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NBA 2018-2019, tutto quello che c'è da sapere sulla Southwest Division

NBA

Houston è di diritto la squadra favorita in una Division in cui dopo anni la leadership degli Spurs potrebbe essere messa in discussione dalla profonda rivoluzione tecnica e di uomini portata avanti a San Antonio. Dallas e New Orleans scalpitano, mentre Memphis ha già prenotato il ruolo di fanalino di coda

LE GUIDE COMPLETE DI: ATLANTIC - SOUTHEAST - CENTRAL DIVISION - NORTHWEST DIVISION

Mike D’Antoni e i suoi Houston Rockets sono pronti a ripartire da dove avevano lasciato quattro mesi fa, arrivati a un passo dalla conquista di un successo nelle finali di Conference contro gli Warriors che avrebbe avuto il sapore di titolo. Sono loro i padroni in una Division profondamente rivoluzionata dal terremoto che ha cambiato buona parte del roster degli Spurs: Kawhi Leonard è andato via, così come Manu Ginobili, Tony Parker, Danny Green e Kyle Anderson. Non sono più gli stessi nero-argento in sostanza e il primo a saperlo è il nostro Marco Belinelli, “tornato a casa” come lui stesso ha sottolineato più volte in estate. A Dallas invece la nuova struttura – ridisegnata dopo lo scandalo della scorsa primavera – ha messo in piedi un roster che appare molto più competitivo che in passato. DeAndre Jordan è arrivato con tre anni di ritardo alla corte di coach Carlisle, mentre Luka Doncic è già pronto a formare con Dennis Smith Jr. una delle coppie più elettrizzanti e divertenti della Lega. A New Orleans invece la vittoria come ogni anno è quella di avere ancora in squadra Anthony Davis, circondato però da un supporting cast che ha perso una pedina fondamentale come DeMarcus Cousins (lo scorso anno i Pelicans hanno giocato molto bene anche senza di lui) oltre che Rajon Rondo, rimpiazzati da giocatori di minor spessore tecnico e caratteriale. I ragazzi di coach Gentry però partirono con gli sfavori del pronostico anche 12 mesi fa e hanno imparato a farsene una ragione. Brutte notizie per i Memphis Grizzlies insomma, unica squadra che non è riuscita a fare un passo in avanti e che affida le sue speranze di riscatto a Jaren Jackson Jr. e al recupero di Mike Conley. Fare peggio dello scorso anno per la squadra del Tennessee in fondo è davvero complicato.

La novità: DEMAR DEROZAN

Al termine di una trattativa durata mesi, gli Spurs sono riusciti a liberarsi di Kawhi Leonard; diventato in poco tempo un problema da risolvere. Lo scambio con i Raptors (nel quale a fare le valigie è stato anche Danny Green) ha portato in Texas un altro All-Star come DeMar DeRozan, centro focale di un gruppo a caccia di nuovi punti di riferimento. Manu Ginobili ha detto addio al basket giocato in estate, mentre Tony Parker ha preferito cambiare aria e chiudere la sua carriera a Charlotte. Colonne portanti di uno spogliatoio dentro il quale si siederà nuovamente Marco Belinelli, una delle primissime firme della scorsa free agency e chiamato a svolgere mansioni da veterano (oltre che da realizzatore in uscita dalla panchina). Negli ultimi 20 anni gli Spurs non si erano mai ritrovati ad affrontare uno scenario del genere, ma scommettere contro Gregg Popovich continua a essere una mossa molto azzardata.

La superstar: ANTHONY DAVIS

James Harden è l’MVP in carica, circondato da altri campioni come Chris Paul, Clint Capela e tanti altri. A San Antonio è arrivato un nuovo All-Star, ma nonostante tutto Anthony Davis resta uno dei talenti più luminosi dell’intera Lega. Nelle ultime stagioni il n°23 è stato trascinante, un uomo solo sull’isola che ha chiuso per l’ennesima volta con cifre da record. Spesso non sono bastate le sue prestazioni da 50 punti per regalare ai Pelicans il successo, un contesto che non gli garantisce ancora il supporting cast necessario per spiccare definitivamente il volo. I segnali positivi sono arrivati negli ultimi playoff, in cui New Orleans ha travolto Portland al primo turno non appena è riuscita a trovare nuovi giocatori in grado di trovare il fondo della retina oltre Davis. Riuscire a replicare l’esperimento per tutta la stagione potrebbe essere la chiave per rendere ancora più credibile la candidatura al premio di MVP.

La sorpresa: MARQUESE CHRISS

Le prerogative dei Rockets in estate erano chiare: rinnovare i contratti di Chris Paul e Clint Capela, anche a costo di rinunciare a qualcosa. Per questo motivo (e non solo) Houston ha perso per strada Trevor Ariza e Luc Mbah a Moute – giocatori chiave nello scacchiere difensivo messo in piedi da D’Antoni. Assieme a loro anche Ryan Anderson ha fatto le valigie, liberando spazio salariale e aprendo le porte a uno degli arrivi più intriganti in casa Rockets: Marquese Chriss. Più di Carmelo Anthony, Michael Carter-Williams o Brandon Knight, è il talento esplosivo ex Phoenix a rappresentare la scommessa più stimolante nel progetto di Houston. Chriss ha tutte le caratteristiche per trovare la massima valorizzazione nel progetto tecnico di D’Antoni che da sempre riesce a rigenerare atleti di quel tipo. Un’arma in più a disposizione di una squadra a cui è mancato davvero poco per battere gli Warriors e che spera di aver colmato finalmente il gap.

Il rookie: LUKA DONCIC

Terza scelta assoluta, un talento cristallino e una città intera già ai suoi piedi: Luka Doncic è un predestinato, già da quando ha iniziato a vincere in Europa da ragazzino. Con il Real Madrid non esiste record che non ha infranto, né trofeo individuale o di squadra che non abbia messo in bacheca. Il tutto con 20 anni ancora da compiere e un bagaglio di esperienze che farebbe invidia anche a veterani ben più anziani di lui. Per questo da Doncic in molti si aspettano un impatto immediato sulla Lega, una capacità di incidere da subito su un gruppo che sotto canestro potrà disporre di DeAndre Jordan. Sul ruolo di Doncic sul parquet invece resta ancora un enorme punto interrogativo, con coach Carlisle pronto a schierarlo da “tre” (se non addirittura da “quattro”). Un modo per far male insomma riuscirà a trovarlo anche in NBA.

Il ranking:

1.       Houston Rockets

2.      San Antonio Spurs

3.      New Orleans Pelicans

4.      Dallas Mavericks

5.      Memphis Grizzlies

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