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NBA, Draymond Green non ha dubbi: "Kevin Durant difensore dell'anno, il mio voto io lo darei a lui"

NBA

La candidatura al premio di Defensive Player of the Year per quello che è stato l’MVP delle ultime finali arriva dall’attuale detentore del premio, che dice: “Se dovessi votare oggi, io sceglierei lui”. Ecco perché Kevin Durant potrebbe riuscire in un’impresa compiuta da Michael Jordan e David Robinson

Quando a esprimere la propria opinione su chi sia quest’anno il miglior difensore della NBA è il miglior difensore in carica, ovvero Draymond Green, il parere va sicuramente ascoltato. E la sua scelta sorprende solo fino a un certo punto: “Kevin Durant – dice il n°23 di Golden State – è uno dei principali candidati al titolo, se non il candidato. Anzi, per il modo in cui sta giocando nella metà campo difensiva direi che al momento non c’è molta corsa: la sua candidatura è sicuramente credibile, una cosa che fino a poco tempo fa non avrei forse pensato possibile. Se potessi dare il mio voto, al momento io lo spenderei per KD”, la chiusa di Green. Un parere che stupisce poco per due motivi: il primo perché ovviamente si tratta di un compagno di squadra, e quindi non sorprende che arrivi l’endorsement da chi ogni giorno va in trincea con lui; il secondo però riguardo l’effettivo rendimento dell’ultimo MVP delle finali NBA che, a partire dalle 2.33 stoppate che distribuisce ogni sera (dietro solo a Myles Turner in tutta la lega), sta convincendo molti delle capacità difensive di uno dei migliori attaccanti al mondo. Il primo a esserne contento è il diretto interessato: “Mi fa piacere che finalmente la gente inizi a considerarmi più di un semplice realizzatore [come ampiamente dimostrato dai 4 titoli di capo-cannoniere NBA vinti in carriera, ndr]. È dal 2012 che cerco di scrollarmi di dosso questa reputazione per cui se ora i tifosi iniziano a riconoscermelo fa sicuramente piacere, anche se ovviamente non è il motivo per cui scendo in campo e difendo forte ogni sera. Cerco di avere il maggior impatto possibile su entrambi i lati del campo, sempre”. 

Le statistiche che incoronano Durant

Ci sono diverse cifre che confermano l’impressione che Durant sia oggi tanto influente offensivamente quanto (almeno in determinate occasioni) difensivamente. I suoi avversari diretti ad esempio vedono le loro percentuali al tiro calare complessivamente del 7% quando marcati dal n°35, che ha grande mobilità laterale, ottime doti atletiche e braccia e gambe infinite. In particolare, poi, la marcatura di KD è particolarmente efficiente sulle conclusioni da due punti (-9.3% al tiro per gli avversari, un dato che lo mette al secondo posto in tutta la lega – dietro soltanto a Joel Embiid – tra i giocatori contro i quali vengono tentate almeno 7 conclusioni a partita) e soprattutto al ferro (-10.8%). Qui spicca poi il dato delle stoppate: Durant è l’unico giocatore esterno (che non rientra quindi nelle definizioni di lungo, ala forte o centro che sia) tra i primi 19 giocatori NBA e con 2.33 tiri rispediti al mittente ogni sera insegue Turner ma è davanti a fior di stoppatori come Anthony Davis, Joel Embiid, Clint Capela, DeMarcus Cousins, Serge Ibaka e tanti altri. Che un giocatore capace durante la propria carriera di dominare la classifica dei marcatori possa poi arrivare ad alzare il titolo di miglior difensore NBA non sarebbe una novità assoluta nella storia della lega, ma gli ultimi due a riuscirci rispondono ai nomi di David Robinson e Michael Jordan. Non male, anche per chi si chiama Kevin Durant. 

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