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NBA, Rondo risponde per le rime a Ray Allen: "Cerca di farsi pubblicità con il mio nome"

NBA

Ray Allen aveva attaccato l'ex compagno nel suo libro autobiografico, ma la point guard dei Pelicans non ha perso tempo e ha commentato in modo piccato: "Si parla del libro solo per merito mio. Se aveva bisogno di soldi poteva chiedermi un prestito..."

Che i rapporti non fossero idilliaci tra Rajon Rondo e Ray Allen era cosa nota già da qualche anno, da quando nel 2012 il tiratore ex Supersonics decise di lasciare i Celtics e accasarsi con i nemici dei Miami Heat. Per quello le indiscrezioni venute fuori dal libro autobiografico dal titolo “From The Outside: My Journey Through Life and the Game I Love”, scritto dall’ex numero 20 bianco-verde e in cui si faceva riferimento a commenti quantomeno singolari pronunciati da Rondo (“Era convinto di averci trascinato al titolo del 2008…”), avevano fatto discutere. In molti non aspettavano altro che la replica del diretto interessato. E con l’arrivo a Boston di Rondo e dei suoi Pelicans, la risposta al veleno non è tardata ad arrivare: “Allen va soltanto a caccia di attenzione. Devo chiedergli una parte dei guadagni delle vendite del libro, visto che l’unica pubblicità che è riuscito a farsi è legata al mio nome. Ho sentito parlare di quello che ha scritto soltanto in maniera legata alle frasi su di me”. La point guard di New Orleans non si lasciato sfuggire poi l’occasione per rincarare la dose: “È chiaro che è in un momento di difficoltà – prosegue -, non so se sia a livello finanziario o mentale. Vuole in ogni modo continuare a essere considerato. Io sono quello che sono, non provo a passare o a diventare quello che non sono e non posso certo dire lo stesso di Allen. È sempre alla ricerca dei riflettori. Io sono decisamente una persona migliore, mi assumo sempre la responsabilità delle mie azioni”. Colpito e affondato. Anzi, non del tutto: “Si è ritirato già da qualche anno e ora, dal nulla, tira fuori un libro come questo: le persone che fanno una roba del genere hanno bisogno di soldi. Avrebbe dovuto contattarmi e chiedermi un prestito”. La tensione e le cose rimaste in sospeso sono evidentemente ancora molte, ma un chiarimento non sembra ancora vicino: “Voglio solo parlare con lui faccia a faccia, non ho alcun problema. Non ho mai detto nulla, forse gli ha dato fastidio quando è venuta fuori la storia del viaggio della  squadra senza di lui [una rimpatriata dei giocatori del 2008 organizzata da Rondo a cui Allen non è stato invitato, ndr]. Ero la point guard di quel gruppo, toccava a me organizzare. Ho chiesto a tutto il resto del roster cosa fare e loro mi hanno detto no: come mi sarei dovuto comportare?”. Caso chiuso? Neache per sogno a leggere la chiosa: "Se tutti scrivessimo un libro sui segreti dello spogliatoio...". Un chiaro messaggio subliminale: a questo punto aspettiamo con ansia quello di Rondo.

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