23 ottobre 2018

NBA, Luke Walton non ci sta: “Non ci fischiano mai nulla”. Ma LeBron evita la polemica

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L'allenatore dei Lakers si è lamentato per la disparità di trattamento riserva alla sua squadra, sempre penalizzata a detta sua quando si tratta di ottenere tiri liberi: "Storia già vista contro Houston, non possono premiare sempre gli altri: non è giusto"

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Portare a casa la prima vittoria stagionale sta diventato più complicato del previsto per i Lakers, battuti in volata all’overtime dagli Spurs e costretti a rimandare un appuntamento sempre più atteso. Gli errori ai liberi di LeBron James hanno costretto i losangelini a piegarsi ai texani, ma le conclusioni a cronometro fermo che fanno arrabbiare coach Luke Walton sono altre: “Non voglio dire nulla riguardo la questione tiri liberi, preferisco evitare di dover spendere un bel po’ di solti”, facendo chiaro riferimento alla multa che sarebbe arrivata in caso di proteste. L’allenatore dei Lakers infatti lamenta una disparità di trattamento a suo modo di vedere evidente: contro gli Spurs alla fine la differenza è stata di 38 liberi tentati dagli ospiti contro i 26 dei padroni di casa, dodici in meno come contro Houston due giorni fa (30 vs. 18 per i Rockets in quel caso). “È stata una partita da 70 punti a 50 raccolti nel pitturato (74-50 la differenza finale, ndr). Ma nonostante questo hanno tirato molti più liberi di noi, ben 38. Basta guardare la giocata in cui mi hanno fischiato un tecnico per proteste, oppure osservare le braccia di James e i colpi subiti. È la stessa cosa che ha portato due giorni fa a fischiare ben 30 liberi in favore di Harden e Paul. LeBron tenta un tiro dalla media dopo essere uscito da un blocco e un avversario continua a combattere con lui. Stessa identica situazione in cui loro hanno lucrato un sacco di fischi. Abbiamo segnato 70 punti ogni sera nel pitturato in questo avvio di stagione. Guardate anche come ha interpretato la gara Josh Hart: 40 minuti tutti passati ad attaccare il ferro e neanche un fischio a favore stanotte. Zero liberi. So bene che siamo giovani, ma se giochiamo con un determinato approccio, non possiamo premiare i giocatori che a dieci metri da canestro simulano un fallo con delle giocate che nulla hanno a che vedere con il possesso. È chiaro che stanno soltanto provando a rubare un fischio. Tutto questo, lasciando andare senza ricompensare con i tiri liberi dei giocatori che in maniera fisica provano ad attaccare il ferro e vengono colpiti. Non è giusto”.

LeBron “evita” la polemica: “Sapevo che sarebbe stata dura”

Una tendenza quella arbitrale dei fischi mancati sottolineata anche da Josh Hart: “È frustrante, ma penso soltanto a quello che posso controllare e la mia attitudine è quella di guardare avanti. Questa cosa mi abbatte, ma gli arbitri sono loro. Noi possiamo soltanto reagire evitando la negatività che avrebbe un’incidenza pessima sulla squadra. Non importa se la chiamata è corretta o meno, devi continuare a correre in difesa e provare a fermare gli avversari”. James invece glissa ogni riferimento agli arbitri, ben consapevole che ci sono un bel po’ di cose da rimettere a posto: “Stiamo provando ancora a prendere le misure, il nostro obiettivo è quello di imparare a difendere. Sappiamo che è la nostra prima necessità, anche perché quando riusciamo a proteggere il ferro diventiamo una squadra molto efficace. Dobbiamo capire come farlo senza commettere fallo”. Per la prima volta infatti una squadra di LeBron parte 0-3 in regular season dalla sua stagione da rookie a oggi. Un primato rinnovato non con molto piacere: “So bene che tipo di processo e di percorso ho voluto intraprendere. Tutto andrà per il meglio, non sono venuto qui con l’idea che avremmo fatto fuoco e fiamme sin da subito. È un lungo tragitto. È frustrante non vincere, ma al momento sto bene”.

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