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NBA, risultati della notte: Durant espulso al rientro, crollo Golden State contro Milwaukee

NBA

Rientrato dopo sei partite di assenza, la stella degli Warriors si è fatto espellere per proteste sul finire del primo tempo, lasciando campo libero a Giannis Antetokounmpo (32 punti) e alla vittoria dei Bucks. Con questa sconfitta Houston è matematicamente prima a Ovest. La matematica non condanna ancora Detroit, vincente contro Washington, mentre a Miami basta un’altra vittoria per assicurarsi i playoff. Indiana supera Sacramento nel finale grazie a Oladipo

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Golden State Warriors-Milwaukee Bucks 107-116

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Neanche il tempo di riabbracciare Kevin Durant che Golden State ha dovuto immediatamente farne a meno. Dopo sei partite saltate per un infortunio a una costola, la stella degli Warriors ha pensato bene di sfarsi espellere sul finire del secondo quarto rimediando due falli tecnici in rapida successione, lamentandosi con l’arbitro Tre Maddox per un mancato fischio a suo favore su una penetrazione a canestro. Si tratta della quinta espulsione stagionale per KD, arrivato anche a 14 falli tecnici in stagione, ma le sue proteste sono servite solo a propiziare un parziale di 11-0 dei Milwaukee Bucks per andare all’intervallo sul +9. Da lì in poi i campioni in carica non sono più stati in grado di impensierire gli avversari, trascinati da uno scintillante Giannis Antetokounmpo (32 punti con 14/18 dal campo) e dalle doppie cifre di Khris Middleton (23), Eric Bledsoe (20) e Jabari Parker (14), mantenendo cinque partite di vantaggio sui Detroit Pistons. La terza sconfitta consecutiva di Golden State invece consegna matematicamente il miglior record agli Houston Rockets, ormai irraggiungibili in testa alla conference: se gli Warriors vorranno ripetersi e vincere il terzo titolo in quattro anni, dovranno probabilmente farlo vincendo almeno una partita al Toyota Center di Houston. Non facile, specialmente considerate le condizioni fisiche degli Splash Brothers (Klay Thompson pare vicino al rientro, mentre Steph Curry si rivedrà solo a playoff inoltrati) a cui si è aggiunto anche Andre Iguodala, uscito nel terzo quarto per un ginocchio dolorante dopo aver preso il posto di KD in quintetto. In tutto questo tumulto, se non altro gli Warriors hanno trovato un giocatore da rotazione in Quinn Cook, che sta approfittando del tanto spazio a disposizione per aggiornare continuamente il suo massimo in carriera: stanotte ha chiuso con 30, grazie a un eccellente 12/15 al tiro con 5/5 da tre punti. Per rivincere il titolo NBA, però, serve una squadra al massimo della salute: Golden State ce l’avrà a maggio e giugno?

Detroit Pistons-Washington Wizards 103-92

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Dopo aver vinto la quinta partita nelle ultime sei, verrebbe da chiedersi per quale motivo i Detroit Pistons non hanno cominciato a tenere questo ritmo prima di scivolare a cinque partite di distanza dall’ottavo posto. Ma, come si suol dire, non si può piangere sul latte versato, perciò alla squadra di Stan Van Gundy non possono che rimanere rimpianti. Con Blake Griffin fuori causa per una contusione alla caviglia, i Pistons sono tornati alla vecchia formula basata sui pick and roll centrali tra Reggie Jackson e Andre Drummond, che si sono rivelati ingestibili per i rimaneggiati Wizards. Il playmaker nato a Pordenone ha segnato 4 dei suoi 13 punti in un momento cruciale della sfida, distribuendo anche 8 assist ai compagni pur essendo ancora indietro di condizione; il centro invece ha fatto a pezzi la frontline degli avversari con 24 punti, 23 rimbalzi e 10/16 dal campo, chiudendo con +19 di plus-minus. “Ovviamente 24+23 è incredibile, ma non dice tutto su quanto sia stato bravo stasera” ha commentato Van Gundy sulla 20^ gara da 20+20 in carriera del suo centro. “È stato talmente attivo sui due lati del campo da cambiare completamente la partita”. Dopo un primo tempo chiuso sul 49 pari e un pessimo 6/25 combinato dall’arco, i Pistonso hanno chiuso il terzo quarto con un parziale di 8-0 per toccare il massimo vantaggio sul +15, concedendo al massimo un ritorno fino al -4 agli avversari. Per gli ospiti si tratta della quarta sconfitta nelle ultime cinque, mancando ancora una volta la qualificazione matematica ai playoff e perdendo Otto Porter Jr. per una distorsione alla caviglia che però non sembra grave. I 15 punti di Bradley Beal — anche lui uscito brevemente per uno scontro con Henry Ellenson, non sono bastati agli Wizards per evitare l’ennesima sconfitta, anche se stanno per arrivare i rinforzi: John Wall è vicino al rientro e potrebbe essere in campo già sabato contro Charlotte.

Miami Heat-Chicago Bulls 103-92

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Non c’è ancora l’ufficialità, ma a Miami possono cominciare a prepararsi il ritorno ai playoff dopo un anno di assenza. Il successo ai danni dei Chicago Bulls porta infatti i ragazzi di coach Erik Spoelstra a una sola W dalla post-season, allungando a otto la striscia di vittorie consecutive tra le mura amiche. La grande protagonista è stata come al solito la difesa, capace di tenere gli avversari al 37% (anche perché mancavano i vari Markkanen, LaVine e Dunn) e di produrre lo stretto indispensabile nell’altra metà campo, in cui però la mancanza di talento si fa sentire. “In difesa siamo solidi, ma potremmo essere ancora più forti” ha commentato Josh Richardson, miglior marcatore dei suoi con 22 punti insieme ai 17 di Goran Dragic, i 13 di Justise Winslow e gli 11 di Kelly Olynyk. “Vorrei cominciare immediatamente” ha detto il playmaker sloveno, che proverà a guidare i suoi fino alla risalita al sesto posto nella conference, distante solamente mezza partita dopo la sconfitta di Washington a Detroit. Per Chicago invece i playoff non potrebbero essere più lontani, con l’unico sussulto arrivato da Robin Lopez: nell’ultimo quarto il centro è stato espulso per doppio tecnico, dando fuori di matto contro gli arbitri mentre veniva portato verso gli spogliatoi. “Ho avuto una reazione istintiva, ma non mi è stato dato il tempo di calmarmi. Mi stavo dirigendo verso la panchina quando mi hanno rifilato immediatamente il secondo tecnico e la cosa mi ha preso alla sprovvista” ha dichiarato dopo la gara. “Non è una cosa di cui mi vergogno particolarmente: gioco con passione, e se faccio qualcosa di sbagliato me ne scuso. Se non lo faccio, invece, rimango della mia idea”. 

Sacramento Kings-Indiana Pacers 103-106

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Con più patemi di quanto preventivabile, ma alla fine i Pacers hanno portato a casa la vittoria che li mantiene in corsa per il fattore campo ai playoff. Il merito, come sempre, è di Victor Oladipo: l’All-Star di Indiana ha segnato 13 dei suoi 24 punti nell’ultimo quarto, tra cui due liberi a 2.5 secondi dalla fine per tenere a bada la rimonta dei Kings, condannati alla sconfitta anche dai 25 punti di Bojan Bogdanovic e dai 18 di Thaddeus Young. La vera notizia a Sacramento però è che per la prima volta le proteste per l’uccisione di Stephon Clark non hanno impedito l’accesso al Golden1 Center, anche perché la franchigia si è impegnata nella comunità per offrire il proprio sostengo sociale con dei programmi ad hoc realizzati con Black Lives Matter. Dopo le tensioni dell’ultima settimana, nella capitale della California si può tornare a parlare con più serenità dei 21 punti di Bodgan Bogdanovic, dei 20 di Buddy Hield e dei 19 di Willie Cauley-Stein, anche se non sono serviti per evitare la sconfitta.

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