NBA London Games, le cinque migliori giocate della storia delle partite di Londra

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Lorenzo Bottini

Finali infuocati, schiacciate in campo aperto e assist no-look: la partita di Londra ha regalato nel corso degli anni giocate individuali di notevole livello. Abbiamo raccolto le migliori in vista della nona sfida di regular season su territorio europeo

La gara di Londra tra Washington e New York di questa sera sarà disponibile in streaming aperto a tutti su skysport.it, su Sky Sport NBA e su Sky Sport Uno a partire dalle 20.45

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È ormai un decennio che parliamo di come la NBA sia diventata un brand globale in costante e verticale crescita, in grado di conquistare uno stato dopo l’altro come in una partita di Risiko giocata da un’intelligenza artificiale. Se ora ogni notte possiamo goderci i talenti folli di Giannis Antetokounmpo, Nikola Jokic e Luka Doncic lo dobbiamo anche a questa apertura delle frontiere, fortemente voluta da David Stern e proseguita da Adam Silver. Una rivoluzione iniziata negli anni ‘90 con una sfida tra Utah Jazz e Phoenix Suns a Tokyo e sbocciata nel nuovo millennio, quando per la prima volta viene giocata una partita di regular season in Europa. Nel 2011 la National Basketball Association supera i limiti imposti da quella N puntata all’inizio del suo acronimo per diventare Inter-national, invadendo pacificamente la scintillante O2 Arena di Londra dove si affrontano per due volte i New Jersey Nets e i Toronto Raptors. Rapidamente la partita di Londra diventa uno degli appuntamenti fissi dell’anno per gli appassionati di basket d’oltreoceano, primo passo verso una colonizzazione ancora più stabile dell’NBA nel Vecchio Continente di cui però, ancora, non si vedono prospettive reali nonostante tantissime chiacchiere. Se un giorno avremo una franchigia tutta europea, guarderemo a queste giocate come i pellegrini vedevano le vele della Mayflower.

L’assurdo finale del secondo OT tra Raptors e Nets

Dopo una comoda vittoria dei Nets nella prima partita giocata a Londra, la seconda gara si trasforma rapidamente in uno spettacolo pirotecnico e si deve ricorrere a tre infuocati supplementari per incoronare il vincitore. Con trenta secondi sul cronometro del secondo supplementare e i Raptors sotto di due, José Calderon usa il blocco di Andrea Bargnani per muovere la difesa e poi trovare proprio il lungo romano dietro la linea da tre punti: rilascio morbido e Toronto avanti di due. Peccato che ci penserà Deron Williams con un canestro dalla media ad allungare la sfida e che i Nets chiuderanno nei cinque minuti successivi.

Il clamoroso primo tempo di Joe Johnson nel 2014

Tre anni dopo i Nets ritornano nella capitale inglese, solo che non sono decollati più dal New Jersey ma dal più gentrificato quartiere di Brooklyn. Con il rebranding curato da Jay Z e i rubli messi da Mikhail Prokhorov, i nuovi Nets si affacciano in Europa con l’etichetta della squadra da battere, piena di veterani all’ultima danza come Kevin Garnett e Paul Pierce. Sappiamo già che non andrà tutto per il verso giusto e il giocattolo esploderà prima del previsto nelle mani di Jason Kidd (che solo l’anno prima si era presentato a Londra come giocatore dei Knicks e un anno dopo sarebbe arrivato come allenatore dei Bucks), lasciando un deserto stile Chernobyl dalle parti di Park Slope e una lenta risalita affidata a Kenny Atkinson e Bobby Marks. Attraverso il fumo di Londra però questi segnali di pericolo ancora non si vedevano e l’ex di turno Joe Johnson si accende nel primo tempo segnando 26 punti con cinque triple. I Nets rimangono imbattuti al di là dell’Atlantico.

La schiacciata in campo aperto di Terrence Ross nel 2016

Nel 2016 furono gli Orlando Magic e i Toronto Raptors ad attraversare lo stagno e diedero vita a una combattuta partita decisa solo grazie a un supplementare. Tra i canestri di DeMar DeRozan e Tobias Harris e le triple decisive di Kyle Lowry e Victor Oladipo, dalle acque del Tamigi emerge Terrence Ross che in campo aperto inchioda gli unici due punti della sua partita. È una giocata quasi elementare, scontata per un super-atleta che vola in contropiede e vuole far alzare tutti gli spettatori dai seggiolini; solo che qui siamo dentro la 02 Arena e non tutti sono abituati a un tale sfoggio di elasticità muscolare. Ross galleggiando a mezz’aria rompe quel sottile vetro tra spettacolo ed efficacia, così come quello tra basket europeo e basket a stelle e strisce, sempre più vicini e coincidenti.

Lo spettacolare no-look di Nikola Jokic nel 2017

Una delle cose più divertenti di queste partite europee è veder tornare dei giocatori che hanno lasciato il Vecchio Continente in giovane età, dimostrando a tutti che hanno fatto la scelta più giusta. Tra questi sicuramente Nikola Jokic, che nel 2017 insieme a Danilo Gallinari guida i suoi Denver Nuggets in una comoda vittoria sugli Indiana Pacers. Anche se le chiavi della squadra non erano ancora del tutto nelle mani del centro serbo, già si avvertiva l’influenza di Jokic sul gioco della franchigia del Colorado, comprese le sue invenzioni pallanuotistiche che ora sono la spina dorsale dell’attacco di coach Mike Malone. Qui alza con nonchalance dal palleggio un alley-oop no-look per Faried, uno dei tanti esuberi che Denver avrebbe preferito lasciare rinchiuso dentro la Torre di Londra invece che riportare indietro sul charter per la Mile High City. Ma se non altro, in quella occasione ha fatto il suo inchiodando l’invenzione di Jokic.

Jayson Tatum fa sembrare semplice segnare contro Embiid

Nonostante i London Games siano una bellissima festa, per ovvi motivi logistici non sono mai andate squadre della costa Ovest e LeBron James, dominatore della Eastern Conference nell’ultimo decennio, non ha mai fatto il salto. Lo scorso anno però i fortunati spettatori hanno avuto un’anteprima di quella che sarà una rivalità destinata a modellare la costa Est per molti anni. È una partita pazza, come sempre quando si affrontano Boston e Philadephia, dove i Celtics sono riusciti a recuperare più di venti punti grazie alle magie di Kyrie Irving e a resistere all’ultimo disperato tentativo di rimonta dei 76ers grazie anche ai jumper contestati di Jayson Tatum. Il rookie dei Celtics qui fa sembrare semplice questo tiro nonostante il canestro sia oscurato dalla manona di Embiid, grazie a un raffinato gioco di piedi e un’impeccabile meccanica di tiro - la stessa che infilzerà più volte Philadephia nella successiva serie di playoff.

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