27 ottobre 2018

NBA, gli Warriors non hanno dimenticato l'inno USA cantato da Fergie: si balla in spogliatoio

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A mesi di distanza dall'esecuzione della cantante dei Black Eyed Peas durante l'All-Star Game, si torna a discutere delle risate di Draymond Green e Steph Curry catturate dalle telecamere: c'è chi ha preteso le loro scuse e ha ottenuto come risposta un video diventato virale

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In principio era l’inno americano, quello suonato ogni volta prima della palla a due di tutte le gare NBA e a maggior ragione messo in risalto durante l’All-Star Game. E lo scorso febbraio l’onore e l’onere era toccato a Fergie (la cantante dei Black Eyed Peas), che decise di cimentarsi in una complicata interpretazione che lasciò prima a bocca aperta e poi tristemente divertiti gli All-Star in attesa di scendere sul parquet. Una serie di acuti lanciati secondo una cadenza difficile da comprendere, un ritmo che ha poi continuato a lungo a far discutere. In particolare a finire nell’occhio del ciclone furono Steph Curry e soprattutto Draymond Green, incapaci di trattenere una risata durante l’esecuzione. A fronte di una partita per lo più priva di spunti (tolto l’ultimo minuto di gioco, con tanto di difesa fisica combinata James-Durant su Curry per vincere la gara), c’era insomma qualcosa di cui parlare, tanto da costringere Fergie nelle ore successive a scusarsi per l’esecuzione non impeccabile: “Sono sempre onorata e orgogliosa di poter cantare il nostro inno e per una volta ho provato a fare una versione speciale. Sono una persona che ama prendersi dei rischi a livello artistico, ma chiaramente questa rivisitazione non ha ottenuto il risultato sperato. Amo questa nazione e sottolineo che ho provato a fare del mio meglio”. Insomma, una figuraccia che diventa difficile da far dimenticare. Una polemica sopita soltanto in parte, risvegliata nei giorni scorsi da Josh Duhamel, l’attore ex marito della cantante che in diretta TV ha spiegato che secondo lui la sua storica compagna meriterebbe delle scuse: “Sì, lo penso per davvero – ha raccontato rivolgendosi a Draymond Green – se è davvero un uomo dovrebbe quantomeno telefonare e dire ‘Ascolta, ti chiedo scusa per tutto ciò che quella mia risata ha generato’”.

#FergieRemixChallenge: la risposta dello spogliatoio degli Warriors

Di fronte a queste parole, chi si aspettava un gesto galante o una presa di posizione pubblica è rimasto deluso. La risposta è arrivata via social grazie al video postato da Alfonzo McKinnie – riserva degli Warriors che ha trovato il modo di mettersi in mostra – in cui buona parte della squadra, compresi ovviamente Green e Curry, ascoltano la versione dell’inno di Fergie remixata. Le immagini partono prima che il ritmo della canzone cambi d’improvviso, scatenando il ballo convinto e concentrato di tutti. Damian Jones passa saltellando davanti lo smartphone, DeMarcus Cousins segue i compagni che trattengono a stento le risate. No, niente scuse ufficiali quindi, ma in maniera implicita il lancio di un nuovo contest da contrassegnare con l’hashtag #FergieRemixChallenge. Un gioco per sdrammatizzare in sostanza, come dimostrato dal cinguettio con cui Duhamel ha risposto via Twitter: “Un appunto: pensaci due volte prima di provocare i campioni. Bella giocata Warriors”, con tanto di gif di Klay Thompson che rammaricato incassa il colpo. Green ha subito replicato, consapevole del clima bonario che il loro video ha generato: “Non ho mai avuto alcun tipo di disprezzo nei suoi confronti”. Discorso chiuso, almeno fino alla prossima sfida social.

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