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NBA, Marcus Smart si lancia addosso a Embiid e viene espulso. VIDEO

NBA

L'episodio che cambia l'inerzia della sfida tra Philadelphia e Boston arriva a inizio ripresa: Smart aggredisce alle spalle l'avversario, facendolo volare a terra, scatenando Embiid e subendo così un'espulsione che pesa non poco sul resto del match

EMBIID DOMINANTE, BOSTON VA KO

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È durato meno di un minuto il secondo tempo di Marcus Smart nella sfida contro i Sixers, completamente fuori controllo dopo che su una rimessa in favore di Philadelphia, un blocco particolarmente duro di Joel Embiid gli aveva fatto perdere l’equilibro (senza che gli arbitri ravvisassero nulla di irregolare). Il n°36 di Boston si tira su mentre l’avversario gli rivolge le spalle e lo spintona via con due mani e con tutta la forza dello slancio. Il n°21 dei Sixers, nonostante la stazza, vola a terra mentre Smart resta a guardarlo con aria di sfida e la faccia cattiva, quasi ad aspettare una sua risposta. A quel punto c’è bisogno dell’intervento di un bel po’ di giocatori e compagni per evitare che scoppi il finimondo: Smart esce dal parquet facendo gesti con le mani rivolti ai tifosi avversari, quasi a chiedere ancora più fischi e offese rivolte verso di lui, mentre anche Embiid viene sanzionato con un fallo tecnico. I due liberi post-espulsione invece incendiano il lungo camerunense, che trascina poi Philadelphia a un successo sudato e meritato, un evento più unico che raro contro i Celtics. “Ovviamente è stato molto frustrante quello che è accaduto – racconta Embiid – è stato un colpo basso, non l’ho visto arrivare, mi ha colto alla sprovvista. Ma dopo una partita del genere, non ho alcuna voglia di parlarne. Non importa”. Smart ha preferito non commentare con i giornalisti l’accaduto, saltando la sessione di domande – evitando il rischio multa – mentre Brad Stevens è convinto del fatto che quell’attimo di follia sia pesato non poco sulla sfida: “Avevamo bisogno di lui sul parquet, ma non cadete in errore nel leggere queste mie parole: noi amiamo Marcus per quello che è, e una delle componenti della sua personalità è certamente il fuoco. Questo è stato un modo per ricordarci quanto sia fondamentale per noi: un episodio che non cambia i nostri sentimenti nei suoi confronti, è soltanto un piccolo tassello in una stagione lunghissima come quella NBA”.