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NBA, Kemba Walker resta caldo: 43 punti e vittoria contro Boston

NBA

Sono 103 punti in due gare, una vittoria in volata contro Boston e la vetta nella classifica realizzatori: continua il momento magico del n°15 degli Hornets, mentre i Celtics devono fare i conti con delle difficoltà che non avevano messo in preventivo

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Charlotte Hornets-Boston Celtics 117-112

In NBA c’è un nuovo leader in testa alla classifica dei migliori marcatori, un giocatore in grado di segnare 103 punti combinati in due gare. Di far seguire ai 60 realizzati contro Philadelphia i 43 arrivati nella preziosa vittoria casalinga contro Boston. Kemba Walker continua così a vivere il suo momento di grazia, un killer sempre più rumoroso, in grado di caricarsi il destino dei suoi Hornets sulle spalle e all’occorrenza di tirare fuori un quarto periodo da 21 punti in una sfida da 14/25 dal campo. Il manifesto della sua partita è il canestro della staffa: meno di 40 secondi alla sirena, un solo possesso di distanza tra le squadre in favore di Charlotte, che con la palla in mano vuole chiudere i conti. Inevitabile quindi che si passi da quelle di Walker, che con una semplicità disarmante legge il cambio su un pick&roll a nove metri dal ferro, fa un passo indietro sul lungo in marcatura su di lui e spara una tripla che non può che finire dentro. “Questa è roba mia”, urla verso il pubblico di casa (utilizzando termini più espliciti), festeggiando il settimo canestro dalla lunga distanza a segno su dieci tentativi totali. Con questo diventano 29.6 i punti di media in questo primo mese, più di quelli realizzati da Steph Curry prima dell’infortunio: “Io voglio solo vincere, voglio risultare decisivo per la squadra in partita combattute fino all’ultimo istante. In un paio di occasioni quest’anno non ci sono riuscito, questa sera invece tutto è andato per il meglio e sono davvero felice di questo”. Con il n°30 degli Warriors fermo ai box, Walker è diventato così anche il giocatore ad aver segnato più canestri da tre punti in questa stagione: “Significa tanta per me, ma siamo solo all’inizio della regular season. Non avrei mai e poi mai immaginato che nella mia carriera un giorno sarei stato così in alto nella classifica realizzatori in NBA. Farò di tutto per restare lì su, aiutando la squadra a vincere altre partite”.

Continuano i problemi per i Boston Celtics

In casa Celtics invece la musica è completamente diversa: dopo la sfuriata a fine partita contro gli Utah Jazz da parte di coach Stevens e Kyrie Irving, nulla sembra essere cambiato. Il n°11 di Boston è il primo a pagare dazio contro un avversario che lo mette alle corde in difesa, nonostante Irving risponda con 27 punti e 11 assist, provando a riscattarsi nella metà campo offensiva. L’ex All-Star dei Cavaliers mette lo zampino a inizio quarto periodo nel portare il vantaggio degli ospiti in doppia cifra, prima che Walker si scateni e decida di vincerla a modo suo: “È stato incredibile, soprattutto se si considera il fatto che il nostro piano partita era tutto concentrato sul provare a fermarlo”, racconta Gordon Hayward, partito dalla panchina con Aron Baynes proposto in quintetto: “Va bene, sono pronto a fare qualsiasi cosa serva per il bene della squadra. Al momento devo concentrarmi su me stesso e migliorare il più in fretta possibile”. Boston incassa così la quarta sconfitta nelle ultime sei gare, scivolando al settimo posto in classifica a Ovest con mezza partita di vantaggio sugli Charlotte Hornets ottavi. È novembre e conta il giusto, ma è pur sempre un segnale.

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