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NBA: Westbrook pasticcia nel finale, San Antonio vince grazie a Aldridge

NBA

Dopo essere stato in dubbio fino all’ultimo, la stella degli Spurs ha realizzato 25 punti con 11 rimbalzi spingendo i suoi al successo contro OKC, raggiunta in classifica al quarto posto nella Western Conference. Ai Thunder non bastano i 26 punti di Paul George e la doppia doppia di Russell Westbrook, che commette alcuni errori cruciali nell’ultimo minuto

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San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 103-99

TABELLINO

Vi ricordate quando qualche settimana fa i San Antonio Spurs erano scivolati fino al decimo posto e la loro qualificazione ai playoff sembrava a rischio? Bene, non è più così: vincendo in casa contro Oklahoma City, gli uomini di Gregg Popovich hanno raggiunto i Thunder al quarto posto in classifica con il record di 44 vittorie e 32 sconfitte, mettendo due partite e mezza di distanza (e soprattutto altre quattro squadre nel mezzo) dal nono posto occupato dagli L.A. Clippers. Non una vittoria bellissima o particolarmente netta, visto che le due squadre hanno commesso 31 palle perse combinate e nessuna delle due ha mai scollinato oltre i 10 punti di vantaggio, ma di sicuro una vittoria fondamentale verso la post-season. I dieci avvicendamenti nella guida nel punteggio e le sette parità raccontano bene l’equilibrio su cui si è giocata la partita, arrivando nell’ultimo minuto con un solo punto di distanza a favore dei padroni di casa: poi LaMarcus Aldridge — in dubbio fino all’ultimo per una contusione al ginocchio — è andato a schiacciare i punti numero 24 e 25 della sua partita e Patty Mills ha realizzato altri due liberi dalla lunetta, capitalizzando sui tanti errori di Russell Westbrook nel finale. La stella di OKC ha sbagliato prima perso un pallone banale e poi tirato un airball da tre punti a 14 secondi dalla fine quando avrebbe potuto prendersi l’ultimo tiro della partita o chiamare timeout, magari servendo un Paul George in grande spolvero (26 punti, 7 rimbalzi, 6 assist e 4 recuperi con 9/20 al tiro). Westbrook, che non è riuscito a rimanere in campo per recuperare un pallone vagante a 5 secondi dalla fine, ha chiuso con 19 punti, 11 rimbalzi e 5 assist tirando 7/19 dal campo con ben 7 palle perse, confermando la regola che vede OKC sempre perdente sul campo degli Spurs dal 25 dicembre 2014 — un’enormità per una squadra che comunque è sempre stata ai vertici della Western Conference negli ultimi anni.

Tutto sulle spalle di Aldridge

Chi invece sembra non poter mai abbandonare i vertici sono i texani, che sono riusciti a ritirare in piedi un’annata difficilissima appoggiandosi alle spalle larghe di LaMarcus Aldridge. Per tre quarti il lungo è stato l’unico giocatore in doppia cifra dei suoi, forte dei 21 punti realizzati nel solo primo tempo, e senza di lui coach Popovich non sarebbe mai riuscito a interrompere la striscia di due sconfitte in fila rimediate tra Milwaukee e Washington. Senza un’altra stella a cui appoggiarsi (sulle condizioni di Kawhi Leonard vige il più rigido dei silenzi) c’è stato bisogno del contributo di tutti membri del roster: ognuno dei dieci giocatori scesi in campo ha realizzato almeno tre punti con quattro giocatori sopra la doppia cifra (Mills 14, Green 11, Anderson e Ginobili 10) e con un fondamentale 42% da tre punti per sopperire a un attacco che rimane privo di talento. Le riserve degli Spurs, in particolare, hanno quasi doppiato quelle degli avversari (41 a 21) e grazie alla precisione dall’arco (47%) hanno tenuto testa ai 42 punti in area realizzati da OKC (contro i 26 di San Antonio). Gli Spurs avranno ora due giorni e mezzo di riposo per preparare la sfida di Pasqua contro Houston, che potrete seguire in streaming eccezionalmente aperto a tutti su skysport.it domenica alle 21:30.

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