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NBA, Hezonja stoppa LeBron: i Knicks rimontano i Lakers. Vincono Heat e Pistons

NBA

I Knicks rimontano undici punti di svantaggio con un parziale finale di 13-1, culminato dalla stoppata di Mario Hezonja in isolamento contro LeBron James sul possesso decisivo. Terza sconfitta consecutiva per i Lakers, a cui non servono i 33 di King James. Miami vince lo scontro diretto con Charlotte, Detroit sorprende Toronto

CHE DUELLO GIANNIS VS. EMBIID!

LE MIGLIORI GARE DI LEBRON ALL'MSG

IL TABELLINO

New York Knicks-Los Angeles Lakers 124-123

Sembrava ormai tutto fatto: a poco meno di quattro minuti dalla fine, un canestro di LeBron James aveva portato i Los Angeles Lakers sul +11, lanciandoli al massimo vantaggio verso la seconda vittoria di questo giro a Est. La magia del Madison Square Garden sembrava aver dato nuova linfa al Re, autore di 33 punti fino a quel punto pur sbagliando tutte le conclusioni da tre tentate. Invece ancora una volta questi Lakers hanno staccato le mani dal manubrio troppo presto, subendo un clamoroso parziale di 13-2 da parte dei padroni di casa portati in vantaggio da Emmanuel Mudiay, freddo dalla lunetta per sfruttare un fallo incomprensibile in situazione di bonus di Kentavious Caldwell-Pope. Nonostante l’errore, a James è stata data l’ultima opportunità per regalare alla Mecca del basket un momento memorabile, ma la trama già scritta ha subito una svolta inaspettata. Isolato in uno contro uno con il Re, Mario Hezonja ha firmato la giocata della vita andando prima a toccare e poi a stoppare il pallone dalle mani di James, dando ai Knicks la seconda vittoria su due sui gialloviola. Agli ospiti non è bastato mandare altri sei giocatori in doppia cifra oltre a LeBron (che ha tirato 4/15 nell'ultimo quarto, di cui gli undici errori rappresentano la peggior frazione della sua carriera), guidati dai 18 di Kyle Kuzma che ha distribuito anche 8 assist (curiosamente con zero rimbalzi) e spinti dall’energia dei D-Leaguers Johnathan Williams (12 punti e 7 rimbalzi) e soprattutto Alex Caruso (12 punti, 3 rimbalzi, 2 assist, 5 recuperi e 3 stoppate per lui). Ai Knicks invece è bastato mandare tutto il quintetto in doppia cifra, guidato dai 28 di Mudiay (8/11 dal campo con 8 assist), i 25 di Damyean Dotson e la doppia doppia da 15 punti e 17 rimbalzi di DeAndre Jordan.

Miami Heat-Charlotte Hornets 93-75

I Miami Heat hanno un vantaggio rispetto alle dirette concorrenti per un posto ai playoff. Due giocatori del calibro di Goran Dragic e Dwyane Wade che escono dalla panchina, infatti, non li hanno in tanto nella zona media della Eastern Conference, e la loro esperienza si è sentita tutta nel successo sugli Charlotte Hornets. I due hanno segnato rispettivamente 19 e 17 punti, migliori marcatori di una sfida dal punteggio bassissimo. Anzi, il più basso di tutta la stagione, visto che i 168 punti realizzati dalle due squadre sono il minimo di questa regular season 2018-19 che si avvia al termine. Sono solamente altri due infatti gli Heat in doppia cifra (Adebayo con 16, Waiters con 12), ma oltre ai due All-Star che si alzano dalla panchina è stata la difesa a vincere lo scontro diretto. Miami infatti ha tenuto gli avversari al 31.3% dal campo e il 19.4% dall’arco per soli 75 punti segnati, minimo stagionale per la squadra di coach Borrego. Sono cinque i giocatori in doppia cifra degli Hornets guidati dai 21 di Jeremy Lamb, mentre Kemba Walker vive una giornata difficile con 4/16 per soli 10 punti. Difficile pensare di vincere sul campo di Miami con percentuali del genere: il distacco tra le due squadre ora è di due gare piene, mentre rimane di 1.5 quello con gli Orlando Magic.

Detroit Pistons-Toronto Raptors 110-107

Chi è ormai certo di andare ai playoff è coach Casey, che con i suoi Detroit Pistons si è tolto lo sfizio di battere di nuovo la sua ex squadra (i Toronto Raptors) e il suo ex assistente (Nick Nurse). Dopo aver già vinto a metà novembre e a inizio marzo, i Pistons hanno vinto per la terza volta contro i canadesi grazie a un’ottimo finale di gara, propiziato dalle giocate delle due stelle Drummond e Griffin. Il primo (15 punti e 17 rimbalzi) si è reso protagonista del recupero e dell’assist che ha dato due possessi pieni di vantaggio ai suoi, mentre il secondo (25 punti e 8 rimbalzi) si è occupato di mantenerlo fino alla fine, insieme ai 20 di Reggie Jackson in soli 24 minuti. Ai Raptors, che erano privi di Serge Ibaka e Kyle Lowry, non sono serviti i 33 con 10 rimbalzi di Kawhi Leonard e i 17 di Fred VanVleet, senza riuscire ad approfittare del passo falso di Milwaukee per accorciare le distanze in vetta alla Eastern Conference, in questa rincorsa in classifica che va avanti ormai da mesi.

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