06 novembre 2018

NBA, esplode Jamal Murray: 48 punti e Boston va di nuovo ko a Denver

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La guardia canadese dei Nuggets realizza il suo massimo in carriera da 48 punti e spinge i suoi alla sesta vittoria su sei in casa, confermando il secondo posto a Ovest. Ai Celtics non bastano i 31 punti di Kyrie Irving per evitare la seconda sconfitta in fila

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Denver Nuggets-Boston Celtics 115-107

Prima dell’inizio della stagione i General Manager della NBA avevano indicato Jamal Murray come il candidato principale ad avere una “breakout season”, e la guardia canadese dei Denver Nuggets non sta tradendo le attese. I suoi 48 punti contro i Boston Celtics rappresentano la sua miglior prestazione in carriera, e ciascuno di essi è stato fondamentale per avere ragione dei biancoverdi, partiti fortissimo nel primo quarto fino a costruirsi un vantaggio di 18 lunghezze. Murray, però, si è tenuto il meglio per l’inizio e per la fine della gara: 14 dei 19 punti del primo quarto dei Nuggets portano la sua firma, così come nell’ultimo quarto ne ha messi addirittura 19, fondamentali per tenere a distanza il tentativo di rimonta degli ospiti. Il numero 27 di Denver ha chiuso con 19/30 al tiro e 5 triple a segno in una serata in cui l’unico rammarico è aver mancato per due volte la possibilità di arrivare a quota 50, prima sbagliando un sottomano rovesciato e poi con una tripla sulla sirena a partita conclusa che ha fatto arrabbiare i suoi avversari. Di tutt’altro avviso sono stati i suoi compagni, che hanno lasciato a Murray il pallone e si sono limitati a giocare di sponda, con 13 punti a testa di Trey Lyles e Gary Harris, 10 di Paul Millsap e 8+10+8 di Nikola Jokic, frenato dai problemi di falli. Con questa vittoria i Nuggets si portano a un record quasi immacolato di 9 vittorie e una sconfitta (miglior partenza dal 1976-77), forti del 6-0 conquistato tra le mura amiche e con il merito di essere stati l’unica squadra in grado di battere i Golden State Warriors in questa stagione. Con un andamento del genere nonostante l’infortunio di un titolare come Will Barton, i Nuggets potrebbero anche pensare di giocarsi fino in fondo un posto tra le prime quattro a Ovest.

Kyrie Irving e poco altro: i Celtics non fanno canestro

Ai Boston Celtics, invece, non è bastato un Kyrie Irving in grande spolvero (13/17 al tiro e 31 punti finali) per avere ragione dei Nuggets, raccogliendo la seconda sconfitta in fila dopo quella sul campo degli Indiana Pacers. Gli uomini di coach Stevens rimangono così al quarto posto a Est con un record di 6-4 e continuano a mostrare i problemi in attacco che hanno contrassegnato il loro inizio di stagione. Specialmente nei due quarti centrali i biancoverdi hanno faticato a trovare attacco: tolto l’8/10 di Irving, tutti i suoi compagni hanno tirato 10/32 dal campo e 1/11 dalla lunga distanza, tanto che alla fine solo Jayson Tatum, Jaylen Brown (15 punti a testa) e Al Horford (12) sono riusciti a toccare la doppia cifra. Troppo poco per poter pensare di battere i Nuggets sul loro campo, ma anche per fare tutta la strada che i Celtics vogliono fare quest’anno: il primo posto di Toronto è già distante tre partite e mezza e i canadesi non hanno alcuna intenzione di rallentare. Servirà ritrovare in fretta lo smalto migliore nella metà campo offensiva per provare a conquistare il fattore campo in vista dei playoff.

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