02 novembre 2018

NBA, Golden State dice già addio a Cousins: "Puntiamo al titolo, poi via a giugno"

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Ancora alle prese con l'infortunio al tendine d'Achille, l'ex giocatore dei Pelicans sa già che la prossima free agency sarà decisiva per il suo futuro: "Vinciamo insieme il titolo, poi troverà un ricco contratto da un'altra parte", le parole chiare di coach Kerr

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Le buone notizie in casa Warriors sembrano non finire mai. DeMarcus Cousins è pronto a ritornare in gruppo, almeno in allenamenti in cui non c’è contatto tra i giocatori: il recupero dall’infortunio al tendine d’Achille è a buon punto, ma non ancora completo da permettergli di rimettere piede in campo. “Amo quanto lontano sia riuscito ad arrivare in questo percorso di riabilitazione, ma nessuno deve pensare che sia prossimo al rientro sul parquet – sottolinea Steve Kerr -. Deve ancora prendersi del tempo: prendere parte a una partita NBA è ben altra cosa rispetto a vedersela in allenamento con Willie Green e Chris DeMarco (gli assistenti allenatori degli Warriors, ndr)”. Il fatto che sia tornato a correre lascia ben sperare, ma nessuno ha ancora programmato il suo ritorno al basket giocato: “So bene che il suo desiderio è soltanto quello di tornare in campo e giocare – racconta Curry – tutti conosciamo cosa gli passa per la testa. Ancora non è il momento di tornare a sfidare gli avversari e battagliare con loro e non so quanto tempo ci voglia per ritrovare il ritmo giusto. La cosa più importante però è che lui può finalmente far parte del nostro gruppo, componente fondamentale per i nostri allenamenti e per il suo morale. Ne sono sicuro: è un altro piccolo passo nella direzione giusta”. Se Cousins morde il freno però diventa difficile biasimarlo, visto che l’accordo con Golden State ha i mesi contati: “Non abbiamo usato mezzi termini quando ha firmato per noi – prosegue Kerr – il nostro è un accordo annuale. Non avremo mai i soldi necessari il prossimo anno per offrirgli un contratto, lo sa bene anche lui. Per questo bisogna concentrarsi sull’aiuto che può darci nel vincere il titolo e basta. Noi invece faremo di tutto per aiutarlo a trovare un grande contratto da qualche altra parte: questa è la realtà. Il miglior modo per raggiungere entrambi gli obiettivi è giocare bene e godersi una stagione in un certo senso “unica” per tutti”.

E se il futuro fosse (di nuovo) a New Orleans?

È ancora presto per lanciare l’assalto, ma una delle squadre favorite nel toto-nomi che è già partito riguardo il futuro di Cousins è l’ultima a esserselo goduto sul parquet: New Orleans. Una voce venuta fuori a margine della sfida persa dai Pelicans a Oakland, al termine della quale coach Gentry è rimasto a lungo a parlare con DMC, scherzando come due vecchi amici: “Resto convinto che sia il miglior giocatore nel suo ruolo”, ripete il suo ex allenatore, che in estate il suo tentativo aveva provato a farlo (invano): 40 milioni di dollari in due anni, troppo pochi per l’ex Sacramento che aveva preferito esplorare la free agency. Nessuno però si è fatto vivo, soltanto Golden State che ha messo sul piatto 5.3 milioni, offrendogli un’opportunità a cui è stato impossibile dire di no. Una notizia che al tempo sorprese Davis, che appena venuto a conoscenza della firma provò a telefonare il GM dei Pelicans: “Lui mi disse che non aveva idea di questa trattativa, prima di sentire anche Cousins, ma qualcosa andò storto con il suo cellulare [casualmente non riuscirono a sentirsi, ndr]. Sapevo bene in che situazione fosse: doveva fare i suoi interessi, pensare alla sua famiglia. Non è gli si può dire nulla, ma soltanto rispettare la sua scelta”, chiosa il n°23 di New Orleans. “Lui tornerà a essere free agent la prossima estate: la speranza magari è che in vista della scadenza potremmo riallacciare i rapporti e tentare l'assalto”.

La mancata offerta dei Pelicans lo scorso luglio

Per portare a termine un’eventuale trattativa (finora voluta soltanto da Davis) bisognerà fare chiarezza su quanto successo cinque mesi fa. Cousins infatti non ha dimenticato le difficoltà nel cercare invano un accordo lo scorso luglio: “La mia domanda per Dell [Demps, il GM dei Pelicans] è perché ha sempre rifiutato le domande da parte dei giornalisti riguardo la conversazione che ha avuto con me il secondo giorno di free agency?”. Demps infatti durante una telefonata del 1 luglio disse a DMC che per lui la porta a New Orleans non era chiusa, ma che non aveva al momento un contratto certo da offrirgli. Lo stesso Cousins sottolineò come nessuno si fosse fatto vivo per sottoporgli un accordo da firmare. Niente di niente per oltre 48 ore e tanto bastò per farlo andare via. Un interesse che i Pelicans non hanno mai negato, tanto da chiedere all’All-Star un incontro a Las Vegas (a cui avrebbe partecipato anche Gentry), ponendo come condizione di base i 13.7 milioni di dollari a disposizione in quel momento. Un appuntamento saltato dopo che Cousins aveva deciso di firmare per gli Warriors, lasciando tutti di stucco: “Mi piace tantissimo come giocatore, gli augurerò sempre il meglio”, commenta Demps, chiaramente amareggiato. Di certo le incomprensioni non hanno incrinato i rapporti tra lui e Davis, che continuano a sentirsi regolarmente, oltre che a sostenersi nei momenti di difficoltà: “Siamo parte della stessa famiglia, gli voglio bene. Quest’anno può giocarsi il titolo alla prima apparizione in post-season, un bel colpo”. “È un mio fratello, senza pensare a come sono andate le cose – sottolinea Cousins – sono molto affezionato a lui e alla sua famiglia”. Chissà se basterà per fargli firmare un altro contratto con New Orleans.

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