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02 aprile 2019

NBA, Pistons, Nets, Heat, Magic e Hornets: perdono tutte nella corsa a Est

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Nella corsa ai playoff della Eastern Conference perdono tutte le squadre coinvolte. Detroit senza Blake Griffin viene sconfitta a Indiana; Brooklyn perde in casa travolta dal ritorno di Antetokounmpo; a Miami non riesce la rimonta a Boston; Orlando cade sul campo di Toronto e Charlotte esce sconfitta dalla gara con Utah nonostante i 47 punti di Kemba Walker

ALTRI RISULTATI: PORTLAND 3^ A OVEST

VIDEO. TUTTI GLI HIGHLIGHTS

Indiana Pacers-Detroit Pistons 111-102

Se gli Indiana Pacers sono riusciti a tenere duro anche dopo l’infortunio di Victor Oladipo è per la profondità del roster e il talento diffuso tanto nel quintetto quanto nella panchina. Non a caso, i due migliori giocatori della vittoria su Detroit sono i due lunghi più talentuosi, Myles Turner e Domantas Sabonis: i due hanno combinato per 35 punti e 18 rimbalzi quasi equamente distribuiti (17+9 il primo, 18+12 il secondo) e, insieme ai 19 a testa di Bojan Bogdanovic e Thaddeus Young, hanno spinto la squadra di coach McMillan alla prima vittoria dopo tre sconfitte in fila (sette delle ultime otto). A fare la differenza è stata soprattutto la presenza in area, con i padroni di casa che hanno realizzato 52 punti nel pitturato contro i 34 degli avversari, nonostante la doppia doppia da 18+17 di Andre Drummond. Ai Pistons, che erano privi di Blake Griffin alle prese con un ginocchio dolorante, non sono serviti i 26 punti di Wayne Ellington e i 22 di Reggie Jackson per evitare una sconfitta che sa più di occasione mancata che non di vero e proprio passo falso, visto che anche tutte le inseguitrici hanno perso. La squadra di coach Casey mantiene così il sesto posto a Est con una gara e mezzo di vantaggio su Orlando quando le mancano cinque partite per chiudere la regular season.

Brooklyn Nets-Milwaukee Bucks 121-131

Per sfortuna dei Brooklyn Nets, Giannis Antetokounmpo è tornato in campo nella sfida del Barclays Center — e la differenza si è vista subito. Dopo la rocambolesca sconfitta al supplementare di Atlanta senza quasi tutti i titolari, coach Budenholzer ha ritrovato il suo candidato MVP che ha ricominciato la sua caccia all’MVP segnando 28 punti con 11 rimbalzi, seguito da Eric Bledsoe (29 punti anche lui al rientro in quintetto) e dai 22 di George Hill per sopperire all’assenza di Khris Middleton, alle prese con un problema all’inguine. Ai Nets non è quindi riuscito il sorpasso ai danni di Detroit nonostante i 28 punti con 10 rimbalzi di D’Angelo Russell e i 24 di Caris LeVert, rendendo inutile la rimonta che da -22 nel primo quarto li aveva riportati in testa a metà secondo quarto. Dopo 18 avvicendamenti nella guida del punteggio, i Bucks hanno preso il controllo in apertura di ultima frazione con un gioco da tre punti di Antetokounmpo, resistendo all’ultimo tentativo di rimonta degli avversari e portando a casa la 45^ vittoria in doppia cifra nella stagione — l’ottavo dato più alto di sempre in NBA. La notizia incoraggiante? Le prime sette hanno tutte finito per vincere il titolo.

Boston Celtics-Miami Heat 110-105

L’ultimo ballo di Dwyane Wade ha fatto tappa a Boston, dove il General Manager dei Celtics Danny Ainge lo ha sorpreso con una targa per i suoi risultati in carriera e un pezzo del parquet del TD Garden, con il pubblico che gli ha riservato una standing ovation al suo ingresso in campo. “Abbiamo avuto tante battaglie nei playoff, ma apprezzo il rispetto che mi hanno mostrato. Non me lo aspettavo per niente” ha detto dopo la gara, dove stava rischiando di combinare un bello scherzo ai padroni di casa. I biancoverdi infatti erano partiti con un mega parziale di 30-8 approfittando degli 11 errori su 14 al tiro degli avversari, ma piano piano si sono visti erodere il vantaggio fino a doverla vincere di nuovo nei minuti finali. A quel punto ci ha pensato Kyrie Irving, il migliore dei suoi con 25 punti, a realizzare i tiri liberi della tranquillità, portando i Celtics alla vittoria insieme alla seconda tripla doppia in carriera di Al Horford (19 punti, 11 rimbalzi e 10 assist). Agli ospiti, oltre ai 17 con 7 assist di Wade, non sono bastati i 30 di Goran Dragic e la doppia doppia da 19+14 di Bam Adebayo, ma mantengono comunque mezza gara di vantaggio su Orlando per l’ottavo posto a Est. Le due squadre si affronteranno di nuovo nella notte tra mercoledì e giovedì. 

Toronto Raptors-Orlando Magic 121-109

Per qualche motivo i Raptors avevano una striscia aperta di due sconfitte consecutive contro i Magic, e dopo il primo quarto chiuso sotto di sette lunghezze sembrava che Orlando potesse confermarsi la sua bestia nera. Ma a interrompere la “maledizione” ci ha pensato il miglior Danny Green della stagione: il veterano ha segnato 29 punti (a soli 4 dal suo massimo in carriera) con 11/15 al tiro e 7 triple a segno su 10 tentativi, spingendo i suoi al successo che vale il sesto titolo consecutivo dell’Atlantic Division. E dire che l’ex Spurs si era anche infortunato al pollice nel primo quarto, tanto da non parlare con la stampa dopo la gara per sottoporsi a ulteriori valutazioni. Insieme a lui ci sono i 15 punti a testa di Kawhi Leonard e Serge Ibaka, in una partita in cui i padroni di casa hanno tirato 19/37 dalla lunga distanza. “Non possiamo segnarne 115 ogni sera, non abbiamo quel tipo di roster” ha tuonato coach Clifford con i suoi dopo la sconfitta. “Dobbiamo difendere, sia che si segni oppure no”. Per la verità, l’unico a metterla con continuità è stato il francese Evan Fournier, miglior realizzatore dei suoi con 21 punti seguito dai 16 di Wes Iwundu e i 13+13 di Nikola Vucevic, per una sconfitta accolta con un sospiro di sollievo dalle tre squadre che precedono i Magic in classifica. 

Utah Jazz-Charlotte Hornets 111-102

Chi deve mangiarsi le mani per come è andata la serata è soprattutto Charlotte, che aveva un’opportunità d’oro per rimettersi in carreggiata e invece è oramai quasi spacciata. Di certo però non si può dire che Kemba Walker non ci abbia provato: la stella degli Hornets ha chiuso una grande prestazione da 47 punti (22 nel solo ultimo quarto) con 15/28 dal campo, 4/8 da tre punti e 13/15 ai liberi a cui ha aggiunto 5 rimbalzi e 3 assist, mettendo a ferro e fuoco una delle migliori difese della NBA. A mancare è stato soprattutto il contributo degli altri titolari che hanno combinato per soli 6 punti con 3/14 al tiro, con Marvin Williams e Miles Bridges fermi a quota zero e gli unici aiuti concreti arrivati da Jeremy Lamb (23) e Willy Hernangomez (15) uscendo dalla panchina. Nonostante i tentativi di Walker, comunque, gli Hornets sono tornati al massimo a -11, tenuti a bada dai 23 punti di Donovan Mitchell, dai 20 con 13 assist di Ricky Rubio e dalla 62^ doppia doppia di Rudy Gobert con 18+18. È la terza volta che in questa stagione i Jazz subiscono prestazioni mostruose a uno dei propri avversari, avendo già preso 50 punti da Derrick Rose ad Halloween e altrettanti da Devin Booker poche partite fa. Ciò nonostante, si tratta della decima vittoria nelle ultime 11 per coach Quin Snyder, mentre per coach Borrego oramai è dura con tre gare da recuperare ai Miami Heat quando mancano cinque partite alla fine della regular season.

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