NBA, super Blake Griffin, 44 punti alla prima da ex: Clippers battuti, 23 per Gallinari

NBA

Il n°23 dei Pistons è superlativo davanti a un pubblico che lo accoglie con grande affetto: Griffin è decisivo nel successo in volata di Detroit, al termine di una serata da incorniciare. Gallinari è il miglior marcatore dei Clippers: 23 punti che non bastano ai losangelini per evitare il secondo ko in fila

BLAKE GRIFFIN, AL PRIMO RITORNO A L.A. NON MANCANO LE POLEMICHE

IL MIGLIOR BELINELLI DELL'ANNO NON BASTA, VENDETTA OKC SUGLI SPURS

RISULTATI DELLA NOTTE: TOWNS EGUAGLIA E BATTE DAVIS, PERDONO DENVER E BOSTON

TUTTI GLI HIGHLIGHTS DELLA NOTTE

Tutti lo aspettavano e lui non ha deluso le aspettative. Blake Griffin è il mattatore della sfida vinta dai Pistons a Los Angeles, che interrompono la striscia di quattro sconfitte in fila e regalano al loro n°23 una vendetta attesa quasi un anno. L’ex di giornata parte fortissimo, segna 15 punti nel solo primo quarto e chiude con 44 totali, realizzati tirando 13/23 dal campo, con cinque triple, 13/14 ai liberi, otto rimbalzi, cinque assist, tre recuperi e tantissime giocate fatte con un’intensità chiaramente diversa dal solito. Una gara in cui il pubblico dello Staples Center gli ha tributato due standing ovation, prima e dopo il video celebrativo che la sua ex-squadra gli ha dedicato durante il primo timeout. Le emozioni non hanno preso il sopravvento, ma si sono trasformate in energia positiva, per sé e per i compagni. Ai suoi canestri infatti si aggiunge la prestazione da 20 punti e 21 rimbalzi di Andre Drummond, che ne cattura ben nove in attacco e sale così al secondo posto all-time per carambole raccolte sotto il canestro avversario - superata una leggenda come Dennis Rodman. Ci sono anche 17 punti di Reggie Bullock, che segna un paio di triple cruciali nel finale. Danilo Gallinari invece in difesa limita al meglio Griffin negli ultimi possessi, costringendolo allo scarico e riuscendo a non andare sotto fisicamente. Il n°8 azzurro chiude con 23 punti - miglior marcatore dei Clippers - con 3/9 dall’arco e qualche errore dettato dalla stanchezza nel finale. La scossa che rimette in corsa i padroni di casa dopo essere stati a lungo sotto in doppia cifra la danno i soliti Lou Williams (22 punti) e Montrezl Harrell, autore di 21 punti, nove rimbalzi e sei assist. Ma a 30 secondi dal termine è proprio il n°23 dei Clippers a sprecare malamente il possesso del possibile overtime, condannando i losangelini al secondo ko consecutivo.

Il racconto del primo periodo

Blake Griffin ci mette tre possessi per prendersi la sua prima conclusione della sfida, nonostante il pallone transiti sempre dalle sue mani, scatenando il raddoppio sistematico della difesa. Una tripla che fa il paio con quelle dei suoi compagni, con i Clippers che restano a contatto anche grazie a un paio di giocate in penetrazione di Danilo Gallinari. Il testa a testa tra il n°8 azzurro e l’ex di giornata si ripropone a ogni possesso, con il quintetto dei padroni di casa che già al primo timeout ha messo a referto almeno un canestro con tutti i suoi componenti. Griffin però riesce a smaltire emozione e tensione, trasformando in energia positiva la carica che arriva dal video proiettato in suo onore durante il timeout: il n°32 dei Pistons è il primo a superare la doppia cifra alla voce punti, con Gallinari che risponde dall'arco e sale a quota nove. Le attenzioni restano su Griffin, che prima segna il canestro che vale la doppia cifra di vantaggio per Detroit già nel primo quarto e poi subisce un fallo molto duro da parte di Mike Scott. Il primo quarto è tutto degli ospiti, che chiudono in crescendo e soprattutto sul +13 una frazione da 37 punti segnati e con 8/13 dall'arco. I Pistons sembrano i lontani parenti di quelli visti in campo nelle ultime settimane.

Il racconto del secondo periodo

Le riserve vomitate sul parquet da entrambe le panchine non cambiano l’inerzia di una sfida dal ritmo inevitabilmente compassato visto l’orario, con i Clippers che tornano in singola cifra di svantaggio e dimostrano di volerci credere. I losangelini sono più lunghi e si vede: nello scontro tra riserve lo svantaggio dei padroni di casa torna un paio di possessi. Per tornare a muovere la retina in casa Pistons servono le maniere forti, ossia il ritorno sul parquet di uno scatenato Griffin, che riprende da dove aveva lasciato e trova un paio di bersagli dall’altissimo coefficiente di difficoltà. Gallinari torna in campo e scollina oltre la doppia cifra, oltre che a battagliare contro un Griffin chiaramente ispirato: 24 punti quando sul cronometro mancano ancora quattro minuti all'intervallo lungo. Nella battaglia che viene fuori nel finale della frazione, ci pensa Gallinari a tenere a galla i Clippers, in un primo tempo da 16 punti per lui, con i padroni di casa che danzano a cavallo della doppia cifra di svantaggio. Alla sirena i Pistons chiudono sul 65-54, trascinati dai 26 punti di Griffin.

Il racconto del terzo periodo

Dopo l’intervallo lungo, la sfida riparte così com’era finita: Detroit a controllare e a metterci più voglia e intensità, mentre dall’altra parte Gallinari si conferma come unica arma offensiva credibile del quintetto dei Clippers. Andre Drummond nel frattempo si fa largo a canestro, diventando il secondo miglior rimbalzista offensivo nella storia NBA e scavalcando una leggenda come Dennis Rodman. La sostanza non cambia: i padroni di casa non riescono a riportarsi in partita e neanche in singola cifra di svantaggio al giro di boa della terza frazione. Griffin perde un po' di smalto (ben marcato in un paio di occasioni dal n°8 azzurro), ma i Clippers non riescono ad approfittarne - incapaci di trovare continuità in attacco. Il colpo di scena è dietro l'angolo, visto che il grande protagonista della sfida esce dal campo e si dirige verso gli spogliatoi sul finire della frazione, dopo aver messo a referto 35 punti in soli 28 minuti sul parquet. La paura dura un paio di minuti, prima che il suo n°23 ricompaia all'orizzonte, mentre i suoi compagni sul parquet mantengono la doppia cifra di vantaggio. All'ultima pausa il risultato è 90-80 in favore di Detroit.

Il racconto del quarto periodo

La scossa per i losangelini arriva dai soliti noti, dal duo più esplosivo in uscita dalla panchina di tutta la NBA: Williams-Harrell firmano un 5-0 di parziale che costringe coach Casey a chiamare timeout a nove minuti dalla sirena. Entrambi ben oltre la doppia cifra, portano lo svantaggio a un solo possesso, mentre Detroit vuole cavalcare a tutti i costi Griffin, rendendo compassato un attacco in affanno. Il problema per i losangelini è che Griffin non smette di trovare il fondo della retina, sia in avvicinamento che dall'arco. L’intensità diventa selvaggia, con Detroit che non fa più canestri e i Clippers che recuperano con merito in difesa, ma non riescono a capitalizzare al meglio. La parità attesa a lungo finalmente arriva, neanche a dirlo grazie ai 20 punti a testa in uscita dalla panchina di Williams e Harrell. Quando serve di più però, lo schema dei Pistons cambia: l'uno contro uno Griffin-Gallinari, a cui segue in maniera automatica il raddoppio della difesa Clippers, porta il n°23 a riaprire sull'arco. Reggie Bullock risponde presente in un paio d'occasioni, in una partita da 17 punti per lui e Detroit ritrova un minimo di margine. I Pistons mantengono le tre lunghezze di vantaggio e in un rocambolesco possesso prolungato nel finale non riescono a trovare il fondo della retina, lasciando ai Clippers 33 secondi e il pallone per pareggiarla. Griffin sfiora il recupero, bissato poi da un errore di Williams che regala il possesso e i due liberi ai Pistons a 20 secondi dalla sirena che decidono il match.

I più letti