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NBA, risultati della notte: OKC rinasce a Toronto, Denver aggancia il primo posto a Ovest

NBA

I Thunder ritrovano il successo sul difficile campo dei Raptors grazie alla difesa e al tiro da tre punti. Milwaukee abbraccia di nuovo Antetokounmpo e batte facilmente Miami, confermandosi prima a Est. Denver non ha problemi contro New York e aggancia Golden State in testa alla Western Conference. Orlando rimonta Memphis e rimane in corsa per i playoff

PAZZESCO HARDEN: 61 PUNTI AGLI SPURS

I LAKERS E LEBRON SONO FUORI DAI PLAYOFF

GALLINARI: 27 PUNTI E CAVS KO

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Toronto Raptors-Oklahoma City Thunder 109-116

Gli Oklahoma City Thunder avevano disperatamente bisogno di una vittoria di prestigio in grado di risollevare un morale precipitato nelle ultime settimane. E per loro bravura ci sono riusciti su un campo molto difficile come quello dei Toronto Raptors, che solo due giorni fa li avevano sconfitti a domicilio in una partita finita al supplementare dopo una rimonta pazza dei padroni di casa. A guidare la squadra di coach Billy Donovan è stato un Paul George da 28 punti, tornato ad alti livelli dopo l’infortunio alla spalla che lo ha rallentato nelle ultime gare, seguito dai 26 di Dennis Schröder decisivo nell’ultimo quarto in cui ne ha segnati 12. A loro due un Russell Westbrook in tripla doppia (18 punti, 12 rimbalzi e 13 assist con 6/20 al tiro) e un Jerami Grant da 19, ma sono soprattutto due i fattori che hanno permesso a OKC di vincere: il tiro da tre punti (20/43, a due dal massimo stagionale) e la difesa (22 palle perse forzate a fronte delle sole 12 commesse). In questo modo OKC è riuscita a interrompere una striscia di quattro sconfitte consecutive, rimontando 13 punti nel terzo quarto grazie a un parziale di 20-4 e resistendo a un super Kawhi Leonard, autore di 37 punti pur con 8 palle perse. I Raptors, privi di Kyle Lowry ancora fermo per un problema alla caviglia, hanno avuto 25 punti da Pascal Siakam e 19 da Danny Green, ma ha finito per perdere la prima partita dopo essere stata avanti all’intervallo da 20 gare a questa parte — la striscia più lunga nella storia della franchigia.

Milwaukee Bucks-Miami Heat 116-87

La sconfitta di Toronto riconsegna tre partite piene di vantaggio ai Milwaukee Bucks, ormai destinati ad avere il fattore campo per tutti i playoff. Il rientro in campo di Giannis Antetokounmpo dopo due partite di assenza ha rimesso a posto le cose per la squadra di coach Budenholzer, che si è aggrappata ai suoi 27 punti con 8 rimbalzi e 7 assist per superare facilmente i Miami Heat. Per loro fortuna sono riusciti anche a superare un brutto spavento, visto che nel secondo quarto il candidato MVP era tornato zoppicante in panchina dopo una caduta sul parquet, rientrando però in campo dopo un breve timeout. Ad assistere Giannis ci sono i 18 punti con 10 assist di Khris Middleton (terza doppia doppia in fila) e altri quattro compagni in doppia cifra, gestendo con facilità i sei giocatori degli Heat sopra quota 10 (ma con il migliore, Hassan Whiteside, solo a quota 14). Una vittoria sicuramente meno drammatica rispetto a quella di settimana scorsa rimontando 20 punti all’intervallo per vincere poi di 15, aka la più grande rimonta nella storia della NBA

Orlando Magic-Memphis Grizzlies 123-119 OT

A proposito di grandi rimonte, quella degli Orlando Magic potrebbe rappresentare un punto di svolta nel loro finale di stagione. Sotto di 17 lunghezze nel terzo quarto e con la concreta possibilità di salutare già da ora i playoff, i Magic hanno rimontato e battuto i Memphis Grizzlies dopo un supplementare grazie ai 31 punti di Terrence Ross e i 27 di Evan Fournier. I due, insieme ai 25 di Nikola Vucevic e i 20 con 8 assist di D.J. Augustin, hanno orchestrato la rimonta arrivando al pareggio a 17 secondi dalla fine dei regolamentari, tenendo poi gli avversari in difesa (5/16 al tiro per i Grizzlies nell’ultima frazione) e superando ben sette avvicendamenti nella guida del punteggio. Memphis infatti, senza più obiettivi di classifica, ha giocato a briglie sciolte e ha pescato un jolly inaspettato in Tyler Dorsey, che sostituendo l’infortunato Mike Conley ha chiuso con 29 punti — pur fallendo i due tiri liberi che avrebbero dato il pareggio a 24 secondi dalla fine del supplementare.

New York Knicks-Denver Nuggets 93-111

Se la corsa per il primo posto a Est è ormai vicina alla soluzione, quella per il primo posto a Ovest è più aperta che mai. Vincendo facilmente al Madison Square Garden, i Denver Nuggets hanno agganciato i Golden State Warriors in testa alla Western Conference con un record identico di 49-22 quando mancano 11 gare alla fine della regular season. La vittoria a New York è arrivata in maniera agevole, giocando sul serio solo il primo quarto (vinto 37-18) e parte dell’ultimo (parziale di 15-3 per fermare la rimonta dei padroni di casa) con un Nikola Jokic da 21 punti e 17 rimbalzi seguito dai 18 di Jamal Murray. “Non abbiamo giocato bene, ma troviamo sempre un modo per vincere” ha sintetizzato il veterano Paul Millsap, protagonista per vincere la lotta a rimbalzo 62-45. Ai Knicks invece non sono serviti i 21 punti dell’ex Emmanuel Mudiay e la doppia doppia di Mitchell Robinson a 16+10, perdendo l’undicesima partita nelle ultime dodici. Per i Nuggets, invece, si tratta del sesto successo in fila con la possibilità di chiudere la loro trasferta a Est da quattro gare con un successo a Indianapolis, utile per continuare la corsa al primo posto nella conference. Anche se coach Malone predica calma: “Non direi che è ultra-importante per noi. Ne parliamo nello spogliatoio? Certo che sì. Ma non metteremo a rischio la salute di nessun giocatore solo per avere la numero uno. Preferisco di gran lunga avere una squadra in salute e riposata per poter essere pericolosi ai playoff. Non siamo soddisfatti solamente dall’esserci arrivati: vogliamo dire la nostra nella post-season”.