario messo alle corde come forse mai in questa stagione: degli otto giocatori scesi in campo sei hanno chiuso in doppia cifra e quattro sopra quota 20, con Ben Simmons a sfiorare la tripla doppia (23 punti, 8 rimbalzi e 12 assist), Joel Embiid a fare il Joel Embiid (21 punti e 8 rimbalzi pur con 7/16 dal campo e 5 palle perse) e la coppia Redick-Covington a punire dall’arco (20 punti a testa con 7/15 combinato da tre). Uno scenario ideale o quasi, come testimoniato dallo strepitoso primo tempo da 131 di rating offensivo concedendone solo il 100 in difesa, ma non appena gli Warriors hanno cambiato marcia i Sixers hanno mostrato tutta la loro inesperienza, crollando in un terzo quarto addirittura folle se parametrato su 100 possessi: 170.8 a 60. Non che ci sia nulla di male: gli Warriors sono gli Warriors per un motivo, mentre i Sixers sono solamente all’inizio di un lungo percorso per diventare la squadra in cui sperano di trasformarsi. Se non altro, dopo la gara hanno fatto il pieno di complimenti da parte dei campioni in carica: “Saranno difficili da contrastare nei prossimi anni” ha detto Kevin Durant. “State iniziando a vedere una squadra che dovreste seguire molto attentamente. Simmons è qualcosa che non ho mai visto prima nella posizione di point guard”. Opinione condivisa anche da coach Kerr: “Embiid e Simmons sono una cosa diversa, che non si vede più molto spesso. Sono difficilissimi da marcare ed estremamente talentuosi”. Non abbastanza però per resistere alla mareggiata degli Warriors oggi, ma forse un giorno…

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