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NBA, Klay Thompson dorme, salta l'allenamento e poi ne segna 60

NBA

Kevin Durant ha raccontato un aneddoto favoloso sulla storica prestazione da 60 punti in 29 minuti di Klay Thompson: "Il giorno prima non si era presentato all'allenamento... perché si era addormentato. Se tutti fossero come lui l’universo sarebbe un posto migliore".

Che Klay Thompson fosse fatto in maniera diversa rispetto alla media dei giocatori NBA, o degli sportivi in generale è ormai un dato di fatto. Ma l’aneddoto raccontato da Kevin Durant ha veramente dell’incredibile. Ospite del podcast di Bill Simmons su The Ringer, il numero 35 dei Golden State Warriors ha raccontato un retroscena assurdo della storica prestazione da 60 punti in 29 minuti del compagno contro gli Indiana Pacers nel dicembre 2016: “Il giorno prima di segnarne 60 Klay ha saltato l’allenamento. Proprio non si è presentato” ha raccontato KD. “Eravamo tutti lì per l’inizio degli allenamenti e ci siamo detti: ‘Ma dove diavolo è Klay?’. Lo abbiamo chiamato più e più volte, ma proprio non è venuto. Non so cosa sia successo di preciso, penso che abbia detto una cosa tipo ‘Avevo un’ora o due di ritardo, perciò ho pensato di restarmene a letto perché tanto non sarei mai arrivato in tempo’. Poi il giorno dopo è andato in campo e ne ha messi 60”. Una prestazione che non si vedeva in NBA da oltre 50 anni (l’unico a tenere una media di 2.07 punti al minuto fu Wilt Chamberlain nella leggendaria partita dei 100 punti) e che ha inciso per sempre il nome di Klay Thompson nella storia della lega, resa ancora più straordinaria dall’aneddoto raccontato da KD. Insieme alle sue peripezie in Cina, la passione per il suo cane Rocco, il suo video da passante/opinionista sui lavori in corso a New York e la copertina di SLAM in occhiali da sole, questa è solo l’ultima testimonianza di un giocatore diverso da chiunque altro, uno di quei personaggi che se non ci fossero bisognerebbe inventarli. Un’opinione condivisa anche da Kevin Durant: “Se tutte le persone al mondo fossero come lui, l’universo sarebbe migliore”. Parole sante.

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