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Playoff NBA, Kyrie Irving, che disastro in gara-2: "Tornerò più forte di prima"

NBA

Il n°11 dei Celtics ha giocato la sua peggior partita in carriera ai playoff, limitato dalla difesa dei Bucks e da una pessima serata al tiro: "Mi pagano per questo, Boston mi ha scelto perché devo dimostrare di lasciarmi tutto alle spalle e continuare a trascinare la squadra"

MILWAUKEE PAREGGA LA SERIE, BOSTON KO

Se gara-1 era stata da incorniciare, la seconda partita della serie è da dimenticare il più in fretta possibile. Non solo per Boston, ma anche per Kyrie Irving, al termine di quella che è stata la peggior prestazione ai playoff della sua carriera. Soltanto nove punti in 31 minuti per l’ex Celtics, raccolti tirando 4/18 dal campo e mettendo a referto un eloquente -19 di plus/minus. Con lui sul parquet Boston è stata un disastro. “Questa prestazione non pesa sulle mie spalla – commenta a caldo il n°11 biancoverde – questo è il motivo per cui i Celtics mi hanno offerto un contratto, per cui hanno scambiato un bel po’ di giocatori con i Cavaliers pur di avermi. Dimostrare di essere in grado di tornare subito ad alto livello, senza farmi condizionare, ma tornando a combattere in trincea pronto per la battaglia. La pallacanestro è divertente anche in queste situazioni, quando devi dimostrare di essere in grado di rispondere – un basket di alto livello, da giocare nel momento più importante della stagione”. Nel secondo episodio della serie però non c’è stato molto per cui divertirsi, anzi: per la seconda volta in carriera Irving ha chiuso in singola cifra una partita di post-season, con l’unico precedente risalente a quattro anni fa e dovuto al fatto che fu costretto a uscire dal campo causa infortunio dopo soli 12 minuti di gioco. Stavolta invece le conclusioni non ne hanno voluto sapere di entrare, in un match concluso con la terza peggior percentuale al tiro ai playoff. “L’ho già spiegato dopo gara-1, quando quei tentativi hanno trovato il fondo della retina: alcuni tiri continueranno ad andare dentro, altri invece no. Cerco sempre di costruirmi delle opportunità nelle zone di campo che preferisco, ma i Bucks hanno continuato a mandare tre uomini addosso a me anche lontano da canestro. È un segno di grande rispetto nei miei confronti, devo trovare delle contromisure”.

Irving bene contro Bledsoe e Hill, meno contro tutti gli altri

Prosegue Irving: “Devo riuscire a essere più efficiente nel controllare il ritmo della partita, le scelte e le zone di campo da attaccare, facendo delle letture migliori quando siamo nel midrange. La loro scelta difensiva di cambiare su ogni blocco ha pagato, forzandomi spesso a scaricare il pallone. Arrivare nel pitturato avversario infatti non è mai stato un problema, ma farlo prendendo la giusta decisione è ben altra cosa”. Nonostante i sei errori al tiro nel solo primo quarto del n°11 biancoverde e la sua pessima partita, Boston è comunque rimasta a contatto all’intervallo lungo; sotto di sole quattro lunghezze, prima di subire il parziale che ha spaccato in due la sfida nella ripresa, mentre Irving prendeva le misure soltanto a Eric Bledsoe e George Hill: dagli otto tentativi dal campo presi contro di loro sono arrivati i quattro canestri della sua partita, raccogliendo invece uno 0/9 complessivo nel momento in cui bisognava vedersela con tutto il resto del roster dei Bucks. Milwaukee però nel frattempo trasformava il -3 dei Celtics in -25, chiudendo sostanzialmente con 12 minuti d’anticipo le ostilità. “Hanno segnato tiri che in gara-1 non andavano dentro, in tanti hanno fatto un deciso passo avanti”, sottolinea Marcus Morris, mentre Irving è pronto a lasciarsi alle spalle una tappa all’interno di una serie in realtà ancora molto lunga: “Questi sono i playoff, giochiamo contro dei grandi avversari. C’è sempre una ragione se una squadra è prima nella Eastern Conference. È una battaglia tra due squadra di primissimo livello. Tornare al TD Garden ci permetterà di ritrovare ritmo e buone sensazioni, di resettare il nostro cervello e divertirci già dalla prossima. Gara-3, ormai sto pensando soltanto a quello”.

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