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NBA, Ben Simmons sceglie il suo erede: “È Luka Doncic il rookie dell’anno”

NBA

Per spiegare la scelta del giocatore destinato a succedergli nell'albo d'oro, la matricola dell'anno 2018 fa un paragone tra Trae Young e Donovan Mitchell, ma alla fine sceglie il fenomeno sloveno dei Mavs

DA MITCHELL A GRIFFIN, C'E' CHI VUOLE TRAE YOUNG ROOKIE DELL'ANNO

DA CURRY A KERR, DONCIC INCANTA TUTTI

Se si ascolta il rookie dell’anno NBA 2018, il rookie dell’anno NBA 2019 ha già un nome e un cognome. “Vado con Luka [Doncic]”, dice Ben Simmons, che spiega così la sua decisione: “È esattamente come lo scorso anno [quando a essere coinvolti nella corsa a due per il premio erano lui e Donovan Mitchell, di Utah, ndr]. La sua squadra sta vincendo più partite, lui sta giocando meglio. Trea Young sta facendo a pezzi gli avversari – proprio come Donovan lo scorso anno – ma dovendo dare un giudizio complessivo per me Doncic è un giocatore più completo: i Mavs giocano un po’ meglio degli Hawks, Luka ha fatto di più nel corso di tutto l’anno”. Un’opinione assolutamente rispettabile (come tutte le opinioni), probabilmente anche corretta, ma a voler essere un po’ maliziosi forse è anche l’ennesimo capitolo di una rivalità con la guardia degli Utah Jazz iniziata la scorsa stagione proprio di questi tempi, quando la corsa al titolo di matricola dell’anno si è fatta più calda, e poi continuata a regolari intervalli nel corso del tempo. Non è un caso, magari, che proprio Mitchell – con un tweet del 24 marzo, sulla scia di una gara da 32 punti, 11 assist e il canestro della vittoria di Trae Young – aveva scelto la piattaforma social per incoronare la guardia di Atlanta come “ROY” [Rookie Of the Year]. E quasi a volergli fare un dispetto, allora, ecco la presa di posizione del n°25 di Philadelphia, ovviamente contraria a quella di Mitchell. Sembra un messaggio al giocatore dei Jazz anche quel riferimento diretto: dopo l’All-Star Game, infatti, le medie di Trae Young sono in effetti superiori a quelle di Doncic, con il primo oltre i 25 punti a sera e con più di 9 assist a sera, e il secondo a quota 22.5+7 (ma anche la bellezza di oltre 9 rimbalzi a sera). Il predominio di Young nella seconda parte di stagione è evidenziato anche dalle percentuali al tiro: il suo 44% dal campo è migliore del 41% scarso di Doncic, ma ancora meglio fa dall’arco, dove tira il 37.7% mentre lo sloveno non raggiunge il 26%. Analogamente, le cifre di Simmons e Mitchell dopo la pausa per la partita delle stelle dello scorso anno spingevano in tanti a voler preferire l’ex guardia di Louisville al giocatore ex Louisiana State, visto la media punti di 22.5 collezionata dal primo a fronte di soli 14.5 punti per il secondo (ma con quasi 10 assist e 9 rimbalzi di media). Un motivo in più, forse, per spingere Simmons a schierarsi in favore di Doncic, che forse vede anche più simile a lui per stile e interpretazione del gioco.

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