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NBA, terremoto in vetta a Ovest: cadono in casa gli Warriors, quinto ko in fila per i Rockets

NBA

Il -18 subìto nella Capitale è la peggior sconfitta dei Rockets da inizio stagione: a Washington protagonisti inattesi Otto Porter Jr. e Kelly Oubre. I Golden State Warriors perdono per la quinta volta in casa quest’anno, arrendendosi davanti a una prestazione da 29 punti e 13 rimbalzi di Dwight Howard

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Washington Wizards-Houston Rockets 121-103

TABELLINO

Houston ha iniziato la stagione vincendo 25 delle prime 29 gare disputate. Ora però qualcosa si è inceppato e bisogna tornare al 2013 – una decina di giorni tra il 9 e il 19 gennaio – per incontrare una striscia di sconfitte più lunga (ben 7 al tempo). Arrendendosi agli Wizards 24 ore dopo aver perso contro Boston, i Rockets mandano a libri infatti la quinta sconfitta consecutiva, che arriva dopo 14 vittorie di fila. “Ci è mancato il ritmo in queste gare – racconta Harden – abbiamo dei momenti buoni ma non giochiamo mai bene in maniera costante, dall’inizio alla fine”. Contro Washington le cose si mettono male da subito, e un dato in particolare riassume la disfatta dei texani, che nella Capitale vanno incontro alla loro peggior sconfitta stagionale (-18): i Rockets vanno sotto contro gli Wizards perfino nel conto delle triple messe a segno (solo 14/48 per la squadra di D’Antoni, il 29.2%, contro le 18 infilate dai padroni di casa, record all-time di squadra equagliato). Non sono i soliti John Wall (17 punti con 7/10 al tiro e anche 5 recuperi per lui) o Bradley Beal (21 con 9/17 al tiro) i migliori marcatori di coach Scott Brooks: a chiudere per una volta come top scorer è infatti Otto Porter Jr. protagonista di una gara con 7 triple a segno (su 11 tentate) per 26 punti, cui ha aggiunto anche 7 assist e 6 rimbalzi. Molto bene dalla panchina anche Kelly Oubre Jr., che chiude con 21 punti e un ottimo +24 di plus/minus. Per Washington è la terza vittoria nelle ultime quattro gare disputate. 

Houston: meglio la panchina dei titolari 

A Houston, ancora senza Clint Capela sotto canestro, non è bastato neppure il ritorno in quintetto di Chris Paul, con cui da inizio stagione i Rockets avevano perso una sola volta a fronte di 15 successi. Per la point guard n°3 26 minuti in campo e 8 errori su 11 al tiro, per una gara da 8 punti e 6 assist. James Harden riesce a raggiungere quota 20, suo minimo stagionale (la striscia di ventelli da inizio campionato è però salva) ma chiude con più palle perse (5) che assist (4) ed è l’unico giocatore in doppia cifra di tutto il quintetto di Mike D’Antoni. Funziona in compenso bene la sua panchina, che ha 16 punti dal solito Eric Gordon, ben 18 da Gerald Green (solo alla sua seconda gara in maglia Rockets) e 10 con 12 rimbalzi di Tarik Black, chiudendo complessivamente con 21/37 al tiro, contro il 16/52 dei titolari. 

Golden State Warriors-Charlotte Hornets 100-111

TABELLINO

Da una parte gli Warriors, davanti al pubblico di casa e in una striscia positiva che li ha visti vincere 13 delle ultime 14 gare; dall’altra gli Hornets, al via di una trasferta di quattro gare, con un record esterno di 2 sole partite vinte contro 12 perse. Risultato finale: +11 Hornets, a dimostrare che nessuna partita NBA è chiusa in partenza, e che le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Sempre senza Steph Curry (atteso al rientro stanotte, nella gara contro Memphis) e con anche Omri Casspi ai box, Golden State soffre sotto canestro la partita dell’anno di Dwight Howard, che manda a segno il suo massimo stagionale per punti (29 con 10/15 al tiro) ma ci aggiunge anche 13 rimbalzi e 7 assist, sfiorando una clamorosa tripla doppia. È lui il principale responsabile della quinta sconfitta interna stagionale degli uomini di Steve Kerr, che 5 tra le mura di casa ne avevano perse in tutta la scorsa stagione, mentre erano stati soltanto 4 i ko alla Oracle Arena subiti nel corso di due intere stagioni, la 2014-15 e la successiva, combinate. Ai padroni di casa non bastano i 27 punti di Kevin Durant (con 7 nel quarto quarto, tra cui un preciso 2/2 dall’arco) e i 24 di Klay Thompson (che invece ne segna 13 nel solo primo periodo). Si ferma invece a soli due punti dalla doppia cifra Draymond Green, che sfiora la tripla doppia chiudendo con 8 punti, 11 rimbalzi e 16 assist, eguagliando così il suo massimo in carriera per passaggi smarcanti. Non bastano le loro prestazioni, non bastano neppure i 32 assist di squadra mandati a referto, anche perché i californiani accusa 18 palle perse di squadra, da cui gli Hornets ricavano 32 preziosissimi punti. 

Sei giocatori in doppia cifra per Charlotte

Charlotte guarda ora con più fiducia alle successive tre trasferte californiane, a casa dei Clippers, poi dei Kings e quindi dei Lakers per chiudere, dove Dwight Howard ritroverà la sua ex squdra, con cui non si è lasciato benissimo. Il successo contro gli Warriors è figlio di una prestazione equilibrata che dietro la super serata di “Superman” manda a referto in doppia cifra altri cinque giocatori: sbaglia 10 dei suoi primi 12 tiri Kemba Walker ma poi ritrova la mano e chiude con 16 punti; 15 li aggiunge Nicolas Batum, 14 Frank Kaminsky, 12 Michael Kidd-Gilchrist e 11 anche Jeremy Lamb, il cui canestro chiude un parziale di 11-0 a metà del quarto quarto che suggella il successo degli Hornets sul parquet della Oracle Arena. 

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