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WNBA, Washington battuta 3-0, Seattle campione per la terza volta, Breanna Stewart MVP

NBA

Non cambia la musica nella terza gara, la prima sul campo delle Mystics, delle finali WNBA: i 30 punti di Breanna Stewart e i 29 con 14 rimbalzi di Natasha Howard regalano alle Storm la vittoria anche in gara-3 (98-82) e il terzo titolo WNBA della loro storia (gara-3 è su Sky Sport NBA alle 12, alle 15.15 e alle 21)

IL RACCOTO DI GARA-2

IL RACCONTO DI GARA-1

E tre! Dopo le due vittorie (entrambe in doppia cifra) ottenute sul parquet di casa della Key Arena, Seattle va sul campo delle Washington Mystics e conquista la terza vittoria della serie — quella decisiva — e il terzo titolo della storia della franchigia, dopo quelli vinti nel 2004 e nel 2010. Lo fa regolando le padroni di casa 98-82 (terzo successo su tre in doppia cifra di margine) e sfruttando la serata magica di Breanna Stewart e Natasha Howard. Le due giocatrici sono caldissime già dal primo tempo, che chiudono con 17 punti a testa, la prima mandando a bersaglio un incredibile 4/4 dall’arco, la seconda aggiungendo 8 rimbalzi a un ottimo 5/6 al tiro. Grazie alle loro prestazioni il vantaggio delle ospiti all’intervallo è già di 16 punti: Washington rientra prima a -10 nel terzo quarto e poi fino a -5 con sette minuti da giocare, ma non va oltre, perché il duo Stewart-Howard continua a imperversare. La prima chiude con 30 punti e 8 rimbalzi, la seconda con 29+14 e 11/14 al tiro, assicurando alle Storm la vittoria e il titolo, giunti anche grazie alla doppia doppia — 10 punti e altrettanti assist — della leggendaria Sue Bird. La migliore per Washington — pur condizionata da un infortunio al ginocchio — è sempre Elena Delle Donne, i cui 23 punti con 9/18 al tiro non sono però bastati alle Mystics per evitare il cappotto. MVP della lega nel 2015, Delle Donne vede invece il titolo finire con merito nelle mani di una mostruosa Breanna Stewart, che corona così una stagione perfetta, che l’ha vista assicurarsi il premio di MVP della stagione regolare (seconda tra le realizzatrici con 21.8 punti a sera, terza nei rimbalzi a quota 8.4), l’inclusione all’unanimità (39 voti su 39) nel primo quintetto della lega e il titolo anche di miglior giocatrice delle finali. Riconoscimenti che vanno a  sommarsi a quelli già ottenuti in passato, in un palmares già leggendario: dopo aver vinto 4 titoli in 4 anni al college con la maglia delle Connecticut Huskies — sempre votata miglior giocatrice di ogni Final Four disputata — da quando è entrata nella WNBA Stewart si è assicurata anche il premio di Rookie dell’Anno nel 2016 e due convocazioni per l’All-Star Game. La giocatrice n°30 delle Seattle Storm — 24 anni ancora da compiere — diventa la più giovane MVP di sempre di una finale WNBA, solo la sesta giocatrice a vincere nella stessa stagione i premi di MVP sia della stagione regolare che delle finali e la terza all-time a segnare 30 punti in una gara conclusiva di un serie finale. 

Da Kobe Bryant a LeBron James arrivano i complimenti della NBA

Il trionfo delle Storm — la prima squadra di basket capace di portare in città un titolo dai Supersonics campioni NBA nel 1979 — è stato celebrato anche da alcuni fra i nomi più importanti della lega di Adam Silver. Non solo da chi a Seattle è nato e cresciuto come Isaiah Thomas (“Che stagione pazzesca, ladies!”) ma anche da campioni del calibro di LeBron James, Dwyane Wade e Kobe Bryant. Alle congratulazioni del “Black Mamba” (alla squadra e in particolare a Jewell B Lloyd — soprannominata “Gold Mamba” — Sue Bird e Breanna Stewart) si sono aggiunte quelle di Wade (“Che stagione stupenda”) ma soprattutto quelle di “King” James, l’unico che su Twitter — alla luce forse del suo personale bilancio in finale NBA — ha voluto celebrare non solo le vincitrici (“Congratulazioni a Sue Bird, Breanna Stewart e al resto delle Storm, è stato divertentissimo vedervi giocare”) ma anche le vinte (“A Elena Delle Donne, Kristi Toliver e il resto delle Mystics i miei complimenti per una grande stagione: so che non è terminata nel modo in cui avreste voluto, ma ora usate la sconfitta come motivazione per la prossima annata”). Bellissime parole che testimoniano ancora una volta l’interesse e il seguito sempre maggiore della lega femminile e del ruolo che le sue protagoniste stanno piano piano meritandosi nel panorama sportivo americano e mondiale.

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