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NBA, Paul George: "Il supporto di Westbrook rende più semplice la mia scelta in estate"

NBA

Il numero 13 dei Thunder, free agent e oggetto dei desideri dei Los Angeles Lakers, ha aperto a una permanenza a OKC dopo le parole di Russell Westbrook in sua difesa dopo l'esclusione dall'All-Star Game: "Russ è il motivo per cui questa decisione sta diventando sempre più facile da prendere”

I giorni successivi all’annuncio degli All-Star la concentrazione di tutti non è tanto sui meriti di chi è stato convocato, quanto sullo scandalo di chi è rimasto fuori. Ma se vi state chiedendo perché i protagonisti della NBA si prodigano così tanto in favore dei propri compagni e colleghi, il motivo è da ricercare in quanto successo tra Russell Westbrook e Paul George. Dopo la notizia dell’esclusione di PG13 dai 24 All-Star, l’MVP in carica Oklahoma City Thunder è andato davanti ai microfoni e ha definito come “vergognosa” la scelta degli allenatori, prendendo pubblicamente le difese del proprio compagno. Un segnale che è stato estremamente apprezzato da George, che a ESPN ha ringraziato Westbrook lasciando anche un indizio sul suo chiacchieratissimo futuro: “Russ è il motivo per cui questa decisione sta diventando sempre più facile da prendere, proprio per merito del suo carattere” ha detto George, che sarà free agent in estate. “È uno che ci mette sempre la faccia e prende sempre le difese dei suoi compagni”. Un gesto tanto apprezzato quanto inatteso, anche perché George aveva cercato di dissuaderlo dall’intenzione di scagliarsi contro i vari Golden State Warriors (rei di avere già 4 giocatori convocati) o Damian Lillard (che, stando a Westbrook, ha piagnucolato per tutto il tempo fino a quando non è stato scelto). “Ci stavamo scherzando su proprio appena prima che andasse a parlare con la stampa. Gli ho detto: ‘Russ, lascia stare, è andata come è andata, non sono stato scelto’. Ma lui ha risposto: ‘No P, hanno fatto una stron***a e non rimarrò zitto’. È bello avere un compagno del genere”. Poi, sentendosi in dovere di ricambiare il gesto, ha aggiunto: “Ad essere onesti, dovrebbe essere titolare. È l’MVP in carica ed è stato il miglior giocatore nella sua posizione: dovrebbe essere lui a partire in quintetto, ma questa è un’altra storia. Sarò sempre dalla sua parte, e diventa sempre più ovvio quale sia la decisione da prendere quando arriverà il momento”. Parole che faranno felici i tifosi di OKC e meno quelli di Los Angeles e delle altre 28 squadre, anche se c’è ancora tantissimo da giocare e il risultato dei playoff determinerà molto del futuro prossimo di PG13.

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