NBA: Brandon Ingram, l'infortunio è meno grave del previsto. Fuori 3-4 mesi

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Il n°14 dei Lakers si è operato al torace nelle scorse ore, rimuovendo i coaguli di sangue nel braccio e ricevendo ottime notizie dai medici: non si tratta di problema sanguigno e i 3-4 mesi di recupero saranno sufficienti a recuperare a pieno la forma

I LAKERS VOGLIONO TORNARE A GIOCARE AL FORUM?

In un periodo sempre più buio e complicato, arriva una buona notizia per i Los Angeles Lakers: l’infortunio di Brandon Ingram potrebbe rivelarsi meno preoccupante e soprattutto senza conseguenze rispetto al proseguimento della sua carriera. Il n°14 gialloviola si è sottoposto a un’operazione di decompressione toracica nelle scorse ore, risolvendo il problema di trombosi al braccio e prevedendo così un recupero che va dai tre ai quattro mesi. Per la prossima stagione dunque tornerà pienamente abile e arruolabile e la rimozione dei trombi all’interno delle vene ha confermato quanto di buono era già stato verificato: la circolazione sanguigna di Ingram infatti non genera alcun tipo di problema nella parte superiore del suo corpo. “Non potevamo ricevere una notizia migliore durante un’operazione di questo tipo”, sottolinea Jeff Schwartz, l’agente del giocatore dei Lakers. Nei giorni scorsi infatti erano più volte venuti fuori i nomi di Chris Bosh e Mirza Teletovic; gli ultimi due giocatori che in ordine di tempo a causa di un problema simile sono stati costretti al ritiro dal basket professionistico. Rispetto ai loro casi però c’è una differenza fondamentale, venuta fuori dagli esami: per Ingram la trombosi è stata generata da un problema del suo corpo e non legata alla fluidità del suo sangue. È un semplice problema di idraulica: sono i tubi (le vene) a essere troppo stretti e ad aver portato alla formazione di un “tappo”, non la densità del sangue. “È la differenza che passa tra il giorno e la notte in casi di questo tipo: non è un problema ematico, ma soltanto strutturale. Non è legato alla sua produzione di sangue, ma soltanto al fatto che il fluido faceva fatica a circolare in alcuni punti del suo braccio”. Un problema “strutturale” comune agli sportivi che compiono sforzi portando spesso le mani al di sopra della testa (giocatori di baseball, golf e nuotatori ad esempio). La speranza dunque è che Ingram possa ritornare ad allenarsi tra un paio di mesi e ritrovare la piena forma in vista della prossima regular season, a margine di quella che resta la sua miglior stagione – almeno a livello di cifre – e di un’estate che potrebbe portarlo per ragioni di mercato lontano da Los Angeles.

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