NBA, Cleveland Cavaliers-Los Angeles Lakers 105-109: LeBron James torna e vince, i Cavs crollano nel finale

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LeBron James sfiora la tripla doppia con 32 punti, 14 rimbalzi e 7 assist, guidando la rimonta dei Lakers nell'ultimo quarto sul campo dei Cavs. Il parziale di 11-0 che ribalta la sfida porta la sua firma, accompagnato da un quintetto tutto in doppia cifra. Ai Cavs non servono i 21 punti di Cedi Osman e i 20 di Jordan Clarkson

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Cleveland Cavaliers-Los Angeles Lakers 105-109

I Cleveland Cavaliers, proprietari del peggior record della NBA, non hanno molte occasioni per rendersi protagonisti in questa stagione. Una di esse era stanotte, nell’attesissimo ritorno di LeBron James in Ohio con la maglia dei Los Angeles Lakers, ma pur impegnandosi fino all’ultimo i Cavs non sono comunque riusciti a togliersi la soddisfazione di battere il proprio ex leader. Con il punteggio di 99-91 per i padroni di casa, un parziale di 11-0 firmato tutto da James (segnando in proprio o distribuendo assist) ha ribaltato la situazione, permettendo ai gialloviola di mettere la testa avanti. Cedi Osman, il migliore dei suoi con 21 punti, ha trovato il pareggio a quota 102 con una tripla, ma JaVale McGee con un canestro in sottomano e una stoppata proprio su Osman ha permetto ai Lakers di costruire quel possesso di vantaggio mantenuto fino alla fine grazie ai quattro liberi finali di Kentavious Caldwell-Pope. I Cavs hanno avuto l’ultima occasione per pareggiare costruendo una tripla perfetta per Kyle Korver, ma la conclusione dello specialista si è spenta sul ferro a 17 secondi dalla fine condannando Cleveland alla 14^ sconfitta su 16 partite disputate, cedendo per 109-105 alla sirena finale.

I problemi al tiro dei Cavs, squadra senza più obiettivi

Accolto in maniera trionfale dai propri ex tifosi, LeBron James ha chiuso sfiorando la tripla doppia con 32 punti, 14 rimbalzi e 7 assist, leader di un quintetto tutto in doppia cifra insieme ai 15 di Lonzo Ball e i 14 di Brandon Ingram, mentre dalla panchina il migliore è stato Caldwell-Pope con 13. Ai Cavs non è bastata una prova pressoché perfetta nel gestire il pallone, visto che le tre palle perse sono inferiori persino a quelle commesse dal solo James (4), ma sono mancati nel finale dopo una gara passata quasi tutta avanti nel punteggio toccando il massimo vantaggio sul +11 nel secondo quarto. Insieme ai 21 di Osman ci sono i 20 dalla panchina dell’ex Jordan Clarkson, i 14+15 di un motivatissimo Tristan Thompson (10 rimbalzi in attacco) e i 12 di Collin Sexton, che però ha tirato 5/17 dal campo. 

A condannare i Cavs sono stati i tanti punti concessi in area (56 contro i 32 segnati) e le percentuali dal campo, chiudendo con il 38.2% al tiro pur — curiosamente — con il 38.2% da tre (13/34), che solitamente è una percentuale che ti permette di vincere. I tanti errori al ferro (12/36) e dalla media distanza (4/19) hanno finito per condannare na squadra che ora non ha sostanzialmente più obiettivi fino alla fine della stagione, se non cercare di evitare di finire dalla parte sbagliata della storia vincendo meno delle 9 partite dei Philadelphia 76ers del 1973, la peggior squadra nella storia della NBA.

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