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08 gennaio 2019

NBA, i risultati della notte: i Lakers tornano a vincere, bene Bucks e Celtics

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LeBron non torna, ma il successo sì: i giallo-viola battono i Mavs a domicilio grazie a Ingram e Ball, nonostante i 27 punti di Doncic. 30 punti e dieci rimbalzi per Antetokounmpo nel successo con Utah, tutto facile per Boston contro Brooklyn. Super Davis trascina New Orleans, vittorie playoff per Portland e Sacramento

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Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 97-107

Coach Walton aveva chiesto più passione e i due giovani talenti più promettenti in casa Lakers hanno subito dimostrato di aver imparato la lezione: Lonzo Ball e Brandon Ingram sono stati i protagonisti del successo dei giallo-viola a Dallas, autori rispettivamente di 21 punti, sette rimbalzi e quattro triple il primo e 29 con 12/21 dal campo per il secondo. Una combinazione letale per i Mavericks che dopo un primo tempo in controllo, si sono sciolti come neve al sole. Il secondo tempo dei padroni di casa è un disastro: 11/43 dal campo, 11 palle perse, con i Lakers che nel terzo quarto piazzano il parziale da 32-13. Dallas non fa mai canestro e per i losangelini è un gioco da ragazzi conquistare il secondo successo nelle sette partite giocate finora senza LeBron James. Una vittoria che manda un messaggio anche a lui e che chiude il “cappotto” stagionale contro i Mavericks, sempre battuti in questa regular season. I Lakers ritrovano anche Kyle Kuzma - assente nelle ultime due sfide per problemi alla schiena – che chiude con 13 punti e grosse difficoltà al tiro (4/20 dal campo). Dall’altra parte invece sono dieci i bersagli trovati da Luka Doncic, testa e spalle il migliore dei Mavericks. Il trascinatore, il leader di una squadra che ha accarezzato per un tempo l’illusione del successo grazie a lui. Alla sirena finale sono 27 punti, con un paio di triple e otto rimbalzi, nonostante l’arcigna (e polemica) difesa di Josh Hart su di lui. Sapere di avere un talento come lui a disposizione è sempre una bella consolazione per Dallas, anche dopo una sconfitta.

Milwaukee Bucks-Utah Jazz 114-102

In una serata in cui Giannis Antetokounmpo chiude con 30 punti e 10 rimbalzi, è lo stesso greco a dichiarare senza dubbi: “Se oggi abbiamo vinto lo dobbiamo a Thon Maker”. È d’accordo con lui anche coach Budenholzer (“La differenza l’ha fatta lui”) che elogia il suo lungo dalla panchina per una prestazione da 15 punti – suo massimo stagionale – con 6/8 dal campo e 2/3 dall’arco. “Ha portato energia, ha giocato duro, ha segnato”, le parole di Antetokounmpo a sottolineare la gara del sudanese che contro Toronto (nell’ultima gara giocata dai Bucks) non aveva neppure messo piede in campo. Milwaukee domina i Jazz grazie alla grande intensità difensiva messa in campo nel secondo tempo (Jazz tenuti a 40 punti, solo 16 nel quarto quarto) e al dominio nel pitturato, con 68 punti segnati in area contro i soli 36 degli avversari, che hanno sofferto anche la capacità di alzare il ritmo dei Bucks (19-2 i punti in contropiede). Ottima ancora una volta la prestazione di Malcolm Brodgon, autore di 21 punti con 8/14 dal campo, 5 assist e 5 rimbalzi, mentre Brook Lopez si conferma letale dall’arco (3/4) e contribuisce con 15 punti e 8 rimbalzi. Utah perde Ricky Rubio per un infortunio muscolare e nonostante i 26 punti di Donovan Mitchell e la doppia doppia di Rudy Gobert (14+15 rimbalzi) esce sconfitta dal Fiserv Forum, anche perché Milwaukee è 11-0 nelle gare successive a una propria sconfitta.

Boston Celtics-Brooklyn Nets 116-95

“Ma i Celtics, come stanno giocando?”, si staranno domandando i meno attenti. Quelli che (lecitamente) si aspettavano una cavalcata trionfale da parte di una squadra che, ritrovati gli All-Star fin dal primo allenamento di preseason, doveva veleggiare indisturbata verso le finali NBA - vista la concomitante partenza verso la costa Ovest di LeBron. La pallacanestro però non è una scienza esatta e Boston sta innestando lentamente all’interno dei suoi meccanismi tutte le componenti necessarie per arrivare a essere competitiva dal prossimo aprile. Nel frattempo i Celtics si godono il rientro di Kyrie Irving, guarito dal problema agli occhi dopo il colpo subito da Marco Belinelli nella sfida di Capodanno, e soprattutto un comodo successo contro Brooklyn; avversario più complicato del previsto. Boston vince di squadra, mandando ben otto giocatori in doppia cifra, guidati proprio dai 17 di Irving. Da sottolineare in casa Nets i 24 punti con 8/15 dal campo di Rodions Kurucs, in una partita in cui Brooklyn si è ritrovata a inseguire per tutti e 48 i minuti di gioco. I newyorchesi restano attaccati al treno playoff, conservando l’ottavo posto dall’inseguimento dei Pistons che restano distanziati di una gara. Boston invece è quinta, ultima tra le squadre di vertice a Est, ma sempre più vicina. Non vi preoccupate, i Celtics stanno arrivando.

Portland Trail Blazers-New York Knicks 111-101

Per la quarta volta consecutiva Jusuf Nurkic chiude con almeno 20 punti, fermandosi a soli due rimbalzi dalla 21^ doppia doppia stagionale, e conferma il suo fantastico periodo di forma che negli ultimi sei incontri lo vede viaggiare a 22.2 punti e 12.5 rimbalzi di media: è lui il protagonista della quarta vittoria nelle ultime cinque dei Blazers, che dopo aver chiuso sopra di un solo punto il primo tempo piazzano il break nel terzo periodo salendo fino al +18 e mandano i titoli di coda alla gara. Tra i padroni di casa ci sono anche 17 punti con 9 assist di Damian Lillard e altri 17 di C.J. McCollum, che vanificano l’ennesima buona prestazione di Enes Kanter dalla panchina (18 punti e 14 rimbalzi) inutile per evitare ai Knicks il decimo ko nelle ultime 11 gare disputate. Tra i blu-arancio, doppia doppia anche per un ex Blazers accolto tra gli applausi al Moda Center come Noah Vonleh, che chiude con 16 e 14 rimbalzi, mentre 17 punti li aggiunge Emmanuel Mudiay.

New Orleans Pelicans-Memphis Grizzlies 114-95

Il modo migliore per raccontare la partita e più in generale la stagione dei New Orleans Pelicans è lo “Shammgod” con cui Anthony Davis manda al bar mezza difesa dei Grizzlies e va a chiudere al ferro. Ecco, se sa fare così bene anche questa, non gli manca davvero nulla. “Una squadra attorno”, commenteranno i maligni, mentre il n°23 chiude per l’ennesima volta con cifre spaventose: 36 punti, 13 rimbalzi, 14/20 dal campo, tre stoppate, tre assist, due recuperi, +24 di plus/minus, ecc. Con lui si potrebbe andare avanti per molto, visto che il secondo dei Pelicans arriva terzo con distacco: Frank Jackson ne mette 17 con 7/10 al tiro dalla panchina, uno dei cinque giocatori in doppia cifra in grado di spingere New Orleans al parziale nel terzo quarto. Un 33-22 di che spacca definitivamente in due la sfida in favore della squadra della Louisiana, mentre Memphis non va oltre i 22 punti e dieci assist di Mike Conley.

Sacramento Kings-Orlando Magic 111-95

Due belle notizie in casa Kings: la prima vittoria dopo 4 sconfitte in fila e il ritorno in campo di Marvin  Bagley III, che va a referto con 8 punti e 6 rimbalzi in 20 minuti dalla panchina. Sono 20 invece i punti di De’Aaron Fox, il miglior marcatore di Sacramento, che gira la boa delle 40 gare in stagione con un record perfettamente in equilibrio, 20 vittorie e 20 sconfitte, 7 successi in più rispetto al bilancio dello scorso anno a questo punto della stagione. Segno dei progressi della squadra californiana, il cui giovane nucleo si conferma anche contro i Magic, con la doppia doppia di Willie Cauley-Stein (11 con 11 rimbalzi), i 15 con 7 assist di Bogdan Bogdanovic, i 13 di Buddy Hield e gli 11 di Justin Jackson. La gara si decide con il break dei padroni di casa che piazzano un 20-2 nel secondo periodo e vedono poi il vantaggio crescere fino anche al +28 all’inizio dell’ultimo quarto. Per Orlando il migliore è Terrence Ross con 20 punti e 5 triple a segno dalla panchina, mentre Nikola Vucevic colleziona la 27^ doppia doppia della sua stagione con 18 punti e 13 rimbalzi.

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