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NBA: rivoluzione Memphis Grizzlies: via J.B. Bickerstaff, cambio nella dirigenza

NBA

A Memphis è iniziata la rifondazione di un gruppo alla ricerca di una nuova identità: licenziato l'allenatore che ha traghettato i Grizzlies nel post-Fizdale e demansionati il GM Chris Wallace e John Hollinger

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La fine della regular season, il gong di una stagione da 1230 partite, spesso è soltanto l’inizio di una nuova convulsa fase di lavoro per le dirigenze NBA. Il futuro è dietro l’angolo, in un mondo in cui per 365 giorni all’anno si cerca di conquistare un vantaggio competitivo di ogni genere sulle altre 29 franchigie. A Memphis lo sanno bene e dopo il doppio passaggio a vuoto nelle ultime stagioni, le cose da cambiare sono diventate davvero tante. Per questo la proprietà della squadra del Tennessee ha deciso di partire subito in quarta, licenziando J.B. Bickerstaff e assegnando a nuove posizioni - di minore importanza - il GM Chris Wallace e il vice presidente John Hollinger. Una vera e propria rivoluzione, cercando di rilanciare una squadra che negli ultimi due anni sta vivendo una delicata fase di transizione. Nonostante il modesto record da 33 vittorie e 49 sconfitte infatti, questa scelta non può e non deve essere valutata come una questione di risultati. Anche perché il gruppo a disposizione di Bickerstaff è cambiato di continuo a causa di infortuni, trade e scelte di mercato che hanno indebolito un roster che non ha saputo rinnovarsi in modo rapido dopo le stagioni del “Grit & Grind” che hanno garantito alla franchigia di Marc Gasol, Zach Randolph e Mike Conley ben sette partecipazioni consecutive ai playoff. Dopo l’allontanamento di Dave Fizdale, nelle mani di Bickerstaff è finita una patata bollente dalla quale era complicato pretendere di poter ottenere da subito risultati. Un gruppo che ha perso molti tasselli importanti e spesso privato dei suoi due All-Star - Marc Gasol e Mike Conley - a causa dei continui problemi fisici. In meno di due anni il record complessivo dei Grizzlies con Bickerstaff è stato di 48-97: buono per mettere le mani al Draft 2018 su un giocatore interessante come Jaren Jackson Jr. e davvero poco altro. Per ripartire bisognerà trovare ben altre risorse.

Cambia anche la dirigenza: si va a caccia di un nuovo GM

“Perseguendo l’obiettivo di mettere la nostra squadra in condizione di ottenere un successo sostenibile, è necessario un netto cambio di approccio al modo di dirigere la nostra franchigia”, si legge nel comunicato di Robert Pera. “In futuro si cercherà di ridare energia e carica al front office, alla ricerca di un nuovo approccio generato da una leadership diversa, senza però dimenticare l’identità e i valori che hanno fatto la fortuna e distinto la nostra franchigia negli anni passati”. A questo poi il presidente dei Grizzlies ha aggiunto i ringraziamenti al general manager Chris Wallace e a John Hollinger; entrambi demansionati dopo quello che è stato definito “un ottimo lavoro in passato, che certamente verrà riproposto anche in futuro nei nuovi ruoli assegnati”. Wallace, diventato GM nel 2007 al posto di Jerry West, è stato tra i principali fautori della rinascita della franchigia. È stato lui a scegliere Gasol, Conley e tutti i pilastri di una squadra che per dieci anni è andata ben oltre le aspettative - sette stagioni in fila ai playoff a Memphis restano un traguardo  enorme. Al suo posto in maniera provvisoria è stato promosso Jason Wexler al ruolo di supervisore di tutte le operazioni riguardanti l’aspetto cestistico ed economico della squadra, mentre Wallace tornerà a fare scouting. La corsa alla successione è già partita.

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