NBA, tutti i premi mensili, a Est e a Ovest: miglior giocatore, rookie e allenatore
Ogni mese la NBA incorona il miglior giocatore del mese (uno per la Eastern e uno per la Western Conference) e così anche per la miglior matricola e il miglior allenatore. Riconoscimenti che spesso finiscono per anticipare i vincitori finali dei rispettivi premi, tra i più ambiti di tutta la lega (a partire da quello per il titolo di MVP)
Ogni mese la NBA incorona il miglior giocatore del mese (uno per la Eastern e uno per la Western Conference) e così anche per la miglior matricola e il miglior allenatore. Riconoscimenti che spesso finiscono per anticipare i vincitori finali dei rispettivi premi, tra i più ambiti di tutta la lega (a partire da quello per il titolo di MVP)
MIGLIOR GIOCATORE MARZO/APRILE [Eastern Conference] - GIANNIS ANTETOKOUNMPO, Milwaukee Bucks | A parte lo straordinario mese di gennaio disputato da Joel Embiid, il vincitore di questo premio dall’inizio alla fine della stagione è sempre stato il talento greco dei Bucks. La guida della miglior squadra NBA, unica a raggiungere le 60 vittorie stagionali e un leader che ha dimostrato di poter giocare da MVP. L’ultima premiazione della regular season infatti non fa altro che riproporre il dualismo che ci ha accompagnato negli ultimi mesi: chi vincerà il premio come miglior giocatore, Antetokounmpo o Harden?
MIGLIOR GIOCATORE MARZO/APRILE [Western Conference] - JAMES HARDEN, Houston Rockets | Il Barba ha chiuso in crescendo una stagione da record, non tanto e non solo sotto l’aspetto realizzativo. Harden è stato il motore di una squadra che, nonostante i tanti interrogativi sollevati, appare come l’avversaria più credibile a Ovest degli Warriors. Essere scivolati al quarto posto però complica non poco l’assunta: prima Utah e poi eventualmente Golden State. L’MVP in carica James Harden sarà costretto di nuovo a fare gli straordinari, nella speranza che a giugno venga confermato come miglior giocatore della Lega.
MIGLIOR ROOKIE MARZO/APRILE [Eastern Conference] - TRAE YOUNG, Atlanta Hawks | Il dicembre sopra le righe di Kevin Knox gli ha rovinato la festa, altrimenti Trae Young avrebbe dominato in maniera indiscussa nella conquista del premio di rookie del mese a Est. Il suo grande rivale infatti siede nell'altra Conference e le sue prestazioni eccezionali degli ultimi due mesi hanno fatto venire il dubbio a qualcuno (anche tra i suoi colleghi), rispetto a una possibile assegnazione al n°11 degli Hawks del premio di miglior rookie dell'anno. Doncic è già diventato la sua ossessione: quello a cui i suoi Hawks hanno rinunciato puntando su di lui. Il campione da superare per dimostrare che in Georgia hanno fatto la scelta giusta puntando su di lui
MIGLIOR ROOKIE MARZO/APRILE [Western Conference] - LUKA DONCIC, Dallas Mavericks | Il giocatore sloveno fa bottino pieno, vincendo anche il premio al termine della stagione e collezionando così un lungo filotto di trofei da ottobre al termine della regular season. Il modo migliore per descrivere l'impatto nella Lega di Doncic, trascinante nonostante Dallas abbia stentato a livello di risultati. La sua è una candidatura forte al premio di rookie dell'anno, insidiata soltanto dall'altro vincitore del mese nell'altra Conference...
MIGLIOR ALLENATORE MARZO/APRILE [Eastern Conference] - STEVE CLIFFORD, Orlando Magic | I suoi Magic mancavano l'obiettivo playoff da sette anni e lui è riuscito nell’impresa di riportarli al settimo posto a Est al primo colpo: merito di una cavalcata da 13-6 di record finale che impedito alle varie Miami e Charlotte di avere la meglio. Adesso i Magic sono attesi da un incrocio semi-impossibile contro Toronto, una sfida sulla carta già persa in partenza. Il genere di sfide che stimolano insomma l’ex allenatore degli Hornets; ritornato prepotentemente d’attualità grazie a un gruppo che ha saputo plasmare a sua immagine e somiglianza
MIGLIOR ALLENATORE MARZO/APRILE [Western Conference] - TERRY STOTTS, Portland Trail Blazers | Il 15-6 di record raccolto nell’ultimo quarto di stagione ha permesso a Portland di tornare a occupare la terza piazza per il secondo anno consecutivo, scavalcando in extremis Houston grazie a una super rimonta - e un pizzico di fortuna - nell’ultima gara contro Sacramento. Nonostante la pesante assenza di Jusuf Nurkic, la squadra dell’Oregon è pronta a dare battaglia contro OKC e più in generale ai playoff; tallone d’Achille di un gruppo che deve dimostrare di poter fare il definitivo passo in avanti. Una trasformazione sapientemente gestita e diretta da coach Terry Stotts; alla settima stagione sulla panchina dei Blazers e già premiato a febbraio per il suo lavoro alla guida di Lillard e compagni
MIGLIOR GIOCATORE A FEBBRAIO [Eastern Conference] – GIANNIS ANTETOKOUNMPO, Milwaukee Bucks | Ha vinto il premio a ottobre/novembre, poi ancora a dicembre e ora anche a febbraio (James Harden l’unico a interrompere il suo dominio): “The Greek Freak” allunga le sue mani sulla candidatura a MVP stagionale, anche in virtù di un febbraio da 30.6 punti, 12.6 rimbalzi e 6.0 assist, tirando il 62.1% dal campo e addirittura il 4% da tre, finora l’unico punto debole del suo gioco. Nelle 9 gare del mese in cui Antetokounmpo è stato in campo eloquente il record dei Bucks, un perfetto 9-0 (mentre l’unica sconfitta è arrivata contro Orlando con lui a riposo). La ciliegina sulla torta la tripla doppia mandata a libri contro Indiana: 33 punti, 19 rimbalzi e 11 assist.
MIGLIOR GIOCATORE A FEBBRAIO [Western Conference] – PAUL GEORGE, Oklahoma City Thunder | Una battaglia testa a testa con James Harden per il premio del mese, che però il n°13 dei Thunder si assicura in virtù di 10 gare (6-4 il record di OKC) chiuse con medie di 35 punti, 8.4 rimbalzi, 5.4 assist e 2.1 recuperi tirando il 44% dal campo ma anche un ottimo 38.6% da tre punti. È il quarto premio del mese che finisce nella bacheca di George, ma il primo da quando è nell’Oklahoma: l’ultima volta lo aveva vinto con la maglia dei Pacers nella stagione 2016-17.
MIGLIOR ROOKIE A FEBBRAIO [Eastern Conference] - TRAE YOUNG, Atlanta Hawks | Se si eccettua il mese di dicembre (con il premio andato a Kevin Knox, dei Knicks), l’ex prodigio di Oklahoma ha fatto incetta di questo riconoscimento in tutti i restanti mesi della stagione NBA: nelle 12 gare disputate a febbraio le cifre gli danno ancora una volta ragione, con 23.3 punti, 9.3 assist e 4.3 rimbalzi a uscita, ma anche il 43.7% da tre punti e l’84% ai liberi. Nelle ultime due gare del mese, contro Houston prima e Minnesota poi, ha prima messo a segno il suo massimo in carriera a quota 36 punti e poi lo ha subito bissato (primo rookie dai tempi di Iverson a segnare almeno 35 punti in due gare consecutive).
MIGLIOR ROOKIE A FEBBRAIO [Western Conference] - LUKA DONCIC, Dallas Mavericks | Si può chiamarlo il “Luka Doncic Award”, visto che per il momento lo ha vinto solo lui (il primo a vincerlo in tutti i primi 4 mesi della stagione dai tempi di Karl-Anthony Towns, che poi fu Player of the Month anche negli ultimi due). A febbraio ha viaggiato a 24.4 punti, 9.4 rimbalzi e 7.4 assist in 8 partite disputate, impreziosite anche da due triple doppie. Lo sloveno ha alzato la sua media punti in ognuno dei quattro mesi fin qui trascorsi, da 18.5 a 21.1 a 22.4 fino ai 24.4 di febbraio.
MIGLIOR ALLENATORE A FEBBRAIO [Eastern Conference] - MIKE BUDENHOLZER, Milwaukee Bucks | Il record dei Bucks parla per lui – e per l’ottimo lavoro fatto al suo primo anno sulla panchina dei Bucks: 10 vittorie e 1 sola sconfitta a febbraio, con 7 vittorie su 7 in trasferta e con la sua squadra capace di segnare oltre 119 punti di media, superando i propri avversari con uno scarto medio di 8.7 punti. È la quarta volta in carriera che Budenholzer riceve questo riconoscimento.
MIGLIOR ALLENATORE A FEBBRAIO [Western Conference] – TERRY STOTTS, Portland Trail Blazers | Sesta onoreficenza in carriera per coach Stotts (il massimo di sempre per un allenatore dei Blazers), che già era stato allenatore del mese nel novembre 2013, nel dicembre 2014, nel febbraio 2016, nel marzo 2017 e ancora nel gennaio 2018, unico tra i coach NBA in attività a vincere il premio in ognuna delle ultime 6 stagioni. In nove gare il record di Portland è stato di 6-3 (nessuno a Ovest ha fatto meglio), con una striscia di 4 successi, tutti in trasferta, per chiudere il mese.
MIGLIOR GIOCATORE A GENNAIO [Eastern Conference] - JOEL EMBIID | Protagonista assoluto del super mese di gennaio dei Sixers: Embiid ha viaggiato a 29.2 punti e quasi 14 rimbalzi di media, guidando i suoi a 11 successi su 15 partite disputate. Il centro di coach Brett Brown, anche con l’arrivo di Jimmy Butler e probabilmente anche ora con quella di Tobias Harris, rimane il centro focale dell’attacco di Brett Brown, come testimonia il suo Usage Rate oltre il 30%.
MIGLIOR GIOCATORE A GENNAIO [Western Conference] - JAMES HARDEN, Houston Rockets - Conferma più che scontata anche a gennaio per il Barba, mai sotto i 30 punti realizzati in ogni singola partita del mese e nel pieno di una marcia trionfale da record verso il prossimo premio di MVP. Per Harden cifre irreali in un mese di gennaio da incorniciare a livello personale: 43.6 punti, 8.7 rimbalzi e 7.6 assist di media, con i Rockets a lungo rimaneggiati e pieni di infortuni che hanno chiuso il mese con un record di 8-6. In caso di problemi i texani sanno a chi affidarsi.
MIGLIOR ROOKIE A GENNAIO [Eastern Conference] - TRAE YOUNG, Atlanta Hawks - Il momento positivo degli Hawks (non sempre vincenti, ma molto divertenti) è frutto anche della maturazione di Trae Young, che si riprende il premio dopo averlo ceduto a dicembre a Kevin Knox. Il rookie di Atlanta ha chiuso il mese di gennaio con quasi 19 punti di media e oltre sette assist, agevolato anche dal fatto che i principali rivali (Rodions Kurucs e Landry Shamet) non ricoprono un ruolo centrale in squadra come il suo.
MIGLIOR ROOKIE A GENNAIO [Western Conference] - LUKA DONCIC, Dallas Mavericks - Tre indizi di solito fanno una prova, nel caso di Doncic però hanno il sapore della certezza: lo sloveno punta dritto al premio di rookie dell’anno e per farlo sta raccogliendo per strada tutti quelli mensili a disposizione. Anche a gennaio Doncic si è dimostrato di gran lunga superiore a tutti i suoi “colleghi”, autore di 22.4 punti, otto rimbalzi e 6.4 assist di media. Cifre da All-Star, nonostante a Charlotte scenderà in campo soltanto il venerdì e il sabato sera. Deandre Ayton, Marvin Bagley III e Jaren Jackson Jr. Restano a guardare, consapevoli del fatto che in questa regular season il loro turno potrebbe non arrivare mai.
MIGLIOR ALLENATORE A GENNAIO [Eastern Conference] - MIKE BUDENHOLZER, Milwaukee Bucks - Dopo Nick Nurse e Nate McMillan, coach Budenholzer riesce a portare a casa il primo riconoscimento di una stagione in cui i Bucks stanno guidando la Eastern Conference. Battuto coach Atkinson, che con Brooklyn sta facendo dei miracoli nelle ultime settimane. Non al pari di Milwaukee però, che a gennaio ha vinto 12 delle 15 partite disputate, scavalcando Toronto e proponendosi come la principale candidata al successo a Est.
MIGLIOR ALLENATORE A GENNAIO [Western Conference] - STEVE KERR, Golden State Warriors - A fare il conto dei riconoscimenti personali conquistati da Steve Kerr viene il capogiro, ma il fatto che l’allenatore degli Warriors abbia vinto il premio di miglior coach del mese preoccupa soprattutto gli avversari: Golden State ha iniziato a fare sul serio (oltre che a star bene e in salute, con un quintetto titolare che fa paura) e ha conquistato 11 delle 13 vittorie a disposizione nel mese di gennaio. Gli Warriors sono tornati, o forse non sono mai andati via.
MIGLIOR GIOCATORE A DICEMBRE [Eastern Conference] – GIANNIS ANTETOKOUNMPO, Milwaukee Bucks | Fa 2/2 il n°34 dei Bucks, che bissa il successo ottenuto dopo il primo mese (abbondante) di stagione regolare. Dieci le vittorie di Milwaukee nelle 14 gare disputate a dicembre, con Antetokounmpo scatenato: 25.6 punti, 12.5 rimbalzi, 6.2 assist e 1.2 recuperi le sue medie mensili, con picchi da vero fuoriclasse, come la gara da 44 punti (massimo in carriera eguagliato) contro Cleveland il 14/12 o la 12^ tripla doppia di carriera mandata a segno contro Brooklyn il 29 (31 punti, 10 rimbalzi, 10 assist)
MIGLIOR GIOCATORE A DICEMBRE [Western Conference] – JAMES HARDEN, Houston Rockets | Un mese difficilmente replicabile per l’MVP NBA in carica: 4 partite con almeno 40 punti, 5 doppie doppie e 3 triple doppie, una delle quali (contro i Lakers) segnando 50 punti. Le sue medie mensili riflettono il suo rendimento fenomenale: 36.4 punti di media, con anche 7.9 assist, 5.9 rimbalzi e 1.8 recuperi, segnando una media di oltre 5 triple a sera con il 41.3%. Nelle ultime dieci gare del mese Harden ha fatto perfino meglio, viaggiando a 40.8 punti di media
MIGLIOR ROOKIE A DICEMBRE [Eastern Conference] – KEVIN KNOX, New York Knicks | Miglior marcatore tra le matricole della Eastern Conference per il mese di dicembre (17.1 punti di media), Knox è anche il leader per minuti giocati (34.9) e secondo per rimbalzi (6.0). Nelle 14 gare disputate con i Knicks è andato 12 volte in doppia cifra e per ben 6 volte ha segnato almeno 20 punti diventando anche l’unico altro giocatore sotto i vent’anni insieme a LeBron James a mandare a referto 25 punti e 15 rimbalzi in una singola gara (contro Charlotte). È l’ottavo giocatore dei Knicks a ottenere il premio di rookie del mese
MIGLIOR ROOKIE A DICEMBRE [Western Conference] – LUKA DONCIC, Dallas Mavericks | Miglior debuttante a Ovest nel primo mese di stagione, il talento sloveno bissa il successo anche a dicembre (diventando l’unico tra i Mavs a riuscirci insieme a Jay Vincent a inizio anni ’80) grazie a medie di 21.1 punti, 6.4 rimbalzi e 6.1 assist. A fine mese, il 28 contro New Orleans, sigla il suo massimo in carriera a quota 34 prendendosi solo 16 tiri, chiudendo con 7/10 da tre punti, unico teenager nella storia della NBA ad aver segnato 7 triple in una gara
MIGLIOR ALLENATORE A DICEMBRE [Eastern Conference] – NATE MCMILLAN, Indiana Pacers | Per la seconda volta da quando è sulla panchina di Indiana (la prima nell’aprile 2017) coach McMillan si porta a casa questo riconoscimento, frutto di un mese chiuso dai suoi Pacers con 12 vittorie e 3 sole sconfitte, compresa una striscia di 7 successi consecutivi. Nelle 15 gare disputate gli avversari sono stati tenuti a 101.1 punti di media con il 42% al tiro, a testimonianza di una difesa tra le migliori di tutta la lega
MIGLIOR ALLENATORE A DICEMBRE [Western Conference] – MIKE D’ANTONI, Houston Rockets | Un dicembre finalmente (con)vincente per i Rockets, partiti molto male a inizio campionato. Sono arrivate infatti 11 vittorie su 14 partite (10 delle ultime 11 del mese), successi targati come al solito dalla grande produzione oltre l’arco: Houston ha segnato in media quasi 6 triple in più di ogni avversario, compresa la gara da record assoluto NBA da 26 triple contro Washington il 19 dicembre
MIGLIOR GIOCATORE A OTTOBRE/NOVEMBRE [Eastern Conference] – GIANNIS ANTETOKOUNMPO, Milwaukee Bucks | La stagione parte già all’insegna del talento del greco di Milwaukee, che per la seconda volta in carriera (dopo la vittoria a marzo 2017, primo giocatore nella storia di Milwaukee a riuscirci più di una singola volta) si aggiudica il premio di giocatore del mese per la seconda metà di ottobre e tutto novembre. Con 15 vittorie nelle prime 21 gare, i Bucks volano al secondo posto nella lega e Antetokounmpo è il trascinatore con 27.3 punti, 12.9 rimbalzi, 6.0 assist e 1.5 recuperi di media, tirando il 57.7% dal campo, con 8 gare ad almeno 30 punti e due triple doppie
MIGLIOR GIOCATORE A OTTOBRE/NOVEMBRE [Western Conference] – TOBIAS HARRIS, L.A. Clippers | Una prima volta per Harris, mai premiato con questo riconoscimento in precedenza. Se lo merita in virtù di 21 gare chiuse con 21.7 punti e 8.7 rimbalzi di media, tirando il 52.8% dal campo, un ottimo 44.0% da tre punti e l’82.6% dalla lunetta. Tra i 38 giocatori con almeno 300 tiri tentati, nessuno nella NBA ha fatto meglio di lui per percentuale effettiva di realizzazione (il 59.4%)
MIGLIOR ROOKIE A OTTOBRE/NOVEMBRE [Eastern Conference] – TRAE YOUNG, Atlanta Hawks | Nessun rookie a Est ha fatto meglio di lui nel primo mese e mezzo di stagione per punti (15.6) e assist (7.6, settimo in tutta la NBA). Fin dal via la matricola di Oklahoma ha fatto vedere tutto il suo valore, come testimoniato dai 35 punti con 11 assist mandati a referto contro Cleveland il 21 ottobre; quasi un mese dopo, il 19 novembre, arriva invece il suo massimo in carriera per assist, 17 (con 25 punti) contro i Clippers
MIGLIOR ROOKIE A OTTOBRE/NOVEMBRE [Western Conference] – LUKA DONCIC, Dallas Mavericks | Nelle sue prime 20 partite di NBA Luka Doncic viaggia a 18.5 punti, 6.5 rimbalzi, 4.3 assist e 1.1 recuperi a partita con il 38.2% da tre punti, cifre che lo rendono il top scorer tra tutte le matricole NBA grazie a dieci ventelli che includono anche un massimo di 31 punti rifilati ai San Antonio Spurs. Le sue cifre nelle prime 10 gare di NBA le ha mandate a referto solo Oscar Robertson (nel 1960-61) nella storia della lega
MIGLIOR ALLENATORE A OTTOBRE/NOVEMBRE [Eastern Conference] – NICK NURSE, Toronto Raptors | Solo il quarto allenatore nella storia dei Raptors a meritarsi questo premio, la carriera da capo-allenatore di Nurse comincia come meglio non potrebbe, con 19 vittorie nelle prime 23 gare, compresi i sei primi successi per iniziare la stagione. Primi per percentuale di tiro dal campo (il 49.4%), solo due squadre segnano più punti a partita dei Raptors (117.6 a sera), mantenendosi nella top 10 NBA anche per punti concessi (109.9) e percentuale al tiro degli avversari (44.5%)
MIGLIOR ALLENATORE A OTTOBRE/NOVEMBRE [Western Conference] – DOC RIVERS, L.A. Clippers | Coach Rivers incassa questo riconoscimento per l’undicesima volta in carriera (l’ultima nell’aprile 2017), grazie al record di 15 vittorie nelle prime 21 gare dei suoi Clippers, bravissimi nell’avere la meglio sulle gare punto a punto (6-0 in quelle decise da 5 o meno punti) e con una panchina superlativa (53.8 punti di media)