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NBA, "Edicola Finals", la rassegna stampa dalle finali NBA dopo gara-2

NBA

Secondo appuntamento con Alessandro Mamoli, Davide Pessina e Mauro Bevacqua per commentare — quotidiani USA alla mano — tutto quello che si scrive sulla serie di finale tra Warriors e Cavs, dopo il successo dei californiani in gara-2

Numeri alla mano gara-2 è stata la partita di Steph Curry, che ha mandato a segno 9 triple (nuovo record NBA per una gara di finale NBA), portato a 90 il suo totale di canestri dall’arco (sempre in gare di finale, altro record NBA all-time) e chiuso con 33 punti, trascinando alla vittoria Golden State 122-103. Ma partendo da un interessante articolo del Wall Street Journal, l’attenzione si sposta sul nuovo Steph Curry, quello che nei playoff 2018 sta tirando nella restricted area un impressionante 75.4%. Vuol dire — per quello che a tutti gli effetti rimane la point guard di Golden State — un’efficienza nei tiri al ferro impressionante, tiri che gli regalano 1.5 punti per possesso — in pratica come si tirasse il 50% da tre punti. Siccome, nei playoff, Curry sta tirando il 41% scarso da oltre l’arco, significa che in questa postseason il n°30 dei californiani è perfino più efficiente in restricted area che da tre punti, da dove invece ha costruito la sua reputazione e la sua fama. Per dare un dato di paragone: LeBron James — che fisicamente è un altro tipo di giocatore — sta tirando il 77.4%, al suo massimo in carriera. E ovviamente su “King” James — oltre che di Curry — vertono i discorso di Mamoli, Pessina e Bevacqua, prendendo spunto da un secondo pezzo questa volta pubblicato su USA Today che vorrebbe il n°23 di Cleveland “frustrato”. Forse per aver fatto 51 punti in gara-1 (e finire per l’essere anche criticato per la sua presunta mancanza di leadership…), per aver sfiorato la tripla doppia in gara-2 e ciò nonostante ritrovarsi sotto 0-2 nella serie. Uno svantaggio che Cleveland ha già rimontato contro Boston in finale di conference ma anche contro Golden State nell’annata del titolo, il 2016. Ma non è detto che le rimonte siano sempre possibili, sopratutto se il supporting cast di LeBron James non si decide a fare un convincente passo in avanti, dice Alessandro Mamoli. Che non fa prigionieri e fa i nomi dei quattro giocatori Cavs chiamati a rispondere presente già in gara-3: J.R. Smith, Kyle Korver, Jeff Green e… e… e….

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