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16 dicembre 2018

Mercato NBA, Memphis ha fatto una figuraccia e ai Grizzlies non resta niente in mano

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Il GM della franchigia del Tennessee Chris Wallace non ha nascosto la delusione e il fastidio a seguito della mancata riuscita della trattativa con Phoenix e Washington: “È accaduto qualcosa di insondabile, in 30 anni non ho mai fatto una cosa simile”

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“Non avevo mai visto nulla del genere in precedenza nella mia carriera”. Beh, in realtà è stata una novità un po’ per tutti verrebbe da dire, una prima volta che i protagonisti avrebbero voluto evitare. Sì, professionisti pagati centinaia di migliaia di dollari che in gran segreto organizzano e portano a termine una trattativa che in realtà si fonda su un equivoco. “Io voglio Dillon, mentre io ti sto offrendo MarShon”; situazione paradossale che alcuni appassionati di calcio nostrani hanno sintetizzato in maniera perfetta, immaginando un’ipotetica trattativa con la Juventus di inizi anni ’90 in cui veniva annunciato l’acquisto di Baggio, per poi dire: “Ma quale Dino, noi vogliamo Roberto!”. Ecco, non esattamente un siparietto di cui andare fieri, con i Grizzlies che nelle ultime ore hanno provato in tutti i modi a sottolineare come da parte loro fosse stata “molto chiara la comunicazione riguardo i giocatori coinvolti nello scambio”. Il racconto del GM Wallace è tanto paradossale quanto a tratti grottesco: la notizia della trattativa infatti è filtrata durante la partita tra Miami e Memphis, obbligando il dirigente dei Grizzlies a entrare in spogliatoio e comunicare lo scambio (a MarShon, non a Dillon): “Questo mi ha costretto a fare qualcosa che non avevo mai fatto nei 30 anni precedenti in cui ho lavorato in questa Lega, ossia tirare fuori dallo spogliatoio due giocatori per dirgli che non facevano più parte della squadra, prima di ritornare da loro pochi minuti dopo per rimangiarmi la parola data. “No, scusatemi, scherzavo, rimanete con noi”. Cerchiamo sempre di tenere a riparo i giocatori da ogni speculazione, proprio perché chiediamo di mantenere il massimo della concentrazione. Per quello sono corso in spogliatoio, perché era giusto che lo sapessero da me, nonostante questa scelta possa metterti di volta in volta di fronte a situazioni molto complicate”.

L’errore degli Wizards e i messaggi dagli spalti a Memphis

Stando ai racconti filtrati nelle ore successive, Phoenix ha privatamente continuato a insistere con Memphis, provando a by-passare la situazione e a offrire qualcosa di più appetibile pur di riuscire a mettere le mani su Dillon. Ma i Grizzlies a quel punto erano infuriati e hanno rifiutato ogni possibile contatto o proposta alternativa. La dirigenza di Memphis infatti ha raccontato di aver negoziato solo ed esclusivamente con quella di Washington e con il GM Ernie Grundfeld degli Wizards, il quale non ha passato nel dettaglio le indicazioni ai Suns e a James Jones per quel che riguarda i giocatori da includere nell’accordo. A smentita di quanto raccontato da Wallace in precedenza invece, MarShon Brooks ha sottolineato come la sua famiglia fosse già in allerta ben prima che la notizia arrivasse a lui in spogliatoio. Sua madre, presente sugli spalti, ha provato in ogni modo a farsi notare e a spiegargli la situazione durante il quarto periodo della sfida contro Miami, senza però riuscire a farsi capire. “Non sono frustrato dalla situazione, so bene come funziona la Lega. Tutti lo abbiamo imparato a nostre spese, basta farsi trovare sempre pronti a scendere in campo, in qualsiasi posto d’America all’occorrenza.

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