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Playoff NBA, Golden State-Houston gara-1 104-100: Durant ne mette 35, vincono gli Warriors

NBA

Partita intensissima e tesissima alla Oracle Arena: a uscirne vincenti sono gli Warriors, trascinati dai 35 punti di Kevin Durant che rispondono ai 35 di James Harden. Arbitraggio contestatissimo da entrambe le squadre, Steph Curry - a lungo con problemi di falli - decisivo con la tripla del +5

IL TABELLINO

MILWAUKEE-BOSTON, GARA-1: IL RACCONTO

Se questo è il primo assaggio di quello che verrà tra Golden State e Houston, di sicuro ci si può aspettare una serie tesissima e intensissima tra due squadre di alto livello. A uscire vincente da gara-1 sono stati i campioni in carica degli Warriors, trascinati da un Kevin Durant da 35 punti e portati alla vittoria dal canestro del +5 di Steph Curry a 24 secondi dalla fine, lasciandosi alle spalle una serata complicata dai problemi di falli (comunque 18 punti alla fine per lui). Insieme ad altri tre compagni di quintetto in doppia cifra — Green e Iguodala 14, Thompson 13 pur con una caviglia in difficoltà — e a una difesa capace di tenere gli avversari sotto il 42% dal campo, la squadra di coach Steve Kerr è riuscita a sopperire a 20 palle perse, l’ultima delle quali aveva lasciato la possibilità ai Rockets di pareggiare la sfida sull’ultimo possesso. La conclusione di James Harden, però, ha trovato solamente il ferro nonostante le proteste degli ospiti per un contatto in aria tra il Barba e Draymond Green prima ancora che il tiratore fosse tornato a terra: una situazione tecnica che ha fatto particolarmente discutere nel corso della partita, all’interno di una gara in cui l’arbitraggio è stato contestato da entrambe le squadre. Non a caso proprio sull’ultimo possesso Chris Paul è stato espulso per doppio tecnico protestando con la terna, mettendo fine alla sua prestazione da 17 punti. A nulla sono valsi anche i 27 di Eric Gordon, mentre Clint Capela ha vissuto una serata terrificante chiudendo con 4 punti, 6 rimbalzi e -17 di plus-minus in 27 minuti, il peggiore di tutta la squadra. Ai Rockets è mancata la freddezza per piazzare lo scatto finale, complice un James Harden stanco (9/28 al campo, 4/16 da tre pur con 13/14 ai liberi) e delle percentuali di squadra che non li hanno aiutati, specialmente dalla lunga distanza (14/47, sotto il 30%). Come detto da Mike D’Antoni dopo la gara, però, hanno tenuto i campioni in carica a 104 punti sul loro campo e hanno avuto una chance per vincerla: non c’è molto altro che si possa sperare di avere in gara-1 contro una squadra del livello di Golden State, ma la serie promette di essere davvero lunga e interessante.

Primo tempo

La prima notizia di serata non è tanto la presenza degli Splash Brothers, quanto che Steve Kerr decide di cominciare con gli "Hamptons Five", ovverosia con Andre Iguodala in quintetto. Draymond Green segna prima con un taglio backdoor e poi con un improbabile tiro in svitamento in post basso, mentre Harden si fa spazio in area per sbloccarsi subito nella serie. Thompson va a segno con il primo tiro della sua partita, ma commette due falli in difesa bucato da Eric Gordon per il canestro del 7-6. Golden State risponde con quattro punti in fila e con un Green in grande spolvero: al primo timeout è 12-9 per i padroni di casa. Durant si iscrive alla partita con un canestro a centro area, ma Houston sembra rimasta a gara-7 dello scorso anno e comincia con 0/8 da tre punti, prima che Harden si sblocchi con uno dei suoi classici step-back. Il Barba manda a segno però tutti i cinque tiri liberi che si procura e porta i suoi in vantaggio sul 17-16, un vero affare visto che Houston ha segnato solo 4 dei 17 tiri tentati (8/8 ai liberi in compenso). Con l'ingresso di Gerald Green la difesa dei Rockets comincia a cambiare su ogni blocco, ma in un paio di occasioni sbagliano malamente e la coppia Curry-Durant li punisce, accendendosi da tre e andando al riposo sul 28-19, facendo pagare l'1/14 dalla lunga distanza degli avversari. 

Shumpert segna dall'arco e Chris Paul si iscrive alla partita, mantenendo in qualche modo lo svantaggio sotto la doppia cifra al rientro di Harden grazie soprattutto alla difesa di Gordon e Tucker - con gli Warriors già sopra le 10 palle perse in poco più di un quarto. Klay Thompson però pur su una gamba sola prima costringe Harden all'errore da breve distanza e poi in contropiede va a segno da tre punti, rimettendo sei punti di distanza tra le due squadre. Il numero 11 di Golden State concede il bis con una tripla folle dal palleggio, seguito a ruota da Curry che punisce una leggerissima indecisione di Nene. Quanto basta però per accendere la Oracle Arena, con l'attacco dei padroni di casa che non appena si accende riesce a creare separazione rispetto a quello degli avversari, tenuta in piedi solo da Harden. Nel momento in cui la difesa produce due recuperi (o meglio, Golden State butta via due palloni facendo salire il tassametro a 13), Chris Paul e Eric Gordon trovano il fondo della retina in transizione e pareggiano a quota 53 cancellando tutto il vantaggio accumulato dai padroni di casa all'intervallo.

Secondo tempo

Harden e Gordon rubano due canestri da vicino mentre la difesa tiene a secco l'attacco di Golden State per due minuti e mezzo, prima che Thompson si procuri un gioco da tre punti per tenere i suoi a contatto e poi vada a segno dalla media distanza per il contro-sorpasso. È in quel momento però che si accende Kevin Durant, capace di provocare il terzo fallo di PJ Tucker e poi di arrivare per due volte al ferro per il +4 dei suoi. A rispondere è sempre Harden, che prima va a segno con lo step-back da tre e poi pesca il quarto fallo di Curry, firmando dalla lunetta la parità sul 68-68. Golden State riallarga l'elastico con Green e Durant, che ricomincia a fare la differenza sui due lati del campo: due suoi canestri impossibili rimettono 8 punti di distanza tra le squadre, ma Chris Paul risponde con una tripla da campione per tenere i suoi a contatto. I vantaggi della tripla vengono mitigati dalle proteste di CP3 e D'Antoni, che si prendono due tecnici per proteste contro l'arbitraggio che non punisce i contatti dei difensori di Golden State dopo i tiri degli attaccanti Rockets. All'ultimo riposo il vantaggio dei padroni di casa è di 7 lunghezze.

È Eric Gordon a rimettere i suoi a -4 con due accellerazioni delle sue, ma Iguodala risponde con un paio di giocate in attacco e in difesa che valgono il +6. Un Curry mai in partita commette il suo quinto fallo a 8 minuti dalla fine, ma Golden State riesce in un modo o in un altro a mantenere due lunghezze di vantaggio anche senza poter contare sul suo numero 30. A firmare il canestro del pareggio è addirittura Nene in uno contro uno su Draymond Green, ma Durant rimette un possesso di distanza tra le due squadre dalla lunetta e poi va a segno "alla Nowitzki" contro CP3. Le percentuali di Houston si sporcano nel finale di gara (complice la difesa di Golden State che sale di livello) mentre Iguodala firma il +5, ma Gordon segna dall'arco per il nuovo -2. Durant si inventa l'ennesimo super canestro del +4, poi attacca Harden e si procura i due liberi del +5 a 1:26 dalla fine. La difesa di Golden State raddoppia Harden a centrocampo e il Barba finisce per commettere una banale infrazione mettendo il piede fuori dal campo, ma si rifà sul possesso successivo realizzando il gioco da tre punti che tiene i suoi a -2. D'Antoni prova a giocarsi la carta Nene per proteggersi a rimbalzo difensivo, ma Steph Curry - in una serata difficilissima fino a quel punto - si isola in uno contro uno proprio con Nene e manda a segno la tripla del +5 a 24 secondi dalla fine che sa di titoli di coda. Harden prima segna due facili, poi Durant perde un pallone incredibile che dà un'ultima chance a Houston: il Barba prova la tripla dalla punta e Green va vicino al fallo toccandolo con il corpo quando l'avversario non era ancora ricaduto, ma - come fatto per tutta la partita - la terna arbitrale non ravvisa il fallo e la tripla prende a malapena il ferro. Sul rimbalzo Chris Paul prova a controllare il pallone ma si schianta su Klay Thompson, con la palla che finisce fuori in favore di Golden State. Il numero 3 protesta veementemente con l'arbitro e viene espulso per doppio tecnico, che Curry amministra segnando il canestro del 104-100 finale. Il primo episodio della serie va a Golden State, ma questa sfida promette di essere lunghissima.