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NBA, Boston-San Antonio 96-115: favoloso Aldridge con 48 punti, Celtics 4° ko in fila

NBA

Gli Spurs passano facilmente sul campo dei Celtics grazie a 48 punti di LaMarcus Aldridge, imprendibile per la difesa dei biancoverdi. Quarta sconfitta in fila per i padroni di casa, che rimangono nello spogliatoio per mezz’ora dopo la partita

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Boston Celtics-San Antonio Spurs 96-115

Solamente due settimane fa i Boston Celtics sembravano aver voltato pagina nel loro viaggio aereo verso la California, dove avevano ricostruito il loro spirito di squadra (o almeno così sembrava) per poi raccogliere tre vittorie su quattro in meno di sette giorni. Oggi invece la situazione è di nuovo ripiombata nel caos: dopo aver perso malamente a Charlotte, i biancoverdi sono rientrati a casa e sono stati battuti sonoramente dai San Antonio Spurs, tanto che dopo la partita si sono fermati a lungo per discutere della loro striscia di quattro sconfitte consecutive tra le mura dello spogliatoio. A mandarli in crisi è stata una prestazione straordinaria di LaMarcus Aldridge, che quando è in giornata è letteralmente inarrestabile: il lungo texano ha chiuso con 48 punti, 13 rimbalzi e 6 assist, mandando a segno 20 dei 31 tiri tentati (con anche una tripla a bersaglio) e 7 degli 8 liberi guadagnati. Una prestazione tale da rendere pressoché superflui i contributi dei compagni, con DeMar DeRozan preoccupato soprattutto di servirlo (16 punti e 11 assist) e il solo Patty Mills sopra la doppia cifra con 12. Anche Marco Belinelli si è preso una serata di “relax” chiudendo con 5 punti e 4 rimbalzi, senza far pesare troppo il suo 1/6 dalla lunga distanza sull’economia dell’attacco neroargento. D’altronde l’esplosione di Aldridge aveva già permesso agli ospiti di chiudere il primo tempo avanti di otto lunghezze che sono diventate 16 in apertura di ultimo quarto, lievitando fino al +25 che ha di fatto chiuso la contesa.

Il team meeting dei Celtics e le parole di Irving e Stevens

A fornire le attenuanti generiche ai padroni di casa ci pensa l’infermeria, riempita da giocatori chiave come Jayson Tatum (botta alla schiena) e Al Horford (ginocchio dolorante) che avrebbero fatto comodo contro un avversario del genere. Rimane però comunque il fatto che in questa stagione non era mai successo che il miglior marcatore di squadra chiudesse con 14 punti, e non porta nemmeno il nome di Kyrie Irving. A guidare i biancoverdi è stato infatti Marcus Smart, mentre l’All-Star ha chiuso con 11 punti e 12 assist, frutto di un brutto 5/17 dal campo in parte dovuto anche a un colpo all’indice della mano sinistra che lo ha costretto a rientrare negli spogliatoi nel primo quarto. Sempre negli spogliatoi si è tenuto poi l’ennesimo incontro a porte chiuse di questa frustrante stagione dei Celtics, dal quale è poi emerso Irving per parlare alla stampa: “Vincere è difficile. Gli ambienti delle squadre sono difficili” ha detto il numero 11. “Non è così semplice come sembrerebbe ascoltando tutti quelli che parlano di quello che accade in questa squadra… Nessuno si trova nella mia posizione. Nessuno qui. Perciò non mi aspetto che nessuno lo capisca. E nessuno ne può parlare. Il mio obiettivo è capire che ragazzi ho in questo spogliatoio per tirare fuori loro il meglio, e per fare in modo che loro tirino fuori il meglio da me”. Anche coach Brad Stevens, criticato da Irving solamente 24 ore fa, è arrivato in ritardo all’appuntamento con i reporter: “C’è sicuramente della frustrazione. Ma non possiamo salire sulle montagne russe. Dobbiamo migliorare ancora tanto”. Su questo, almeno, sono tutti d’accordo, visto il deludente quinto posto con due partite di ritardo dagli Indiana Pacers.

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