NBA, Houston-Memphis 112-94: James Harden segna altri 57 punti e supera Kobe Bryant

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Un'altra prestazione incredibile per James Harden, che all'intervallo è già a quota 36 (superando Kobe Bryant per la 17^ gara consecutiva sopra quota 30) e poi chiude con il massimo stagionale da 57 punti, spazzando via i Memphis Grizzlies. D'Antoni sorride - vittoria numero 600 in carriera - nonostante l'infortunio di Clint Capela 

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Houston Rockets-Memphis Grizzlies 112-94

James Harden non aveva davvero tempo da perdere contro i Memphis Grizzlies. Reduce dalla sconfitta di Orlando dove aveva tirato 1/17 da tre, al “Barba” sono bastati poco più di 34 minuti per confezionare il suo massimo stagionale da 57 punti, regalando un comodo successo ai suoi Houston Rockets. Una prestazione straordinaria che allunga a 17 la striscia di partite con almeno 30 punti dell’MVP in carica, superando il record precedente di Kobe Bryant nel 2002/03 e mettendosi definitivamente alla caccia di quella da 20 registrata da Wilt Chamberlain nel 1964. Per la verità ad Harden è bastato solamente un tempo per riuscirci, visto che all’intervallo era già a quota 36 punti (sui 54 realizzati dai suoi), sopperendo anche all’assenza di Clint Capela che rimarrà fuori per le prossime 4-6 settimane per la rottura di un legamento della mano. Neanche i raddoppi continui della difesa dei Grizzlies sono riusciti davvero a impensierirlo se non all’inizio del terzo quarto, quando è rimasto per cinque minuti senza segnare, ma poi Harden ha ripreso a macinare canestri (17/33 dal campo, 6/15 dalla lunga distanza) e viaggi in lunetta (17/18) aggiungendo anche 9 rimbalzi e 2 assist alla sua prestazione chiusa con +25 di plus-minus. La conclusione è un massimo stagionale che si ferma a soli tre punti dal suo career-high (60 punti contro Orlando un anno fa), la 14^ partita dell’anno in cui segna almeno 40 punti (record di franchigia) e l’ottava nelle ultime undici gare, nonché la terza prestazione da 50+ punti in questa stagione (12^ della carriera). Numeri che fanno girare la testa e rendono la grandezza di un’altra annata da MVP.

Nessun altro sopra quota 15, i Grizzlies pagano le palle perse

Davanti a una prestazione del genere tutto il resto passa in secondo piano, anche perché il secondo miglior realizzatore della gara è stato Danuel House con 15 punti. Per i Rockets ridotti all’osso — oltre a Capela sono ancora fuori Chris Paul e Eric Gordon — ci sono i 14 punti dalla panchina di Gerald Green e gli 11 di Austin Rivers, ma è chiaro che tolto Harden i suoi compagni fanno fatica a mettere punti a referto, finendo con 20 canestri complessivi (su 51 tentativi, sotto il 40%) contro i 17 del solo MVP. Per loro fortuna i Grizzlies sono incappati nell’ennesima serata complicata, commettendo la bellezza di 24 palle perse e nessun picco individuale (cinque giocatori in doppia cifra ma nessuno sopra i 14 di Mike Conley e Garrett Temple), pagano inoltre una brutta serata di Marc Gasol (5 punti, con 2/5 al tiro, 7 rimbalzi, 4 assist ma ben 7 palle perse). Come detto, davanti a un Harden del genere tutto il resto passa in secondo piano (anche la vittoria numero 600 in carriera di Mike D’Antoni). E i Grizzlies non sono la squadra in grado di fermare l’MVP in carica alla ricerca della sua conferma come miglior giocatore della stagione.

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