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NBA, la ricetta Warriors per gara-2? Green dice "maggior energia". E prevede "collisioni"...

NBA

Mauro Bevacqua

A Golden State sono soddisfatti del risultato di gara-1 ma non del tutto della prestazione. La ricetta per gara-2 prevede maggior intensità, energia, forza. "E il risultato dello scontro fra due forze di segno opposto è una collisione", avverte minaccioso Draymond Green

OAKLAND, CALIFORNIA — Vincere non basta. Inseguire la perfezione è l’obiettivo. Funziona così quando si è la squadra campione NBA in carica. Quando si hanno vinto due titoli negli ultimi tre anni (e perso il terzo quando sembrava già vinto). Quando non si vuole lasciare niente al caso per arrivare di nuovo fino in fondo, e sollevare al cielo il Larry O’Brien Trophy. C’è voluto un supplementare per aver la meglio di Cleveland in gara-1, in casa, davanti al proprio pubblico: ora Golden State vuole rischiare meno, giocare meglio, vincere (se possibile) facile. “Abbiamo disputato una buona partita ma non una grande partita — dice Klay Thompson — e questo è un buon segno”. Perché vuol dire che c’è spazio per migliorare, e la guardia degli Warriors sa anche in quale area poter far meglio: “Dobbiamo migliorare a rimbalzo”, dice [53-38, +15, il conto a favore dei Cavs in gara-1, che hanno preso quasi il 36% dei rimbalzi offensivi disponibili, ndr]. Anche Steve Kerr, da subito, si è detto insoddisfatto della difesa dei suoi (“sotto il nostro standard abituale”), soprattutto su LeBron James. “In alcuni possessi abbiamo lavorato bene, ma in altri no. Ha fatto quello che voleva, con troppa comodità, non gli abbiamo fatto sudare abbastanza i suoi punti” — che sono stati 51 alla sirena: tanti, troppi. “Conosciamo i loro giochi, sappiamo quando dobbiamo mettergli pressione e stargli addosso e quando invece lasciargli più spazio. In gara-2 sarà il caso di mettergli addosso più pressione, perché non possiamo permetterci che ci faccia di nuovo a pezzi”, conclude l’allenatore dei californiani. Per Kevin Durant la chiave sta nei dettagli, nelle piccole cose: “Comincia tutto da lì: rimbalzi, palle vaganti, una miglior comunicazione in difesa, un miglior movimento in attacco — dice — perché quando riusciamo a concentrarci su questi dettagli allora poi fattori come la fortuna/la sfortuna non possono influire più di tanto”.

Draymond Green alza la temperatura in vista di gara-2

Maggior intensità a rimbalzo, più pressione in difesa, attenzione ai dettagli del gioco: l’interprete migliore nel roster degli Warriors di tutti questi aspetti del gioco tanto fondamentali quanto spesso tralasciati sembra naturalmente rispondere al nome di Draymond Green. Che in linea col personaggio ovviamente una sua idea su come migliorare la prestazione di gara-1 nella seconda sfida della serie ce l’ha: “Giocando con maggior forza. Fin dall’inizio non abbiamo messo in campo tanta intensità difensiva, permettendo così a LeBron di entrare in ritmo”. La cosa per Green non si deve più ripetere, e il modo di avere la giusta dose di forza fin dalla palla a due “arriva dall’essere concentrati al 100%, completamente determinati a portare a termine il nostro compito. Dobbiamo avere la giusta mentalità, per stabilire noi tono e intensità dello scontro”. Ecco la parola, scontro. Perché all’ala n°23 di Golden State viene espressamente chiesto cosa accade quando forze di segno opposto si incontrano, e lui non si lascia sfuggire l’assist: “Una collisione. E la cosa mi diverte. è la parte più bella di questo gioco”, afferma quasi in tono di sfida. Gli viene chiesto se si è divertito in particolare nei momenti finali dell’incontro, dallo scontro con Tristan Thompson alla plateale esultanza che lo ha visto arringare il pubblico della Oracle Arena: “Loro parlavano troppo, io ho solo risposto. E ballato. Anzi, non era proprio un ballo il mio. Ero una sorta di cheerleader. Non è facile mantenere il controllo sulle proprie emozioni — ammette — ma credo sia giusto così, quando in palio c’è un titolo NBA”. I Cavs sono avvisati, Draymond Green è pronto ad alzare il livello (anche fisico) della sfida.

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